Logo dell'UIC Logo TUV

Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ETS - APS

 

Corriere dei Ciechi

torna alla visualizzazione del numero 9 del Corriere dei Ciechi

Numero 9 del 2015

Titolo: LAVORO- Nuove professioni al telefono

Autore: Stefano Iannaccone


Articolo:
Il call center apre le porte anche ai giovani non vedenti. Due aziende di Novara assumono tre ragazzi esperti di pc e comunicazione

La storia è quella di un successo. Un risultato eccezionale ottenuto con caparbietà. Ma che con l'impegno, ben presto, può diventare un fatto normale: l'inserimento nel mondo del lavoro di tre ragazzi non vedenti.
Jacopo Tinti, 26 anni, Michela Massara, 22 anni, e Flavio Gallo, 22 anni, sono stati assunti dalle aziende Callnetwork e Impetum di Novara come dipendenti di un call center. Una svolta importante che ha permesso di superare lo scoglio della ricerca di un'occupazione stabile. I tre giovani sono stati inizialmente assunti grazie alla borsa lavoro disposta dalla Provincia. Dunque contratto di sei mesi per l'inserimento, ma con una promessa da parte dell'azienda: quella di integrarli definitivamente nell'organico, sfruttando anche la Legge 68 sulle categorie protette. Una preziosa risorsa che "spesso non viene tenuta in giusta considerazione", osserva Pasquale Gallo, presidente provinciale dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Novara. "Si tratta di un'agevolazione che il datore di lavoro può avere senza un dispendio di risorse proprie. Per lo meno può farsi un'idea sul dipendente e sugli eventuali problemi che possono sorgere durante il cammino di formazione sul posto di lavoro", spiega Pasquale Gallo, che ha una storia che fa da perfetto presule a quanto avvenuto a Jacopo, Michela e Flavio a Novara. "Avendo una patologia congenita, sin dalla nascita, la retinite pigmentosa, mi sono sempre trovato in situazioni di voler portare un messaggio positivo e informativo", dice Pasquale Gallo, esordendo nella spiegazione di come siano arrivati questi passi in avanti.
L'attuale presidente provinciale dell'Uici di Novara, come tante persone, si è ritrovato a 18 anni davanti a un problema gigantesco: la ricerca di un lavoro. "Ho così iniziato il percorso per l'iscrizione all'albo dei centralinisti non vedenti. Mi dicevo "va bene, è una mansione cui potrei aspirare". Ma in fondo la vedevo, senza voler essere irrispettoso verso nessuno, una cosa un po' troppo standard. E soprattutto pensavo che fosse un tipo di occupazione in calo, un mercato che si andava restringendo. Perciò ho voluto avviare la ricerca di un'occupazione in altri ambiti". Insomma l'ambizione, e la capacità di analizzare la situazione, hanno portato Pasquale Gallo ad avviare un iter tutt'altro che semplice. I primi passaggi sono noti a chiunque cerchi un posto di lavoro: invio curriculum, seguito da faticosi colloqui conoscitivi.
Pasquale Gallo ha però saputo muovere le leve giuste per convincere gli interlocutori a dargli una chance. "Ho avuto un colloquio con un call center. Loro avevano tanti dubbi sulla mia assunzione. Credevano che potessi avere delle difficoltà a svolgere il compito. Io ho spiegato che avremmo dovuto comprendere se davvero c'era la preclusione allo svolgimento delle funzioni assegnate". La prova è sostanzialmente arrivata con un patto tra gentiluomini. "Di fronte alla constatazione di difficoltà insormontabili, sarei stato io il primo ad andare via. Non avrei creato problemi. Così è stata un'ottima occasione per capire se ce l'avrei fatta".
Il risultato? Lo racconta direttamente la voce del presidente Uici di Novara: "Abbiamo visto, tutti, che potevo svolgere il lavoro tranquillamente. E questo mi ha fatto pensare che la nostra categoria può occupare una mansione diversa da quelle solite".
Dunque, dopo aver conseguito un importante obiettivo personale, Pasquale Gallo ha cercato di ampliare il proprio raggio d'azione, divulgando la propria esperienza personale e trasmettendola ad altre persone, giovani come lui ma anche più avanti con gli anni. "Da allora sono trascorsi quasi 10 anni - racconta - e ho cercato di sfruttare la borsa lavoro messa a disposizione dalle Province per favorire l'occupazione di persone non vedenti". Ma il quadro di riferimento non era di sicuro dei più semplici, anzi. "Mi sono trovato ad avere un colloquio con un dirigente, il responsabile del centro per l'impiego, chiedendo perché i non vedenti non fossero contemplati nel progetto borsa lavoro. Loro mi hanno risposto che non erano a conoscenza della problematica e quindi non sapevano proprio quale ruolo, oltre al centralino, avrebbe potuto ricoprire un non vedente", rivela Gallo.
A quel punto dinanzi a lui si sono spalancate due strade: andare su tutte le furie, ma senza cambiare di una virgola la situazione; oppure rimboccarsi le maniche e fornire un contributo attivo. Ovviamente, da persona tenace, il presidente dell'Uici Novara ha optato per la soluzione più ragionevole: quella di collaborare, scrivendo la bozza di un documento propositivo con lo scopo chiaro di andare oltre questo limite. "Il testo che ho preparato è stato il viatico di una collaborazione, e mi ha lasciato la libertà di presentarmi alle aziende, raccontando le mie esperienze. Mi sono concentrato sull'illustrazione dell'esistenza di alcuni software, come quelli ingrandenti, che permettono di superare ciò che viene ritenuto un limite", aggiunge ancora Gallo. L'evoluzione dei fatti ha portato a un contatto diretto tra le aziende novaresi e i tre ragazzi Jacopo, Michela e Flavio, disponibili a entrare nel team dei dipendenti. Da entrambe le parti c'è stata una sintonia immediata, con la garanzia di un confronto quotidiano per discutere di eventuali problemi e risolverli insieme. Uno degli aspetti più importanti è proprio quello del confronto sincero. Una vera e propria "rete", in grado di coinvolgere i centri per l'impiego, l'Uici, ma ovviamente anche le aziende interessate all'assunzione di persone valide, a prescindere dal fatto di essere non vedenti o ipovedenti. Così si è arrivati alla soddisfazione espressa da Michela Massara, una delle persone assunte di recente. "Quello che vorremmo è che anche "fuori" la gente si accorgesse di noi, che non ci trattasse con timidezza, per cui quando ti incontrano non usano mai il verbo "vedere", ma ci considerassero come tutti, come capita qui", sottolinea.
Pasquale Gallo, quindi, ha così colto un altro risultato importante. Ma che deve svilupparsi ancora, in maniera tale da diventare quasi la normalità. "Rappresento la sezione di Novara da ormai cinque anni. E mi sento di dire che la determinazione personale è stata sicuramente un fattore fondamentale per raggiungere un successo personale che poi è diventata un'opportunità per altre persone", sottolinea.
Gli scenari per il futuro sono complessi, richiedono pazienza e sempre grande impegno in ogni direzione. Sul piano normativo sono in cantiere delle riforme che possono cambiare - in meglio - la situazione. Tuttavia, non si può continuare nell'attesa delle nuove norme. "Nel frattempo - insiste Gallo - bisogna individuare delle strategie diverse, altrimenti si corre il rischio di attendere l'approvazione di una legislazione restando immobili, con il pericolo di lasciare senza un impiego persone che potrebbero invece avere delle opportunità a disposizione. La legge che tutela i non vedenti per l'inserimento nei centralini di enti pubblici è sicuramente importante, ma non bisogna appoggiarsi solo a quello. Perché spesso i centri per l'impiego ti chiedono subito se sei iscritto all'albo dei centralinisti non vedenti, limitando il potenziale raggio di scelta". L'obiettivo è quello di andare oltre, sempre.
Da qui, insomma, arriva il rilancio di una sua idea personale che trova fondamento su quanto è già previsto dalla legislazione. In particolare la Legge 68 e i finanziamenti messi a disposizione dalle Regioni e dalle ormai ex Province. Sono mezzi che infatti possono portare opportunità di formazione e di tirocinio. Da lì, magari, possono svilupparsi ulteriori chance, dimostrando alle aziende che i non vedenti possono assolvere, anche grazie all'evoluzione della tecnologia, a numerose funzioni. Di sicuro molte di più rispetto al luogo comune, che perciò va scardinato.
Dall'alto della sua esperienza di successo, Pasquale Gallo è chiaro: "l'unico modello che io posso offrire è quello di lanciare un messaggio positivo ai non vedenti. Suggerisco di iniziare a sfruttare questa possibilità in quanto adesso ci sono le risorse e potrebbero giovare agli associati dell'Uici e arrivare all'applicazione della Legge 68. È necessario ribadire il messaggio di sensibilizzazione su quella che è la realtà. Purtroppo, nonostante tanti sforzi compiuti, noto che talvolta c'è una mancanza di informazione. Bisogna trovare il modo per spiegare sempre con maggiore forza certe cose". Parola di un ragazzo che ha saputo costruire tanto per sé e per gli altri.



Torna alla pagina iniziale della consultazione delle riviste

Oppure effettua una ricerca per:


Scelta Rapida