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Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ETS - APS

 

Corriere dei Ciechi

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Numero 9 del 2018

Titolo: ATTUALITÀ- Turismo accessibile, un mercato in crescita

Autore: Ermelinda Massa


Articolo:
In Italia, il primo Libro Bianco che definisce il turismo accessibile risale al 2013 ed è stato realizzato dal Ministero del Turismo, con il supporto della Comunità Europea. Ecco alcuni passaggi del testo che ci aiutano a capire meglio l'importanza di questo pezzo di economia ancora troppo sottovalutato. Partiamo da come il Libro Bianco definisce il "Turismo accessibile".
"È un insieme di strutture e servizi messi a disposizione di persone con disabilità o bisogni speciali in modo che possano godere della possibilità di viaggiare, alloggiare e prendere parte ad eventi senza incontrare problematiche o difficoltà in condizioni di autonomia, ma anche di sicurezza e confort". La domanda successiva che il Libro Bianco ci propone è: "Cosa si intende per Servizi e strutture accessibili?".
Un servizio o una struttura sono accessibili prima di tutto quando risulta accessibile l'informazione relativa, cioè facilmente reperibile, comprensibile ed efficace. Un servizio o una struttura sono accessibili quando sono facilmente raggiungibili e, una volta raggiunti, interamente fruibili, quando il personale che vi opera è preparato a rispondere ai vari tipi di esigenze, quando sono inseriti in una "rete" accessibile (alberghi, mezzi di trasporto, ristoranti, luoghi d'interesse nelle vicinanze). Diversi sono gli impedimenti per la piena fruibilità di una struttura, per questo occorre distinguere i diversi tipi di accessibilità. Oltre alle barriere di tipo architettonico, il cliente con bisogni speciali ha bisogno di reperire, in autonomia, informazioni circa la fruibilità dei servizi. Una corretta informazione si realizza attraverso la disponibilità di informazioni dettagliate ed attendibili, garantendo attrezzature, mappe, percorsi e segnaletica speciale. Per essere efficaci, inoltre, le informazioni dovranno avere caratteristiche diverse tenendo conto dei diversi tipi di disabilità. Per programmare una vacanza, il cliente, dovrebbe avere tutte le informazioni necessarie per poter utilizzare in sicurezza gli spazi e le attrezzature presenti nelle strutture turistiche. Per questo è necessario stabilire dei criteri che rendano il linguaggio utilizzato quanto più possibile universalmente comprensibile. Le persone con disabilità, molto spesso, sono costrette a scegliere strutture di alta categoria per avere la certezza di trovare quanto occorre loro per poter vivere in sicurezza la loro vacanza. Se vogliono andare in vacanza senza familiari, devono sostenere completamente i costi di un eventuale accompagnatore. Prendiamo adesso in considerazione le disabilità sensoriali e all'interno del Libro Bianco scopriamo che "in generale le persone con disabilità sensoriali hanno particolare bisogno di aiuto per quanto riguarda la mobilità, l'orientamento e la comunicazione. Per le limitazioni visive gli ausili di cui si servono sono il bastone bianco o il cane guida, che per ogni struttura turistica va considerato a tutti gli effetti un ausilio indispensabile della persona. Le persone ipovedenti possono distinguere luci e ombre oppure i contorni di un oggetto, ma hanno bisogno di aiuto nell'orientamento e nel riconoscimento di ostacoli lungo i percorsi". Per comprendere bene l'importanza di queste indicazioni vale la pena evidenziare i numeri del potenziale economico del turismo accessibile, partendo dal presupposto che, generalmente, le persone con disabilità difficilmente viaggiano da sole, in genere viaggiano accompagnate, quindi bisogna considerare in movimento, per vacanza, almeno 2 persone. Ma parliamo di cifre. In Italia, nel 2014 i disabili erano 4,1 milioni, pari al 6,7% della popolazione, destinati a diventare 4,8 mln nel 2020 e 6,7 mln nel 2040 (dati e proiezioni CENSIS 2014). In Europa, invece, sono 80 milioni i disabili residenti, pari al 10,7% della popolazione (dati UE 2015), per ottenere il potenziale di utenza turistica il numero dei disabili va moltiplicato per 2,8 (fattore moltiplicatore indicato dal Ministero del turismo legato al fatto che in vacanza non si va quasi mai da soli), con questi indicatori possiamo dire che il potenziale di utenza turistica delle persone disabili è pari a 11,48 milioni di cittadini in Italia e a 224 milioni in Europa (fenomeno in aumento se si pensa che il potenziale nel 2009 era stimato in Italia a 9,4 milioni di cittadini in Italia e 104 milioni in Europa). In base ad una ricerca promossa da Deloitte & Touche, Laurel Van Horne, si afferma come il 70% delle persone facenti parte del segmento del Turismo Accessibile, abbia le possibilità sia economiche sia fisiche di effettuare una vacanza. In questo segmento, pur non essendoci dati certificabili, si calcola che i turisti con disabilità arrivati in Italia siano stati, per il 2015, 50,7 milioni, con una permanenza media di 4,4 giorni, per una spesa media di circa 113 euro al giorno. Alcune indagini, negli ultimi anni, hanno ricalcolato la spesa media della vacanza portandola dalle 430 del 2015 a 620 euro se calcoliamo un mercato prudenziale 268 milioni di utenti interessati, si ha un mercato potenziale di 166 miliardi di euro destinati ad aumentare unitamente al numero di persone con bisogni speciali. Crediamo sia giunto il momento di fare una seria riflessione sulle potenzialità di un mercato che attualmente ci vede appena al quinto posto, con una prevalenza di turisti con disabilità provenienti da Spagna e Francia. Il potenziale economico è talmente elevato che, forse, sarebbe il caso di trasformare il nostro bel paese in una penisola accessibile a tutti e per tutti.

(FONTE: Accessibile è meglio - Primo Libro Bianco sul Turismo per Tutti in Italia - 2013 - Presidenza del Consiglio dei Ministri - Struttura di Missione per il Rilancio dell'immagine dell'Italia)

Turismo e accessibilità in Italia


La prima iniziativa in territorio italiano riguardante il turismo accessibile si ebbe con la realizzazione, nel 1994, del convegno tenutosi a Roma "Tourism for All Networking", organizzato da CO.IN. per migliorare le condizioni dell'accessibilità al turismo anche per le persone con particolari bisogni. Il primo convegno, "A.A.A. 30 milioni di turisti europei offresi-problemi e prospettive del turismo per disabili", si tenne nel 1995 presso la BIT e vi parteciparono vari enti e molti esperti della disabilità. Quegli stessi enti, nel 1997, fondarono il Comitato Nazionale "Sì, viaggiare... turismo per tutti" i cui obiettivi principali erano la sensibilizzazione del pubblico e degli operatori turistici, l'incentivazione e la promozione di attività per creare informazione riguardante il turismo accessibile in Italia. Tante altre sono state le iniziative intraprese per promuovere e rendere sempre più appetibile, anche alle persone con disabilità, la nostra bella Italia. Per comprendere la situazione attuale, abbiamo deciso di rivolgere alcune domande ad Hubert Perfler, coordinatore nazionale per l'UICI per il turismo ed il tempo libero.

D. Signor Perfler, in Italia gli imprenditori turistici sono propensi ad investire in accessibilità per le loro strutture?
R. Abbiamo riscontrato, soprattutto negli ultimi anni, che gli imprenditori turistici stanno prendendo seriamente in considerazione il turismo praticato dalle persone disabili. Lì dove devono esserci delle ristrutturazioni valutano anche l'accessibilità, oltre naturalmente al rispetto delle normative vigenti. Quindi la risposta alla sua domanda è sì, l'attenzione c'è, sta diventando quasi una piccola moda, nel senso che spesso spacciano per accessibilità anche ciò che non è veramente accessibile e questo diventa un problema nel problema perché la persona con disabilità che si reca presso la struttura, si trova di fronte ad una non accessibilità. Questo ovviamente comporta le conseguenze che tutti possiamo immaginare. Questo tipo di turismo sicuramente attira, gli operatori hanno capito che si tratta di grandi numeri perché i disabili si spostano sempre di più.

D. Quali sono le maggiori difficoltà che incontrano le persone disabili che, in Italia, vanno in vacanza?
R. Dobbiamo dire che sicuramente la mobilità è migliorata, i mezzi di trasporto sono sempre più accessibili e puntuali ma, spesso, il disabile non ha gli stessi servizi del normale cittadino. Ad esempio i taxi, che è un mezzo che il disabile in genere usa spesso, sono pochi. Nella città dove io mi trovo, a Trieste, su 250 licenze in atto, 10 di esse sono abilitate a trasportare persone con disabilità, ivi compresa quella fisica che abbisogna di un mezzo con pedana. Questo è un esempio di difficoltà! Un altro esempio di disagio sono le applicazioni tecnologiche, totalmente inutili, vero spreco di denaro pubblico che poteva essere utilizzato meglio per dare maggiori servizi. La risposta è che ci sono ancora diverse difficoltà che troviamo negli spostamenti. Il discorso è lungo e riguarda quegli aspetti di cui andremo a parlare, l'accessibilità alle strutture, l'accettazione della persona disabile visiva con il cane guida ecc… Ma questo non accade solo in Italia, per esempio in Spagna, in quasi nessuna struttura viene accettato il cane guida e questo è molto grave, c'è una normativa chiara in merito. C'è, quindi, la necessità di una sensibilizzazione continua e noi ce ne stiamo occupando già da molti anni.

D: Le sono giunte segnalazioni di casi eclatanti di mancata accettazione di vacanzieri disabili da parte di strutture o enti fornitori di servizi pubblici?
R. Assolutamente sì, li abbiamo anche letti sulla stampa. Il cane guida viene bistrattato anche qui, nel nostro Paese, dove in realtà, secondo la normativa, molto precisa, le strutture non potrebbero rifiutarne l'accesso. Però, nonostante ciò, c'è sempre chi si rifiuta di farlo entrare, che sia un albergo, un cinema o un ristorante. Lo leggiamo spesso sulle nostra stampa nazionale.

D. Quali sono gli accorgimenti più semplici ed immediati per rendere una struttura turistica accessibile a tutti?
R. A dire la verità, se si rispettasse il concetto che dove vive bene un disabile vive meglio anche un normodotato, vivremmo tutti meglio. Le diverse abilità hanno dei punti che non collimano, nel senso che quello che va bene per uno non va bene per l'altro; ad esempio là dove noi eliminiamo uno scalino e facciamo una rampa, il disabile fisico ovviamente accede in maniera assolutamente autonoma, ma se questo non viene dotato anche di una striscia tattilo plantare, il non vedente finisce in mezzo alla strada senza rendersene conto. Gli ingegneri, nell'ultimo ventennio, hanno capito questo errore fatto nel costruire senza tener conto di tutta la disabilità, come ad esempio la differenza tra un sordo e un cieco. È evidente che il sordo ha bisogno di una segnaletica visiva, il cieco esattamente l'opposto. Il business è contro questa logica, anche perché è impensabile fare una struttura alberghiera totalmente accessibile a tutte le disabilità, ma, se passa il concetto che una parte della struttura debba essere occupata da persone con disabilità, ne guadagnerà anche la struttura stessa.

D. Cosa sta facendo l'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti per migliorare l'accessibilità delle strutture turistiche italiane?
R. L'Unione sta facendo, con la Commissione che ho l'onore di coordinare, un grandissimo lavoro di ricerca di tutto ciò che è attualmente accessibile per promuovere una possibile accessibilità con un adattamento minimo. In molti casi basterebbe poco, un ascensore che abbia una tastiera braille, che tra l'altro è previsto per legge, ecc. Spesso vengo chiamato come consulente, anche se poi trasferisco tutto ai tecnici e ai professionisti, ed ho l'occasione di vedere che sempre più gli imprenditori turistici si stanno avvicinando all'UICI, hanno capito che noi vogliamo solo essere propositivi nell'aumentare l'autonomia dei nostri soci e non.

D. Vuol rivolgere un appello a tutti gli operatori del settore turistico, affinché s'impegnino in maniera costante per garantire vacanze accessibili a tutti?
R. Assolutamente sì. È un appello che faccio molto volentieri: lasciatevi aiutare ad aumentare il vostro business, perché così facendo aiuterete a vivere meglio i nostri utenti. Un appello forte a rispettare le norme e quindi, anche se capisco tutte le difficoltà, aumentare il numero delle camere specifiche per la disabilità, migliorandone i servizi. Voglio mettermi dalla parte dell'albergatore e capisco che una camera che ospita un cane guida che perde il pelo, ha bisogno poi di una pulizia più approfondita, ma con un po' di buon senso si può dare la possibilità ai disabili di frequentare le strutture ed incrementare il turismo.

Molti i passi che si dovranno fare per cercare di aumentare le possibilità del turismo per tutti e l'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti è in prima fila per contribuire a progettare, motivare e sensibilizzare tutti gli interessati per fare in modo che si possa costruire un percorso economico virtuoso e senza barriere. (E. M.)



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