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Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ETS - APS

 

Gennariello

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Numero 10 del 2016

Titolo: Scelte da voi

Autore: Redazionale


Articolo:
Piedoni Puzzolosi - I Parte
(da www.fantavolando.it)
Giulio aveva compiuto 5 anni da una settimana, si sentiva ormai grande, quasi un ometto. Quell'incredibile pomeriggio stava divertendosi a giocare a pallone sul prato davanti alla sua casa quando, all'improvviso, si accorse che i suoi piedi avevano qualcosa di insolito.
Si sedette sull'erba e cominciò a scrutarli con attenzione.
«Come è possibile... i miei piedi stanno diventando enormi!» esclamò stupito. «Se continuano a crescere ancora diventerò in un baleno un mostro dai piedi giganti» constatò cercando di interrogarsi sulle cause di quell'insolito fenomeno.
Pensando e ripensando concluse che doveva essere accaduta la stessa cosa che succedeva alle piante sul davanzale della cucina: più la mamma le innaffiava e più crescevano.
«Non mi laverò più i piedi, sono sicuro che senza acqua smetteranno di crescere!» decise dopo aver riflettuto a lungo sul da farsi.
Come potete ben immaginare da quel pomeriggio d'estate le cose si misero davvero male per tutta la sua famiglia. In casa cominciò a diffondersi un odore strano, dapprima sembrava odore di formaggino poi, con il passare dei giorni, l'odore diventò sempre più intenso fino ad assomigliare a quello del formaggio stagionato; dopo una settimana sembrava di sentire contemporaneamente odore di gorgonzola, provolone, groviera e perfino pecorino. Tutti i topi del quartiere, attirati da quell'odore, cominciarono a seguire Giulio dappertutto.
Può sembrare strano ma lui non sembrava proprio accorgersi di nulla. Era così contento di non doversi più lavare i piedi che non si preoccupò neppure quando i suoi amici cominciarono a prenderlo in giro chiamandolo «Piedoni puzzolosi».
Non cambiò idea neanche quando i suoi amici si diradarono, nessuno voleva più stargli vicino. Un mattino sparirono perfino le sue scarpe da ginnastica.
Quanti giochi aveva fatto con quelle scarpe blu: aveva giocato a pallone, aveva imparato a saltare alla corda, aveva pedalato veloce sulla sua bicicletta rossa. Giulio le cercò per tutto il giorno ma anche le scarpe, stanche di sopportare quella puzza, se ne erano andate lontano. E così accadde con ogni paio di scarpe che la mamma gli comprò successivamente: dopo un solo giorno sparivano misteriosamente.
Giulio non sembrò preoccuparsene molto e cominciò a girare tutto il giorno scalzo trovando la cosa perfino divertente, specie quando si trattava di sguazzare nelle pozzanghere.
Cik ciak cik ciak facevano i suoi piedi schizzando il fango dappertutto. Cik ciak cik ciak facevano i piedi scivolando nella terra umidiccia.
Ormai aveva i piedi talmente sporchi che lasciava dietro di sé una lunga fila di impronte nere. Il pavimento della casa era sempre imbrattato e la mamma doveva continuamente pulire e ripulire.
Un giorno anche la mamma si stancò di questa situazione e cominciò ad urlare.
«Adesso bastaaaaaaaaa, è ora di finirla, o ti lavi i piedi o non entri più in questa casa. Non ne possiamo più di te, ma non ti accorgi che nessuno riesce più a starti vicino!».
Piedoni puzzolosi, perché da questo momento lo chiameremo così, non l'aveva mai vista tanto adirata. Forse sarebbe stato meglio lavarsi i piedi e tutto sarebbe tornato come prima, ma lui non poteva rischiare di diventare un mostro dai piedi giganti e poi era più testardo di qualsiasi altro bambino; così le rispose con tono di sfida: «Se nessuno mi vuole vicino me ne andrò via, andrò a cercarmi una nuova casa!».
Uscì sbattendo la porta e cominciò a girare per il paese cercando qualcuno che potesse ospitarlo ma nessuno era disposto a sopportare la puzza dei suoi piedi per tutto il giorno e per tutta la notte.
Provò a domandare al pescivendolo e al calzolaio che erano capaci di sopportare odori piuttosto sgradevoli ma non ci fu niente da fare.
Sarà tornato a casa e finalmente si sarà lavato i piedi, penserete voi lettori.
Neanche per sogno! Piedoni puzzolosi si incamminò tranquillamente lungo la strada deciso a girare in lungo e largo per trovare una sistemazione.
Camminò per giorni e giorni attraversando paesi e città finché si trovò davanti ad una fitta foresta.
«Forse non è prudente attraversarla» pensò, ma ormai non aveva più nessun altro posto dove chiedere ospitalità e quindi decise di provare a cercare un rifugio tra gli alberi.
(continua)
Rita Sabatini



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