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Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ETS - APS

 

Corriere dei Ciechi

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Numero 9 del 2018

Titolo: ARGOMENTO DEL MESE- MIUR e Inclusione: si riparte

Autore: Marco Condidorio


Articolo:
L'Osservatorio nazionale permanente torna in scena
Il Decreto Legislativo 13 aprile 2017 n. 66, afferente l'inclusione scolastica, prevede una serie di adempimenti per circa nove deleghe per le quali sono necessari altrettanti regolamenti attuativi la cui definizione, secondo quanto disposto all'art. 15 dello stesso decreto, deve ottenere il parere obbligatorio, "non vincolante", dell'Osservatorio permanente per l'inclusione scolastica, di cui ricordiamo ai lettori lo stesso viene costituito con DM del 31.08.2017 e che recentemente si è riunito per dare seguito ai lavori preparatori dei provvedimenti in parola, costituendo ben sette tavoli tecnici per la stesura dei decreti attuativi.
La formazione iniziale dei docenti che scelgano di svolgere la professione docente quali insegnanti per il sostegno; le linee guida per l'alternanza scuola-lavoro; valutazione, certificazione; linee guida per la redazione del PEI... Questi alcuni dei temi sul tavolo dell'Osservatorio, che ora sono oggetto di studio presso i gruppi di lavoro al fine di realizzare un percorso quanto più possibile condiviso e che tenga conto delle realtà territoriali e soprattutto delle competenze e delle esperienze maturate dalle scuole e dalle amministrazioni periferiche; non solo, noi che in questa importante assise siamo la voce degli alunni/studenti e dei loro docenti, la Direzione Generale per lo Studente, l'Integrazione, la Partecipazione e la Comunicazione rafforza maggiormente la propria azione d'ascolto e confronto manifestando la volontà di avere uno scambio di idee con i Referenti regionali per l'inclusione scolastica e le Associazioni maggiormente rappresentative sul territorio nazionale, perché la voce d'ogni alunno e studente che non si senta sufficientemente tutelato trovi in noi attori la garanzia di un presidio di legalità, che ne garantisca libertà di pensiero, d'azione e dia voce al silenzio sempre più rumoroso, teso ad avvantaggiare arroganza e prepotenza di chi si crede migliore.
E così il 15 maggio e il 27 giugno di quest'anno l'Osservatorio permanente per l'inclusione scolastica del MIUR torna a riunirsi ed a presiederlo è il direttore generale Giovanna Boda. Si respira da subito l'approccio innovativo al tavolo del Ministero, che già dalle prime battute dello stesso Direttore Boda, presenta i caratteri del cambiamento, quasi a voler rompere col recente passato, mantenendone però le fondamenta.
Il Direttore generale G. Boda è fortemente motivata a perseguire gli obiettivi affidati all'Osservatorio e per i quali ritiene opportuno coinvolgere in maniera impegnante ed impegnativa ognuno dei presenti al fine di perseguire efficacemente e con competenza quanto scritto all'ordine del giorno.
Per questa ragione non ci stanchiamo di scrivere che, i lavori dell'Osservatorio rappresentano l'occasione irrinunciabile per le associazioni storiche, tra cui le stesse federazioni FAND e FISH, per tutte le figure professionali quali: insegnanti per il sostegno, curriculari; per gli assistenti alla comunicazione, educatori; non sono escluse le famiglie, per portare direttamente dentro il Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca senza alcun filtro, la scuola ed il territorio: Tutto ciò al fine di instaurare tra il Ministero e le parti sociali, come detto sopra, quel dialogo utile e necessario e di farlo coi protagonisti in modo diretto e simultaneo: i direttori generali dei diversi dipartimenti; con il Ministro, il Sottosegretario, l'Ufficio di Gabinetto sui temi maggiormente strategici ai fini della realizzazione dell'inclusione scolastica e dell'esercizio effettivo del diritto allo studio dei nostri alunni/studenti.
L'inclusione scolastica necessita di interlocutori consapevoli, consci cioè delle priorità per cui ogni alunno/studente manifesti un proprio disagio derivante dalle condizioni ambientali, famigliari, sociali, fisiche e/o sensoriali (nello specifico, per quanto attiene alla nostra area di competenza, le condizione di cecità, sordità e/o pluriminorazione).
Al tavolo dell'Osservatorio possono prendere forma e diventare progetti: riflessioni, idee, divergenza d'opinione, convergenza di bisogni e buone prassi, ascoltare, accogliere e comprendere aiuta ciascuno a chiarire le proprie idee e posizioni che, talvolta rischiano di ergersi a guisa di barriere comunicative, impedendo così ogni sviluppo possibile in percorsi che, se condivisi potrebbero rappresentare la soluzione non solo per il nostro problema ma a anche di quello altrui.
Le parti sociali che siedono al tavolo hanno la responsabilità di rappresentare concretamente tutte quelle barriere che costituiscono l'ostacolo contro cui il diritto allo studio, il successo formativo, il perseguimento degli obiettivi progettati e strutturati al fine di realizzare la piena inclusione umana, sociale e scolastica si infrangono.
Troppe, sono le difficoltà che si presentano lungo il percorso scolastico dei nostri alunni/studenti:
inaccessibilità e fruibilità dei materiali didattici; degli strumenti e delle tecnologie;
la carente e inadeguata formazione iniziale e in itinere dei docenti per il sostegno e per quelli curriculari;
le scarse conoscenze e competenze dei dirigenti scolastici afferenti la disabilità;
l'assenza di una rete di professionalità a sostegno dei servizi per l'inclusione scolastica, che spesso si traduce con l'opportunistico ed incondizionato affidamento totale e assoluto delle consegne al solo docente per il sostegno, quando invece il vero esercizio al sostegno scolastico che possa tradursi in inclusione scolastica è patrimonio anzitutto della scuola che deve realizzarsi come sistema educativo e didattico per un'istruzione davvero inclusiva e "non esclusiva".
La didattica, in quanto relazione educativa tra discente e pedagogo si presenta sin dalla sua origine universale, accessibile e fruibile, patrimonio a tutela della libera diffusione della trasmissione del sapere, delle singole conoscenze, al fine di consentire ad ogni essere umano di accogliere ed elaborare autonomamente le esperienze e la storia del pensiero umano, prodotto che fa di "una civiltà" la custode liberale per i diritti civili e politici, democratica per quelli sociali, entrambe lo Stato di diritto.



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