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Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ETS - APS

 

Corriere dei Ciechi

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Numero 9 del 2015

Titolo: MUSICA- Restituire la musica ai ciechi?

Autore: Antonio Quatraro


Articolo:
"La bellezza salverà il mondo" (L'idiota, di Fëdor Dostoevskij)

Nonostante la musica sia l'unica forma di arte completamente fruibile dalla persona non vedente, assistiamo ad un declino degli studi musicali, in Italia più che nel resto del mondo; eppure tutti gli educatori ne riconoscono le valenze educative, formative ed umane, per tutti i bambini/adolescenti, ma soprattutto per quelli con disabilità visiva.
È noto che la musica costituisce un fattore fondamentale per lo sviluppo della creatività, della sfera delle relazioni, di importanti abilità manuali e del carattere, autocontrollo, capacità di ascolto e di autovalutazione, pazienza, ordine e precisione.
Per i ciechi poi gli studi musicali hanno anche una funzione "euristica", nel senso che possono dare un'idea di alcuni aspetti visivi come colore, sfumatura, e anche la prospettiva. Infine la storia della musica presenta numerosi parallelismi con la storia della civiltà, della letteratura e delle arti visive.

Ostacoli
Il primo ostacolo è costituito dalla distanza fra la notazione musicale comune e quella Braille, indispensabile strumento di lettura e scrittura. Mentre infatti un testo di narrativa a stampa o in Braille hanno la medesima struttura, lo spartito musicale per i vedenti visualizza il brano sul pentagramma, disponendo le note a seconda della loro altezza, il che facilita molto la lettura e l'identificazione dei simboli che interessano volta per volta.
Lo spartito Braille invece è un vero e proprio testo, quindi i segni sono disposti in sequenza lineare. Esso somiglia, per così dire, ad una città senza vetrine e senza insegne, dove il turista non ha modo di guardarsi intorno, ed i simboli non hanno alcuna relazione con il loro significato musicale. Pertanto la comunicazione scritta fra cieco e vedente è praticamente impossibile.
Siccome poi la lettura avviene tramite il tatto, il musicista cieco è obbligato a memorizzare il brano prima di poterlo eseguire.
Le principali implicazioni pratiche riguardano i costi ed i tempi delle trascrizioni Braille, e soprattutto l'assenza quasi totale di insegnanti preparati, la cui opera è indispensabile per i principianti.
Negli anni le nostre istituzioni, la Biblioteca di Monza, le Stamperie, l'IRIFOR stesso, si sono sforzate di "custodire" almeno la scintilla, come le vestali di antica memoria.
Fortunatamente, grazie all'impegno ed alla passione di alcuni "superstiti" della tradizione musicale, avvalendosi di fondi europei e di altri provenienti dalla nostra organizzazione, oggi sono disponibili soluzioni tecnologiche, uniche al mondo, che consentono prima di tutto di ridurre le barriere della comunicazione scritta, e quindi anche lo scanner e la rete come fonte di spartiti musicali, salvo verificarne la qualità.
Braille Music Editor, è un vero e proprio programma di videoscrittura, che dà il massimo di autonomia al musicista non vedente in ogni fase del lavoro, dalla scrittura, alla correzione, al controllo in tempo reale, alla stampa in nero o in Braille. BME infatti combina in maniera flessibile diverse modalità di accesso alla musica, ossia Braille labile o cartaceo, ascolto dei suoni in tempo reale e personalizzato (ad es. a velocità variabile, per parti separate), musica parlata, stampa Braille o normale.
Braille Music Reader, gratuito, una sorta di taccuino multimediale ed interattivo, opera su un file musicale che non è altro che un file accessibile in vari modi combinati, simile ad un libro in formato daisy molto dettagliato; il musicista in altri termini può ascoltare o leggere sulla riga Braille o su carta informazioni generali, opportunamente selezionate (es. solo note), o scendere nei minimi dettagli, e può inserire o ricercare annotazioni o commenti a suo piacimento.
Siamo passati quindi dall'era del cavallo all'era dell'automobile. E sono disponibili ormai anche diversi materiali didattici, come corsi di teoria musicale, una piccola biblioteca online, tutto in formato elettronico ma stampabile anche in Braille.
E chi, meglio di un insegnante preparato, può far conoscere questi piccoli tesori?
Per questo l'IRIFOR, in collaborazione con la commissione nazionale per gli studi musicali dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, coordinata dal maestro Giovanni Arestia, ha realizzato il progetto "Musicando". Vi è stata una prima fase di sensibilizzazione su tutto il territorio in collaborazione con le sezioni UICI, attraverso incontri con genitori, insegnanti, dirigenti associativi. Quindi, dal 18 al 22 marzo è stato tenuto a Roma il primo corso per insegnanti di musica, una quarantina di "alfieri", provenienti da tutta Italia, che ora sono in grado di aiutare un ragazzo ipo o non vedente ad avvicinarsi agli studi musicali nella maniera corretta.
Sono stati quattro giorni in full immersion per docenti e discenti, passati in un soffio. Quattro giorni per condividere problemi e soluzioni, idee e spunti di riflessioni. Un viaggio un po' "alla giapponese", attraverso le principali problematiche e le relative soluzioni oggi disponibili per ipo e non vedenti. I giovani concertisti poi, il venerdì sera, hanno fatto vivere emozioni che resteranno come il miglior biglietto da visita della voglia e dell'impegno a proseguire il cammino insieme.
Nella foto di gruppo si legge la tensione in tutti noi, verso una scommessa, che non potremo vincere da soli: restituire la musica ai ciechi, secondo il principio delle "pari opportunità", non quelle predicate, ma quelle praticate.
(da Oltre il Confine n. 2-2015)



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