Logo dell'UIC Logo TUV

Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ETS - APS

 

Corriere dei Ciechi

torna alla visualizzazione del numero 10 del Corriere dei Ciechi

Numero 10 del 2016

Titolo: PREMIO BRAILLE- Vedere oltre

Autore: Chiara Giorgi


Articolo:
Si respira un'atmosfera frizzante nella hall del Teatro Sistina. C'è il red carpet allestito con le mattonelle rosse del sistema tattile LOGES e c'è il pannello per il PhotoCall davanti al quale i due presentatori, gli attori, le cantanti e i musicisti, gli ospiti d'eccezione e il pubblico del Sistina si mettono in posa per le foto. Sta per iniziare la XXI edizione del Premio Braille, l'evento dedicato all'inventore del prezioso sistema di scrittura e lettura per non vedenti, per il secondo anno consecutivo abbinato alla Lotteria Nazionale Louis Braille.
Nel corso della serata si consegnano i "Premi Braille" 2016, conferiti dall'Unione a persone e istituzioni che si sono distinte nel contribuire al miglioramento delle condizioni di vita, lavoro e studio dei ciechi e degli ipovedenti italiani. Quest'anno vanno all'équipe medicochirurgica dell'Ospedale Policlinico Gemelli, alla UISP - Unione Italiana Sport per Tutti e all'attore Gianfelice Facchetti.
Arriva Arisa, che si ferma a salutare due suoi giovanissimi fan non vedenti prima di passare al PhotoCall. Arriva anche la Ministra Maria Elena Boschi, gradita e non annunciata ospite, per assistere alla serata di gala. È ora di prendere posto in sala e di aprire il sipario.
Ivan Dalia sta suonando il pianoforte. Si sente il rumore di un phon per capelli, ma scatta il salvavita e la sala resta completamente al buio. Ivan interrompe l'esecuzione del brano e si lamenta con Gioia Marzocchi per l'uso sconsiderato del phon. Gioia, nel retro palco, dice ad Ivan di non preoccuparsi perché ci pensa lei ad andare a prenderlo. Rumore di vetri rotti. Ivan le dice di stare ferma che sarà lui ad andare a prenderla. Una volta raggiunta cominciano una serie di doppi sensi (bisogna fare attenzione a dove si mettono le mani al buio!). Si riaccendono le luci. Quando Gioia si accorge di essere sul palco in bigodini e accappatoio scappa terrorizzata verso il retro palco.
Inizia così la serata di gala organizzata dall'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti con la collaborazione di Eliofilm, condotta da Gioia Marzocchi e Ivan Dalia che appaiono subito in splendida forma, divertenti e ironici, perfettamente a loro agio sul palco del Sistina, arredato con una scenografia tutta bianca che richiama i pianeti e l'universo.
Ed è subito il momento di Emma Morton, cantante italiana di origini scozzesi, che scalda il pubblico con la sua "Daddy Blues". Sarà poi Marco Parolo, centrocampista della Lazio e della Nazionale italiana, a salire sul palco. "Ivan, ma tu lo conosci Marco?", chiede Gioia. "Non l'ho mai visto giocare", risponde Ivan, continuando a scherzare sulla sua cecità. Arriva una palla sonora sul palco e Parolo e Dalia fanno qualche palleggio insieme. Ma la situazione è impari, e Gioia decide di bendare Marco Parolo. Ah, ora sì che finalmente si gioca ad armi pari! "Se noi atleti avessimo il vostro udito, saremmo decisamente dei giocatori migliori!", si congeda così Parolo, testimonial d'eccezione della Lotteria Nazionale Premio Louis Braille 2016.
Sale sul palco anche il presidente nazionale dell'Unione, Mario Barbuto, per la consegna del primo Premio Braille della serata a Gianfelice Facchetti, per il suo impegno pluriennale nel campo della cultura e del teatro con una particolare sensibilità per i temi legati al mondo della visione.
"Il buio apre i sensi", dice Facchetti. "Io l'ho scoperto parecchi anni fa, dopo aver visitato la mostra Dialogo nel Buio all'Istituto dei Ciechi di Milano. Poi, essendo attore, mi è venuta voglia di fare uno spettacolo al buio e, insieme al grande Candido Cannavò, ho incontrato Rodolfo Masto (Commissario dell'Istituto dei Ciechi di Milano, ndr), per proporgli un progetto da realizzare insieme. Sono passati 7-8 anni e da allora abbiamo fatto diversi spettacoli. Il buio è diventato parte della mia vita, a volte ne ho bisogno per riuscire ad ascoltare".
Ed è a questo punto che si spengono le luci sul palco e si accendono quelle su ERMEN&GILDA, "un noir molto noir, praticamente al buio". Sono Stefano Fresi, Massimo Poggio, Elda Alvigini e Gualtiero Burzi a dar vita alle parole - e ai suoni - di questo film sonoro, diviso in 4 parti e che fa da fil rouge alla serata. Bravi, bravissimi, a mettere in scena questa opera scanzonata, divertente e surreale che ci racconta di amori strampalati, strani musicisti ciechi che si chiamano "Ermen", "Gilda" e Steve Wonderful, commissari di polizia che indagano su omicidi e vecchi misteri, regalandoci alcune perle di ironia: "tutti uguali voi uomini, alludete tanto ed eludete di più", oppure "Chi ha ucciso Steve? E soprattutto come faccio a parlare se sono morto stecchito?".
Alessandro Bordini, rimasto cieco dopo un lancio in paracadute, ora gira il mondo in solitaria con l'ausilio del suo iPhone. "Io credo che la vista sia un bene prezioso, ma ora la vista fa parte del mio passato", dice nel suo monologo di presentazione. "È un'esperienza che non va vissuta in maniera perfetta, ma per come si sceglie. E io ho scelto di essere felice. Io scelgo la sfida. Adoro le sfide, mi aiutano a crescere e mi preparano all'avventura successiva. Sono vivo, ora, e ho scelto di approfittarne con qualunque mezzo".
Arisa entra cantando "Controvento", con cui ha vinto Sanremo 2014 e "Guardando il cielo", con la band e il maestro Giuseppe Barbera al piano.
Acclamatissima e al suo solito sincera, Arisa si presta anche ad un simpatico sipario con Gioia e Ivan. "Ti posso fare una domanda?" chiede Ivan. "Sì, sono single", ribatte Arisa. Il teatro ride di gusto. "Ti puoi descrivere che ci sono tanti orbi in sala?", provoca nuovamente Ivan. "Ho la pancia, ho una quarta misura di reggiseno e il naso pronunciato...". "Hai gli occhi belli e un magnifico sorriso", chiosa Gioia.
Sale su palco del Sistina la Ministra Maria Elena Boschi, che il presidente Barbuto ringrazia di cuore per aver deciso di passare tutta la serata insieme: "Politici ne sono venuti tanti in questi anni al Premio Braille. Ma politici che sono stati tutta la sera al Premio Braille, io non ne ho mai conosciuti". Si scopre anche che la Ministra conosce il Braille: "So leggere e scrivere il Braille, anche se da vedente (leggendo i puntini con gli occhi, senza l'uso del tatto, ndr); l'ho imparato alcuni anni fa per dare una mano ad un amico cieco".
È il momento della consegna del secondo Premio Braille alla UISP - Unione Italiana Sport per Tutti, per il comune impegno a sviluppare e sostenere la pratica sportiva di base tra le persone non vedenti e ipovedenti. Ritira il premio il presidente nazionale Vincenzo Manco, che ringrazia l'Unione per questo "riconoscimento dato al nostro lavoro, che ha l'obiettivo di estendere il diritto allo sport a tutti i cittadini, in una mescolanza reale tra soggetti, le donne e gli uomini di ogni età, ciascuno con i propri diritti, le proprie motivazioni, le proprie differenze da riconoscere e da valorizzare: le diverse età, le abilità, le disabilità, le differenze sessuali, le diverse motivazioni alla pratica sportiva. L'unica differenza che combattiamo è quella che nasce dalla disuguaglianza sociale, dalla mancanza di pari opportunità".
Anche per il vicepresidente nazionale dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Stefano Tortini, "fare sport insieme è importante sia per quanto riguarda l'aspetto psico-fisico, sia per quanto riguarda l'inclusione sociale delle persone con disabilità".
La Ministra Boschi esprime la "vicinanza del Governo italiano nei confronti degli atleti in gara in questi giorni nelle Paralimpiadi di Rio 2016 e chiude la sua presenza sul palco citando Assunta Legnante (poi medaglia d'oro nel getto del peso a Rio, ndr): "la pedana mi ridà luce e indipendenza".
Gioia Marzocchi e Ivan Dalia invitano poi sul palco Fabrizio Palumbo e Gianluca Apollaro, giovani programmatori ciechi, per presentare la campagna di crowdfunding "Aiuta i ciechi a comporre musica", volta a sviluppare un software che renda accessibile la scrittura e la produzione musicale alle persone con disabilità visiva. "Esistono già dei software molto usati in questo campo, ma la loro accessibilità è incompleta", dice Apollaro. "Quello che ci proponiamo di fare è dare la possibilità ai non vedenti di usare gli stessi programmi utilizzati da tutti". Questo il link per avere ulteriori informazioni sul progetto e partecipare al crowdfunding: https://www.gofundme.com/ciechimusica
Si parla anche di sesso e disabilità sul palco del Sistina, ricordando la figura dell'assistente sessuale già riconosciuta nel nord Europa ma ancora semi sconosciuta nel nostro Paese. "In Italia c'è un disegno di legge, che però è rimasto nel cassetto e noi non l'abbiamo mai visto", chiosa Ivan Dalia.
Salgono sul palco il Presidente Mario Barbuto, Angelina Pimpinella, componente della Direzione nazionale dell'Unione e che ha recentemente subito l'impianto di una protesi cocleare e il prof. Walter Di Nardo che ha eseguito l'operazione, per la consegna del terzo - e ultimo - Premio Braille 2016, attribuito all'équipe medicochirurgica dell'Ospedale Policlinico Gemelli per l'impegno scientifico nell'impianto di protesi cocleari che ridanno il dono dell'udito a tante persone sordocieche.
"Essendo sordocieca dalla nascita mi sono laureata con il Braille e il Malossi" dice al microfono Angelina Pimpinella. "Ma dopo 30 anni di sordocecità mi sono sottoposta ad un impianto di protesi cocleare e ora posso sentire. Grazie al prof. Di Nardo e all'équipe dell'Ospedale Gemelli che lavorano per restituire l'udito alle persone sorde".
"Grazie a voi. Grazie ad Angelina Pimpinella, persona eccezionale" risponde il prof. Di Nardo dopo aver ritirato il Premio. "E grazie all'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti e al supporto che ci avete dato. Ancora oggi ci sono diffidenze nei confronti di queste tecnologie, che invece esistono e devono essere utilizzate".
È arrivato il momento di annunciare i fortunati biglietti vincenti della Lotteria Nazionale Premio Louis Braille 2016, estratti in mattinata dall'Agenzia Dogane e Monopoli. In questa seconda edizione sono stati venduti 601.920 biglietti per una raccolta complessiva di 1.805.760 euro. Al biglietto primo estratto, venduto ad Atripalda in provincia di Avellino, è stato attribuito il premio di 500 mila euro (serie B, numero 099360). Sono poi stati estratti altri 24 biglietti vincenti, ai quali sono stati attribuiti altri premi, del valore di 10 mila euro ciascuno.
Il gesto compiuto da tante persone potrà offrire un sostegno concreto ai ciechi e agli ipovedenti di tutta Italia, perché i proventi della Lotteria saranno utilizzati per la promozione delle attività fisiche, motorie e sportive per le persone con disabilità visiva. A seguito dei tragici eventi sismici del 24 agosto, una quota dei proventi della Lotteria Nazionale Louis Braille 2016 sarà devoluta a supporto di persone che hanno subìto gravi danni a causa del terremoto, con preferenza e precedenza per i ciechi e gli ipovedenti.
Ivan Dalia saluta, e ci dà appuntamento con la XXII edizione del Premio Braille, con una citazione, un po' di Mary Shelley e un po' sua: "Shelley dice che quello che ci spaventa della mostruosità non è la differenza ma la somiglianza. E io voglio aggiungere che basta sforzarsi un po' e il mostro diventa come noi".



Torna alla pagina iniziale della consultazione delle riviste

Oppure effettua una ricerca per:


Scelta Rapida