Numero 1 del 2014
Titolo: TEATRO- Condominio Occidentale
Autore: Redazionale
Articolo:
Un campo per senza tetto, rifugio a cielo aperto per anime mortificate, ruzzolate dalle altezze di una vita agiata: è in questo microcosmo che si alternano le vicende delle donne, delle madri, dei figli e degli uomini invisibili di "Condominio Occidentale", lo spettacolo messo in scena al Teatro Vascello da Tiziana Sensi e Angelo Libri grazie al lavoro realizzato con una compagnia teatrale composta da attori vedenti, non vedenti e ipovedenti. Un progetto che fa capo al laboratorio teatrale per non vedenti diretto proprio da Tiziana Sensi e realizzato nel 2006 grazie all'associazione TeArca onlus. "Questo progetto nasce sette anni fa per un concetto forte d'integrazione, dove la diversità, qualunque essa sia, noi la vediamo come un valore aggiunto e che per forza di cose diventa contaminazione culturale" dice Tiziana Sensi. "Con i ragazzi lavoro tutto l'anno in sala prove; ci vediamo due volte la settimana insieme agli altri membri della compagnia, composta anche da vedenti e da attori professionisti. Il concetto è molto semplice, l'obiettivo è farli vedere attraverso il corpo. Tutti i movimenti dei ragazzi non vedenti, infatti, sono stati studiati in questo senso". "Lavorare a teatro con un non vedente comporta necessariamente delle differenze perché sarebbe un'ipocrisia affermare il contrario. Quella principale risiede nel linguaggio del corpo perché chi non vede dalla nascita non ha una visione del movimento dell'altro" spiega Tiziana Sensi. "Noi spesso ci muoviamo a specchio, gesticoliamo perché vediamo gli altri gesticolare, ci muoviamo nello spazio per imitazione; ai non vedenti naturalmente tutto questo manca. Il segreto sta nel prendere il proprio corpo, metterlo nelle loro mani e far sì che queste ultime diventino i loro occhi. È questo il motivo per cui adesso gli attori non vedenti con cui lavoro si muovono morbidamente nello spazio, gesticolano facilmente e non hanno i corpi rigidi in scena. Dopo sei anni con loro uso lo stesso linguaggio che uso con un attore normodotato; l'unica differenza è che tutto quello che voglio che facciano in scena, loro lo fanno dopo che lo hanno studiato su di me". "Condominio Occidentale", tratto dall'omonimo romanzo di Paola Musa, edito da Salerno Editrice, è andato in scena la prima volta durante la stagione teatrale 2010/2011 e nel corso di questi anni ha avuto un buon successo di pubblico, anche grazie al connubio con le scuole, con oltre 6000 ragazzi che hanno assistito alle rappresentazioni. Inoltre ha ricevuto l'Alta Medaglia dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. "Nel corso degli anni sono maturata insieme ai ragazzi e quest'anno ho inserito nel gruppo quattro adolescenti che non avevano mai fatto teatro" spiega Tiziana Sensi. "È stato molto bello vedere come in sala prove la ragazzina di diciotto anni stava accanto al non vedente; questo gli permetterà da oggi in avanti di vedere la diversità come la cosa più normale al mondo". Nello spettacolo si parla di invisibilità sociale causata dalla miopia, dalla cecità di chi possiede gli occhi per vedere ma li usa in modo inappropriato. E mai contrappasso fu più evidente: mettere in scena degli attori non vedenti e ipovedenti per sottolineare questo paradosso. "Condominio Occidentale" è la storia di Anna, rimasta senza casa, senza lavoro e senza una famiglia convenzionale da offrire a sua figlia. Insieme vivono in macchina, al campo, dove si trovano a condividere una realtà fatta di difficoltà quotidiane e di personaggi ormai quasi rassegnati al loro status di invisibili. Anna non vuole perdere la figlia, che gli assistenti sociali vorrebbero destinare a una famiglia in grado di farla crescere in modo "normale", ma finirà proprio per perderla dietro un sogno di normalità, perseguito in primis dalla figlia, che per lei diventerà un incubo. "Dopo tre minuti di spettacolo la platea non vede più le differenze, tutto diventa naturale e ci si dimentica che in scena ci sono attori non vedenti" dice Tiziana Sensi, e assistendo alla rappresentazione si è portati a riflettere sul significato vero, profondo, del termine "normalità", con cui la scrittura del testo gioca attraverso lo stesso comportamento dei protagonisti; il senso si capovolge, la normalità diventa assurdo, e gli invisibili, i dimenticati, i diversi diventano familiari, comprensibili, quasi per lo stesso meccanismo per cui dopo tre minuti di spettacolo i non vedenti non sembrano più tali. "Grazie a loro ho imparato a guardare e a guardarmi intorno" dice Tiziana Sensi e per un processo di osmosi questo meccanismo coinvolge tutti, attori non vedenti e spettatori. La riuscita di "Condominio Occidentale" sta nella sua capacità di far incontrare il mondo della disabilità con quello dell’emergenza sociale. Essere disabili oggi, in periodo di crisi, con i tagli alla scuola, alle politiche sociali, la precarietà diventa uno spauracchio ogni giorno più concreto. Lo spettacolo apre una porta su una paura legittima, che attanaglia tutti, e cioè ritrovarsi da un momento all'altro in uno stato d'indigenza assoluta: senza un lavoro, senza un tetto sulla testa, senza più dignità. Ma lo fa con maestria, concedendo un sorriso quando è necessario, ma senza cadere nella facile semplificazione dell'happy ending. La pièce ha una doppia valenza: smaschera i tanto diffusi, quanto banali preconcetti sulla disabilità ed esalta i temi sociali del nostro presente, dalla violenza sulla donna, alla vergogna della povertà, dalla solitudine, alla contraddizione di una società che promette pari opportunità ed è incapace di mantenere tale impegno. La genesi di "Condominio Occidentale" ha le sue radici nel 2008, quando la regista, dopo un'esperienza di riqualificazione sociale del quartiere Corviale, a Roma, decide di mettersi a lavorare su uno spettacolo in cui il degrado e la marginalità sociale siano il palcoscenico. Ma non si tratta della prima esperienza nata dal lavoro del suo laboratorio, che già qualche anno prima aveva portato alla luce "Salto nel buio", sempre grazie al lavoro di TeArca Onlus e al binomio con Gerry Longo, fondatore e animatore non vedente dell'associazione. Proprio con Gerry, Tiziana Sensi inizia, nel 2000, il suo percorso teatrale sulla disabilità visiva all'Istituto Sant'Alessio di Roma. Negli anni successivi studia e ricerca insieme a lui, e attraverso una serie di lezioni di teatro individuale comprende che tramite l'utilizzo di diverse tecniche teatrali, una persona non vedente può arrivare a muoversi nello spazio con una maggiore padronanza di sé. Un incontro basato sullo scambio di esperienze personali che ha permesso a un non vedente di acquisire consapevolezza del proprio corpo attraverso le tecniche teatrali, e a una regista di capire come queste tecniche potevano essere apprese nel miglior modo possibile da un non vedente. Un'esperienza che ha fatto comprendere a entrambi come tutto ciò poteva essere utile anche ad altre persone. "Le differenze fanno nascere idee nuove, creano contaminazioni" dice Tiziana Sensi e gli applausi che il pubblico del Teatro Vascello ha riservato a "Condominio Occidentale" confermano che l'obiettivo è stato raggiunto. Ed è uno splendido paradosso quello di portare "alla luce" la nuova povertà con le sue storie di invisibili grazie al lavoro di una compagnia di sedici attori non vedenti, ipovedenti e normodotati, con una scrittura e una regia che danno un senso e un'immagine nuova alla realtà, giocando con le luci e con la scena, creando differenti livelli di visibilità, quella degli attori ipovedenti, quella dei personaggi offuscati dalla sofferenza, quella del pubblico che tenta di discernere tra un velatino e una quinta, la storia passata, presente e immaginata.