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Kaleîdos

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Numero 19 del 2017

Titolo: Guida alla salute delle donne

Autore: Redazionale


Articolo:
Premenopausa: con dieta e sport si affronta meglio
(da «Ok» n. 10-2017)
Una prima vampata di calore, quei chili di troppo che non se ne vogliono proprio andare, il ciclo diventato irregolare dopo gli «anta». E un dubbio che si affaccia: «Che si tratti di premenopausa?». Da quel momento, trovare una risposta a questa e alle molte altre domande che verranno non sarà però un'impresa facile. Parlarne con i familiari può infatti creare imbarazzo, le amiche che ci sono passate forniscono versioni discordanti, internet non è sempre attendibile. Per fare un po' di chiarezza, abbiamo chiesto delucidazioni e consigli ad Anna Maria Paoletti, professore ordinario di ginecologia e ostetricia all'Università di Cagliari.
Che cosa si intende per premenopausa? La premenopausa, o, più opportunamente, periodo di transizione menopausale, è quella fase della vita di ogni donna che si colloca tra la vita fertile e la vera e propria menopausa, ovvero la scomparsa definitiva delle mestruazioni. In questo periodo il corpo fa fronte a una trasformazione fisiologica che rappresenta una sorta di adattamento graduale alla condizione di sterilità. La funzionalità dell'ovaio e la capacità riproduttiva si riducono, mentre si altera il delicato equilibrio tra estrogeni e progesterone, gli ormoni che regolano il ciclo.
Quando si manifesta e quanto dura? Inizia intorno ai 45 anni e ha durata variabile e non prevedibile. In alcune donne dura appena qualche mese, in altre si protrae per anni, sebbene la media stimata sia di cinque-sei anni.
Come ci si accorge di essere entrate in premenopausa? Le donne si rendono conto che qualcosa sta cambiando principalmente dalle alterazioni del ciclo, che può essere anticipato, ritardato, molto scarso o, al contrario, molto abbondante fino ad assumere carattere emorragico. Altri sintomi variano invece da persona a persona, possono andare e venire, e generalmente si intensificano circa un anno prima della menopausa. Tra questi, i più comuni sono insonnia, vampate di calore, cefalea, sbalzi d'umore, aumento di tessuto adiposo localizzato sull'addome, secchezza vaginale e disturbi dell'apparato genito-urinario a essa collegati, calo della libido. Alcune donne riportano disturbi meno frequenti, ma non rari, come dolori articolari diffusi.
Quali terapie sono indicate per ridurre i disturbi? La prima cosa da fare è rivolgersi al proprio ginecologo, che prescriverà esami e accertamenti finalizzati a verificare se i fastidi siano riconducibili alla premenopausa o ad altre cause. In assenza di controindicazioni (obesità, fumo, ipertensione), l'uso di estroprogestinici o progestinici (le classiche pillole anticoncezionali) stabilizza l'alterata ciclicità ormonale e riduce notevolmente tutti i fastidi tipici di questo periodo. Se, invece, la pillola è mal tollerata, si opta per altri rimedi, a seconda del sintomo predominante. Le mestruazioni troppo abbondanti vengono contrastate grazie a un dispositivo intrauterino a rilascio di progestinici come il levonorgestrel, mentre contro la secchezza vaginale si utilizzano gel che aumentano la lubrificazione, a base di estrogeni o di colostro di mucca (senza estrogeni o fitoestrogeni). Per combattere in modo naturale vampate, disturbi del sonno, stanchezza e irritabilità si è invece rivelato molto efficace un integratore alimentare di recente commercializzazione, privo di effetti collaterali, a base di estratto purificato di polline, vitamina E e vitamina A. Sono inoltre consigliati i supplementi di vitamina D, molto bassa in questo periodo, che facilitano l'assimilazione del calcio per prevenire l'osteoporosi, alzano le difese immunitarie e aiutano a contrastare molte patologie dell'invecchiamento. Naturalmente, qualsiasi terapia è da concordare con il proprio medico di fiducia.
È bene cambiare le proprie abitudini? Solo se non sono sane: l'ingresso nella premenopausa è comunque un'ottima occasione per rivedere il proprio stile di vita. Il consiglio è innanzitutto quello di mantenere un peso corporeo adeguato, attraverso regolare attività fisica (vanno bene 30-40 minuti al giorno di camminata veloce), che agisce positivamente anche sull'umore, e un regime alimentare controllato e meno calorico rispetto a quello adottato prima, ricco di calcio, verdure, frutta e proteine.
Federica Schiavon



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