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Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ETS - APS

 

Corriere dei Ciechi

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Numero 1 del 2014

Titolo: STORIE DI CITTÀ- Una questione di dignità

Autore: Nunziante Esposito


Articolo:
Lettera aperta al Sindaco, alla sua Giunta e a tutto il Consiglio comunale di Castellamare di Stabia (Na)
Cari amministratori, questa non è una lettera di critica o di protesta ad una amministrazione oculata e che potrebbe far pensare al solito lamento di chi non si accontenta. Questo è un pianto di dolore di chi, disabile come me, vive la condizione di disagio nella propria città, confrontandola continuamente con realtà molto diverse che, al confronto, significano la fantascienza. Questa lettera l'ho scritta per gli amministratori della mia città, ma se gli amministratori di altre città della provincia di Napoli si facessero un esame di coscienza, non sarebbe male. Non mi riferisco solo alla condizione oggettiva della nostra città, ma anche e soprattutto a come viene amministrata e, in primis, dal modo di tenere in considerazione i disabili. Le aspettative di tutti coloro che vivono con dignità la loro condizione di disabile, non sono molte, ma vuoi le condizioni economiche generali, vuoi scelte scellerate delle precedenti amministrazioni, vuoi, e perché no, il malgoverno dei decenni scorsi, nella nostra città queste aspettative sono state quasi azzerate. Eppure, tutti sono avvezzi al cospetto del disabile di turno con il quale vengono in contatto, voi politici non fate eccezione, ad usare il termine diversamente abili e poi ci fate vivere come degli handicappati gravi. Sarebbe meglio essere chiamato "handicappato", "mongoloide" e tutti quei termini dispregiativi che, in giro nei nostri quartieri, si usano continuamente, e spesso a sproposito, ma, al contempo, sarebbe molto bello essere rispettati come persone, come cittadini quali siamo, fornendoci quel minimo di servizi o di adeguamento della città che ci eviterebbero tutte le imprecazioni, ogni volta che, per necessità, siamo costretti ad uscire di casa. Noi disabili, non abbiamo bisogno della vostra commiserazione, non abbiamo proprio che farne. Anche se la sorte ci ha riservato l'handicap che abbiamo, non per questo dobbiamo essere considerati dei cittadini di "Serie B" e ci fate credere di essere considerati i primi della classe. Sin dal dopoguerra si è avuto gradatamente un miglioramento della condizione assistenziale delle categorie deboli, anche se questo miglioramento non è avvenuto in modo uguale su tutto il territorio nazionale. In particolare, a partire da metà del Lazio e andando verso il sud, pur se potendo usufruire delle stesse leggi nazionali, sembra essere in un'altra Italia. Ultimamente si fa un gran parlare delle categorie deboli, molto spesso si addolcisce la pillola classificando i disabili come diversamente abili, ma in realtà poco si fa per cercare di rendere la vita delle persone portatrici di handicap meno dura e niente si fa per cercare di inserire i disabili nel tessuto sociale in modo più attivo. Partecipare alla vita sociale e lavorativa per un disabile visivo non è un problema, anche se spesso sono le strutture e i servizi che non lo rendono possibile. Da quando la legge 104 del 1992 ha costretto le amministrazioni pubbliche ad eliminare le barriere architettoniche, molto è stato fatto ma non ovunque e non allo stesso modo. Spesso noncuranti delle esigenze reali dei disabili, ancora oggi si fanno cose incredibili che sembrano fatte apposta per renderci la vita più difficile, anziché eliminare realmente i problemi. Eppure basterebbe poco. Basterebbe chiedere a chi certe cose le vive quotidianamente, non c'è bisogno di esperti nazionali o internazionali, basterebbe anche interpellare direttamente i disabili della propria città, anche se, per fare una cosa migliore, basterebbe rivolgersi alle associazioni di categoria, nelle quali ci sono esperti per ogni esigenza. Nella nostra città, si vivono situazioni di disagio che hanno dell'incredibile. Ultimamente, già dalla penultima amministrazione, sono stati costruiti o ristrutturati gran parte dei marciapiedi della città in un modo così unico e raro da dare un grosso premio di incompetenza a chi ha avuto la gestione di questo lavoro. Capisco che qui molte cose si fanno a tarallucci e vino, ma è impensabile che per agevolare la salita e la discesa di carrozzine per i disabili motori, che vanno fatte in un certo modo e nel rispetto della legge, sono state fatte salite e discese che consentono comodamente di parcheggiare, di entrare in negozi adibiti a garage, rampe comode per i motociclisti, insomma, sono stati resi i marciapiedi, il più delle volte, utilizzabili da chiunque, fuorché dai pedoni. Per impegni di volontariato che ho assunto con la mia associazione, spesso mi capita di andare in giro per l'Italia del nord e, francamente, solo al di sotto di Roma mi sento veramente disabile, anzi, direi un vero handicappato. Le cose da fare per agevolare i disabili visivi, ma anche altri disabili e gli stessi cittadini, come ad esempio signore con carrozzine o anziani che hanno ovvi problemi di deambulazione legati all'età, non sono molte, ma sono di una importanza estrema. Elenco di seguito quelle poche cose che una buona amministrazione dovrebbe tener presente per dare una impronta precisa nella direzione dei diritti dei disabili come sanciti dalle vigenti leggi. Cominciamo proprio dalla mobilità pedonale in città. Dicevo dei marciapiedi, che dovrebbero essere sgombri da cose come tutto quanto i negozianti mettono fuori dai negozi, dalle auto, dalle moto, dagli escrementi di cani sempre più in aumento in città. I marciapiedi devono essere lineari, e non con salite e discese continue, cosa che disorienta non solo il disabile, ma mette in difficoltà perfino il cane guida di un cieco, oltre al rischio per tutti i cittadini di cadere, a causa dei repentini dislivelli. Quando non è possibile costruire marciapiedi adeguati, conviene farli al livello della strada con dei tracciati di delimitazione, come quelli usati per indicare ai disabili visivi un pericolo imminente, altrimenti si devono delimitare con dei paletti, come fatto in piccoli tratti di Via Virgilio, facendo però attenzione a non far parcheggiare motorini di traverso, come sovente avviene. Semafori con prenotazione e indicazione sonora, come previsto dalle leggi vigenti, e non semafori nuovi non rispettosi della legge ed inutilizzati dopo poco tempo dalla loro costruzione. Controlli per evitare parcheggi selvaggi che impediscono di poter camminare ad un disabile visivo sia accompagnato da una persona, sia dal cane guida. Vedi Via Virgilio e tutte le traverse in ogni posto di Castellammare. Parcheggi adibiti ai disabili conformi alle norme del codice della strada e non in vicinanza stretta di altri parcheggi, per consentire di scendere dalla vettura senza impedimenti, soprattutto per i disabili in carrozzina. Controlli più rigidi per questi parcheggi spesso occupati da vetture non autorizzate. Attrezzare dei locali del comune, come erano, ad esempio, quelli dell'ex centro H, attualmente affittati a terzi, gestiti dalle cooperative, dove per altro già erano esistenti e funzionanti, delle postazioni per disabili visivi che potrebbero essere anche un centro tiflo-informatico attrezzato per dare spiegazioni ai disabili visivi, all'interno dell'ambito di cui Castellammare è capofila, creando così un punto di riferimento per gli ausili da usare. Una postazione per disabili visivi, la si potrebbe creare anche in biblioteca, come è avvenuto in tante altre città, per dare la possibilità anche ai disabili visivi di usufruire della cultura come tutti gli altri cittadini. Creando una struttura del genere si possono fornire nel contempo i primi approcci agli ausili tiflo-informatici per lo studio, per il lavoro e, perché no, anche per il diletto, la socializzazione ed il miglioramento della propria condizione. Purtroppo c'é una totale ignoranza su questo campo e molti amministratori non riescono nemmeno ad immaginare quanti miglioramenti nella vita di un disabile in genere, e per quelli visivi in particolare, comporta l'utilizzo delle nuove tecnologie. Inoltre, i disabili visivi della città e dei comuni limitrofi, potrebbero essere perfettamente informati di quello che di meglio il mercato gli consente di utilizzare. In questo modo, si evita che le società abilitate a fornire ausili ai disabili, per interessi commerciali, forniscano ausili non adatti che, il più delle volte, restano inutilizzati, nonostante l'amministrazione spenda fior di quattrini per fornirli. Occupandomi di accessibilità dei siti Internet per conto dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, non mi sono nuove quelle espressioni di meraviglia quando interpello gli amministratori per i siti Internet, quando li trovo non accessibili. Questo è un altro punto importantissimo per un disabile visivo. Infatti, se l'amministrazione fa costruire un sito accessibile, significa non creare altre barriere, questa volta culturali e per i servizi offerti ai propri cittadini anche quando sono disabili visivi. Fortunatamente per noi, il sito del nostro Comune, anche se non perfetto dal punto di vista dell'accessibilità, non ha grossi problemi e quelli che ci sono, sono dovuti per lo più ad usabilità e struttura. Un altro punto per il quale si sta facendo molto in diverse regioni d'Italia e sempre al nord, e quasi mi vergogno anche a farlo presente in assenza delle cose minime da fare nella nostra città, è l'adeguamento dei servizi di autolinee urbane. Ovunque in Italia, in fase di rinnovo del parco macchine, si sta sviluppando un sistema di avviso vocale per le fermate. Inoltre, tutte le fermate sono delimitate a loro volta dai segnali calpestabili per indicarne le aree per l'attesa e con indicazioni anche braille, mentre per sistemi più evoluti ci sono le informazioni vocali, quando sono fornite indicazioni visuali su display per i prossimi arrivi. Questa vi può sembrare fantascienza, ma vi assicuro che è solo quello che è già realtà in alcune città. Ovviamente, chiedere una cosa del genere ad un'amministrazione che ha i semafori che non funzionano, diciamo pure dismessi, figurarsi a pretendere una cosa come quella descritta sopra. Comunque, da recenti studi sulla popolazione italiana, con il suo progressivo invecchiamento, oltre ai disabili visivi c'è da tener presente che molta gente anziana può usufruire dell'abbattimento di queste barriere, con la possibilità di migliorare sensibilmente la propria vita sociale. Se si eliminano tutte queste barriere, saranno agevolati tutti perché accadrà come per le rampe utilizzate per i disabili motori che, costruite per loro, vengono utilizzate da tutti. A proposito di rampe di accesso per le carrozzine, sarebbe molto dignitoso da parte dell'amministrazione delimitare le rampe di salite sui marciapiedi con delle transenne fisse che impedirebbero ai soliti cittadini "intelligenti", ma insensibili e, dico io, cretini, di parcheggiare proprio su tali rampe, bloccando di conseguenza l'accesso ai marciapiedi da parte di chi purtroppo deve usare una carrozzina. Un'altra piaga indescrivibile della nostra città, un problema molto grave per chi ha il mio stesso handicap, sono gli escrementi dei cani che, soprattutto nei vicoli e in certi posti dove sui marciapiedi cresce anche l'erba, non mancano mai. Abito a Via Tavernola da circa cinque anni e sono circa cinque anni che non esco da solo da casa, proprio per questo problema. Nonostante abbia una buona dimestichezza ad usare il bastone per proteggermi dagli ostacoli, non posso in nessun modo evitare di portare a casa escrementi. Eppure ci sono ordinanze delle giunte precedenti che fanno ben sperare, come quella che proibisce di portare i cani in Villa Comunale. Ma cosa si sta facendo per costringere i possessori di cani che portano il loro amico a 4 zampe a fare i bisogni sui marciapiedi a rispettare la legge? Quali sono i controlli per queste persone insensibili? Devo giocoforza pensare che nessuna delle giunte precedenti ha fatto nulla. Per favore, ci può pensare un po' Lei che sta iniziando questo suo incarico? Un altro problema con il quale un cieco deve stare molto attento, sono le cose che fuoriescono ad altezza uomo dai recinti dei giardini e che, quasi sempre, sono piante ornamentali con spine, rami di alberi come limoni o aranci, ma anche non di rado altre cose dimenticate per giorni e giorni, come pali o tavole usati per lavori di ristrutturazione. Quando mi capita cerco di sensibilizzare chi crea questi disagi, e quasi sempre si rientra nella normalità, ma per quale motivo non si controllano più queste cose? Gli stessi marciapiedi pieni di piante non sono certamente il decoro di questa città. Però, sembra come se le considerassimo delle piante ornamentali per abbellire i contorni dei palazzi, visto che rimangono e crescono per mesi e mesi. Queste piante crescono talmente che costringono tutti i cittadini a camminare in strada con tutto quello che ne consegue in quanto a traffico e pericolo di essere investiti, soprattutto a via Tavernola dove abito che, a causa delle auto parcheggiate ad un lato della strada, è molto stretta. Capisco che in città esistono problemi molto grandi e gravi di diversa natura, esigenza di lavoro in testa, ma quello che non si fa per le categorie deboli, regolamentato da capitoli di spesa che non c'entrano nulla con il resto, è, e rimane, un problema che solo nelle popolazioni incivili si gestisce come lo si fa da queste parti. Caro Sindaco, mi rivolgo in particolare a lei che ha preso da poco in carico la gestione della nostra città. So benissimo in che condizioni siamo messi, ma so anche che, se non avverrà con la sua giunta, mai faremo un salto di qualità in efficienza e civiltà e, soprattutto, in rispetto per le categorie deboli. Eppure, siamo in una città! E in quanto tale, dovremmo stare molto meglio di tanti paesi e paesini del nord che hanno un'amministrazione esigua e con bilanci che al confronto del nostro sono solo risibili. Eppure, quando vado da quelle parti per dare il mio contributo di volontariato, sembra di vivere in un altro mondo. Ultimamente, mi è capitato di andare per un fine settimana in una città del Trentino Alto Adige, precisamente a Merano, e mi permetto di dirle che se non ci è stato o non ci va non potrà mai capire la differenza di civiltà che si vive da quelle parti. A proposito delle persone portatrici di handicap, le dico che anche nei vicoletti di 10 metri dove c'erano dei parcheggi a pagamento, c'era per lo meno un parcheggio per invalidi. Sarà perché hanno applicato la legge per ogni strada della città, calcolando per ogni strada un parcheggio per ogni 40 posti o frazione di essi? Mi sono alquanto meravigliato che per ogni strada c'erano parcheggi gratuiti, parcheggi a pagamento e parcheggi per gli invalidi, secondo me senza calcolarli in modo globale, come penso è stato fatto qui. Infatti, trovo alquanto strano che la maggior parte dei parcheggi liberi sono tutti in periferia e li contiamo nel cumulo anche per la città. So che qui sarà molto difficile avere rispettato una cosa del genere ed è già tanto che ci sono i parcheggi per gli invalidi, anche se non sono sufficienti. Quando ne parlo con qualcuno che lavora nell'amministrazione comunale, mi sento dire spesso che di tagliandi per gli invalidi ce ne sono troppi e che tanti dovrebbero essere ritirati. Ma quando viene fatto un controllo serio se c'è il sospetto che ci sia anche frode in questo? Non è che, dopo anni di governo di altri amministratori e non sempre adeguato alle esigenze dei cittadini, voglio imputare a lei tutte le responsabilità per i problemi che noi disabili viviamo tutti i giorni, ma è solo che avendo riposto in lei una buona speranza di veder risolti in parte i nostri problemi, spero che se ne potrà occupare. Infatti, stiamo già da troppo tempo aspettando che arrivi qualche sindaco che risolva i problemi seri di questa nostra martoriata città. Pur considerando gravi le condizioni in cui gli amministratori precedenti le hanno consegnato la città, sarebbe finalmente ora di avere una risposta seria di giustizia e non essere più alla mercé di chi, senza scrupoli ha sempre vissuto calpestando la dignità degli altri cittadini. Ora che la situazione generale della nazione, in seguito ai problemi generali dell'economia mondiale, hanno reso problematico anche il lavoro che lei deve svolgere, non credo che le sia tanto facile dare delle risposte immediate a noi disabili. Però, spero che prenderà in esame questa mia lettera e che, assieme a tutto il Consiglio comunale, prenderà in esame tutte le cose che le ho descritto, e penserà ogni tanto a far rispettare anche le leggi vigenti in materia; quindi, non le sto chiedendo la luna, non chiedo di fare nulla di più di quello che è il dovere suo e di tutta la giunta comunale, nonché del Consiglio comunale: far rispettare le leggi in materia di handicap. La ringrazio e ringrazio tutti quelli che hanno avuto la cortesia e la pazienza di leggermi fin qui. Colgo l'occasione per augurare a lei e alla sua giunta buon lavoro, visto che ne avete ancora tanto da fare. Inoltre, le auguro tanta salute perché di un buon amministratore ne abbiamo bisogno tutti, soprattutto i cittadini onesti. Distinti saluti Nunziante Esposito



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