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Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ETS - APS

 

Corriere dei Ciechi

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Numero 9 del 2018

Titolo: ARGOMENTO DEL MESE- Comincia un nuovo anno

Autore: Pietro Piscitelli


Articolo:
Una nuova sfida per la Biblioteca per Ciechi "Regina Margherita"
In questi giorni le scuole riaprono i battenti e qualche milione di ragazzi si riverserà nelle aule. È anche cominciata la fila presso le librerie per l'acquisto dei testi scolastici.
Per gli studenti ciechi e ipovedenti la procedura è ovviamente diversa, niente cartoleria, ma la rincorsa ai pochissimi centri specializzati che in Italia sono in grado di produrre libri di testo nelle versioni accessibili per chi ha un deficit visivo.
Tra questi la Biblioteca Italiana per Ciechi "Regina Margherita" è certamente di gran lunga il più importante per storia, vocazione, missione ad essa affidata dallo Stato.
Essere un Ente privato a controllo pubblico impone alla Biblioteca il rispetto delle regole e delle leggi, in particolare, quella sul diritto d'autore che impone a chi vuole produrre una diversa versione del testo, la richiesta di specifica autorizzazione dell'Editore.
Le stime valutate sui dati degli anni scorsi dicono che oltre il 70% degli studenti disabili visivi si rivolge alla Biblioteca per ottenere i libri di testo e questa distribuisce ogni anno oltre 13.000 titoli di cui almeno 4.000 sono di nuova produzione.
Da qui la presenza di un catalogo di testi già disponibili nelle versioni in sistema braille, a caratteri ingranditi per gli ipovedenti o in versione digitale che possono ridurre notevolmente i costi a carico della collettività.
La struttura organizzativa della Biblioteca si è mossa per tempo e già da febbraio sta raccogliendo, vagliando ed avviando richieste di fornitura che provengono dalle scuole, dalle famiglie e dalle Istituzioni locali.
Al momento la Biblioteca opera in regime di convenzione con Regioni, Comuni ed altri Enti Pubblici, ma risponde anche a richieste di fornitura da parte di chiunque.

I principali servizi attualmente offerti dalla BIC sono:
la produzione di testi di studio su supporto cartaceo in sistema braille (servizio per cui è previsto un concorso alle spese);
la produzione di testi di studio su supporto cartaceo a caratteri ingranditi per ipovedenti: questo è un servizio personalizzato realizzato su misura delle residue capacità visive dell'alunno (servizio per cui è previsto un concorso alle spese);
la produzione di testi di studio su supporto digitale da utilizzare con ausili informatici come il display braille, la sintesi vocale e/o il software ingrandente (servizio gratuito realizzato in collaborazione con gli Editori).
Ma qual è la sfida che come ogni anno la Biblioteca si appresta ad affrontare? Certamente la qualità delle trascrizioni e la tempestività nelle consegne.
Sul versante della qualità la Biblioteca ha realizzato uno specifico "manuale di trascrizione" che fissa sia le regole per una buona trascrizione e per le adeguate modifiche tiflologiche del testo, che quelle per i livelli di qualità e per i collaudi resi obbligatori da quest'anno. Ma non basta. Insieme all'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ed altre istituzioni ad essa collegate, la Biblioteca Italiana per Ciechi "Regina Margherita" ha sottoscritto una specifica convenzione con il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca finalizzata anche al miglioramento della qualità dei testi ad uso dei non vedenti e degli ipovedenti.
Per assicurare forniture più tempestive, invece, la Biblioteca ha snellito le proprie procedure interne e ha collaborato con i Centri di Trascrizione per la formazione di nuovi operatori.
Quest'anno, però, la vera sfida è la decisione del CdA di fornire gratuitamente i testi in formato cartaceo (in braille o in caratteri ingranditi) a tutti gli alunni delle prime due classi della scuola primaria. Si tratta di oltre 120 studenti sul territorio nazionale che impegneranno la Biblioteca nella produzione di oltre 1.000 libri.
È una misura finanziariamente impegnativa che però riduce fortemente i tempi di attesa perché evita l'intervento dell'Ente Locale e quindi abolisce la necessità dei preventivi e delle gare, consentendo agli enti locali di risparmiare delle risorse economiche che potranno essere impegnate in altri servizi per la buona inclusione scolastica degli alunni ciechi e ipovedenti e, cosa più importante, riducendo i tempi e sollevando chi di dovere dai costi relativi alla produzione dei libri: questa lodevole iniziativa assicura ai piccoli studenti di avere i testi di studio a disposizione sin dal primo giorno di scuola come tutti i propri compagni!
Quanto fatto basterà per vincere la sfida? Certamente no, ma quanto messo in campo rappresenta un ulteriore passo verso quell'obiettivo che vuole i libri per gli studenti e le studentesse con disabilità visiva frequentanti le scuole di ogni ordine e grado pronti con il suono della prima campanella.

UICI e BIC dalla parte di Giovanni

Lo scorso 29 agosto, è uscita sugli organi di stampa la notizia che a Padova è stata bloccata la trascrizione dei libri di testo destinati a Giovanni, un bambino ipovedente ed autistico, per mancanza di fondi… ancora una volta le esigenze di bilancio hanno avuto la meglio sul diritto all'istruzione!
Non appena venuta a conoscenza della situazione, la Presidenza Nazionale dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti si è immediatamente attivata per far fronte alla vicenda, al fine di garantire a Giovanni di avere i libri di testo che gli sono necessari per affrontare la quarta elementare, interpellando la Biblioteca Italiana per Ciechi "Regina Margherita", la quale, senza preoccuparsi dell'aspetto economico, ha messo subito in lavorazione i testi, che il 7 settembre sono partiti in direzione Padova… e così Giovanni potrà godere del proprio diritto ad imparare sin dal primo giorno di scuola, come tutti i suoi compagni.
Oltre a essere un diritto inalienabile della persona, sancito dalla Dichiarazione universale dei diritti umani dell'ONU e affermato dalla Costituzione Italiana, il diritto allo studio è cruciale per le persone cieche e ipovedenti, per le quali l'istruzione è uno strumento essenziale attraverso cui raggiungere emancipazione, inclusione sociale e uguaglianza. Per U.I.C.I. è perciò fondamentale che lo Stato si faccia garante di questo diritto anche verso le persone con disabilità visiva, mettendo a loro disposizione tutti i mezzi necessari.
"Siamo molto soddisfatti della positiva risoluzione di un episodio che non avrebbe mai dovuto verificarsi" commenta Mario Barbuto, Presidente Nazionale dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti. "Il diritto all'istruzione è un diritto fondamentale dell'uomo e non può in alcun modo essere subordinato a esigenze di bilancio. Anche in virtù del protocollo firmato poche settimane fa con il MIUR ci siamo mossi subito perché il bambino di Padova avesse la possibilità di iniziare l'anno scolastico al pari dei suoi compagni, unico aspetto davvero importante in tutta questa vicenda".



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