Numero 9 del 2018
Titolo: ARGOMENTO DEL MESE- Insieme per promuovere la lettura
Autore: Katia Caravello
Articolo:
La lettura è una delle attività che maggiormente promuove la crescita personale e lo sviluppo di un pensiero critico in un individuo, favorendone l'inclusione sociale. Avere la possibilità di accedere alle opere letterarie è quindi estremamente importante per qualunque essere umano, soprattutto per coloro che, come le persone cieche ed ipovedenti, partono da una situazione di svantaggio.
Nel corso degli anni sono stati fatti passi da gigante e per chi non vede, o comunque ha una forte riduzione della vista, è diventato progressivamente più facile avere a disposizione libri in formati rispondenti alle proprie esigenze.
Questo processo di accesso alla lettura ed alla cultura in generale ha avuto inizio con la geniale invenzione del sistema Braille, che da circa due secoli consente a chi non vede di leggere e scrivere e che ancor oggi rappresenta l'unica via che consente la lettura diretta di un testo.
In questi 200 anni al Braille si sono affiancati altri metodi di lettura a disposizione dei ciechi e degli ipovedenti: l'audiolibro, registrato da lettori professionisti o donatori di voce su supporti che negli anni si sono evoluti (si è partiti dalle bobine per arrivare ai file MP3, passando per le musicassette ed i cd), i libri digitali, ottenuti attraverso il trattamento del testo mediante l'utilizzo di uno scanner e di un software OCR e, in anni più recenti, i libri elettronici, i cosiddetti ebook, che nascono già in formato informatico per tutti (vedenti e non).
Il vantaggio dell'ebook è senza dubbio quello di essere già pronto alla consultazione senza necessità di ulteriori passaggi (trascrizione, registrazione o scansione), consentendo ad una persona con disabilità visiva di avere a disposizione il libro in contemporanea a tutti gli altri.
Purtroppo, però, la tecnologia - che in tantissime attività consente alle persone con disabilità di acquisire autonomia - in questo caso all'inizio ha rappresentato una barriera insormontabile o quasi.
È in questo contesto che a gennaio 2011 LIA (Libri Italiani Accessibili) inizia i suoi lavori come progetto grazie alla partnership tra AIE - Associazione Italiana Editori, la sua società di servizi Ediser srl, mEDRA srl (joint venture tra AIE e il consorzio universitario CINECA) e con il sostegno del MiBACT - Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo. Fin dal suo avvio ha inoltre potuto contare sulla stretta e fattiva collaborazione con l'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (UICI).
Da giugno 2014, per raccogliere l'eredità del progetto e garantirne la sua continuità nel tempo, l'AIE, per volontà degli editori associati, ha costituito la Fondazione LIA.
La Fondazione LIA promuove il libro e la lettura in tutte le sue forme tradizionali e digitali, attraverso attività di educazione, informazione, sensibilizzazione e ricerca, garantendone i principi fondamentali, accessibilità, integrazione e socialità.
Nello specifico, le attività e le iniziative di LIA sono finalizzate ad ampliare l'accesso ai prodotti editoriali di tutte le categorie deboli, promuovendo la ricerca e l'innovazione tecnologica, la diffusione di una cultura dell'accessibilità in un'ottica di rete, la sensibilizzazione di editori e di altre imprese della filiera editoriale digitale, la formazione agli utenti più deboli - disabili visivi ma non solo - e a tutte le persone in condizioni di disagio sociale e culturale, che hanno un difficile rapporto con la lettura.
LIA ha creato un sistema integrato nel mainstream produttivo e distributivo editoriale: nella fase produttiva, gli editori chiedono a LIA una certificazione di accessibilità. LIA fa una serie di test, verificando che il file risponda alle caratteristiche definite dalle linee guida internazionali dell'IDPF. Svolge inoltre verifiche di compatibilità del file sui principali dispositivi e software di lettura e con le principali tecnologie assistive quali screen reader, video-ingranditori, display Braille. Se il file è pienamente accessibile LIA fornisce la certificazione, resa evidente da una etichetta elettronica e grafica (il bollino LIA). Il file e i relativi metadati entrano poi nel normale circuito librario e sono quindi raggiungibili da chiunque. L'etichetta è collegata ad un Identificatore Universale di Risorsa (URI) che la rende "cliccabile": indipendentemente da dove sia posta (in una libreria online, o in un'OPAC di una biblioteca, o a fianco di una recensione su un giornale online), l'etichetta consente di raggiungere le informazioni di dettaglio sull'accessibilità del file, spiegando all'utente, ad esempio, su quale specifico dispositivo quel file è leggibile. Se il file non supera i test, LIA collabora con l'editore per correggere le imperfezioni al fine di arrivare a una certificazione positiva.
A novembre 2017 l'UICI è entrata a far parte della Fondazione come membro istituzionale ed il Presidente Nazionale dell'Unione Mario Barbuto ne ha assunto la Presidenza.
Le attività della Fondazione si inseriscono in un filone di progetti, studi ed innovazioni che si sviluppano anche su scala internazionale, in sinergia e collaborazione con i diversi attori dell'editoria e del sociale impegnati a trovare soluzioni e modalità sempre più funzionali, efficaci, coinvolgenti ed innovativi di sostegno ed impulso alla lettura.
Le metodologie e le strategie messe in atto da Fondazione LIA sono state riconosciute ed apprezzate da istituzioni ed organismi italiani ed internazionali che le hanno dato il loro patrocinio.
Una delle ultime iniziative messe in campo dalla Fondazione è "LettorI Attivi", realizzato con il contributo del Fondo di Beneficenza di Intesa Sanpaolo: si tratta di un progetto che si articola in attività di formazione sulla lettura digitale accessibile, da svilupparsi a Milano, Bologna, Varese, Torino, per formare su questi temi quattro target specifici: persone con disabilità visiva (non vedenti e ipovedenti), bibliotecari e operatori culturali, persone a rischio di digital divide.
L'obiettivo principale del progetto è quello di ridurre il digital divide che la continua evoluzione tecnologica rischia di generare, permettendo l'accesso a contenuti digitali sempre più complessi ed avvicinando all'utilizzo dei social network, diventati ormai uno strumento fondamentale di condivisione e comunicazione interpersonale, i ciechi e gli ipovedenti, principali beneficiari di tale progetto.
Favorire in un'ottica di crescita personale e professionale l'accesso ai contenuti editoriali digitali, significa aumentare le possibilità di inclusione sociale delle persone con disabilità visiva e persone a rischio di digital divide.
La formazione dei bibliotecari ed operatori sociali ha lo scopo di mettere tali soggetti nelle condizioni di poter supportare le persone con disabilità visiva nell'accesso ai loro servizi culturali.
Il progetto ha altresì l'obiettivo di individuare tra i partecipanti ai corsi alcuni nuovi formatori che possano successivamente collaborare con la Fondazione ed entrare a far parte della community FONDFacebook LIA Lab, allargando così il bacino di utenza dei corsi e delle altre attività svolte dalla Fondazione.
Durante i corsi, ai partecipanti vengono anche fornite indicazioni aggiornate per orientarsi sulla scelta di modalità, strumenti e soluzioni (hardware e software) di lettura accessibili rispetto alla vasta offerta del mercato, tenendo conto delle specifiche esigenze di diversi tipi di disabilità (es. non vedenti o ipovedenti).
Attraverso questo progetto, inoltre, si intende giungere alla creazione di un network su cui Fondazione LIA possa contare, che coinvolga lettori, biblioteche ed altri operatori culturali, che dovrà fungere da motore per l'avvio di una serie di attività finalizzate ad aumentare la sensibilità sul tema della disabilità visiva e a migliorare l'accesso ai prodotti editoriali digitali accessibili, fornendo conoscenze sulle procedure di acquisto e di prestito bibliotecario, sulle innovazioni tecnologiche per la lettura utili per le persone con disabilità visive.
I corsi - la cui partecipazione è gratuita - sono articolati in due giornate non consecutive, della durata di 4 ore ciascuna, e seguono una metodologia fondata sull'utilizzo di tecniche d'aula mista: la prima giornata ha un'impronta teorica, di inquadramento generale al quale segue un momento laboratoriale in cui i partecipanti possono sperimentare le soluzioni precedentemente illustrate; la seconda giornata ha, invece, un taglio interamente laboratoriale (learning by doing) per consentire ai partecipanti di misurarsi nell'utilizzo delle soluzioni presentate e di confrontarsi su eventuali dubbi o difficoltà con il formatore e il tutor presenti in aula.
Per chi volesse approfondire la conoscenza della Fondazione LIA e rimanere aggiornato sulle attività ed i progetti da essa portati avanti, può visitare il sito:
https://www.fondazionelia.org/