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Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ETS - APS

 

Corriere dei Ciechi

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Numero 9 del 2018

Titolo: RUBRICHE- A lume di legge

Autore: a cura di Franco Lepore


Articolo:
Inclusione o esclusione scolastica degli alunni con disabilità?
L'articolo 34 della Costituzione italiana stabilisce che la scuola è aperta a tutti. Da ciò ne consegue che l'istruzione è un diritto di tutti, pertanto nessuno ne può essere escluso, neppure le persone con disabilità. Spetta allo Stato rimuovere gli ostacoli che impediscano l'esercizio di tale diritto.
In ambito internazionale, l'art. 24 della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità prevede che gli Stati Parti riconoscono il diritto all'istruzione delle persone con disabilità. Allo scopo di realizzare tale diritto senza discriminazioni e su base di pari opportunità, gli Stati Parti garantiscono un sistema di istruzione inclusivo a tutti i livelli ed un apprendimento continuo lungo tutto l'arco della vita. Nell'attuazione di tale diritto, gli Stati Parti devono assicurare che le persone con disabilità non siano escluse dal sistema di istruzione generale in ragione della disabilità e che venga fornito un accomodamento ragionevole in funzione dei bisogni di ciascuno.
Negli ultimi anni si sono succedute diverse norme che hanno rivisitato sostanzialmente il tema dell'inclusione scolastica delle persone con disabilità. Nel 2015 è stata emanata la legge n. 107, la cosiddetta legge sulla buona scuola, e nel 2017 sono stati approvati i relativi decreti attuativi. In particolare, il D. Lgs n. 66/2017 afferma che l'inclusione scolastica "si realizza attraverso strategie educative e didattiche finalizzate allo sviluppo delle potenzialità di ciascuno, nel rispetto del diritto all'autodeterminazione e all'accomodamento ragionevole, nella prospettiva della migliore qualità di vita". L'inclusione si realizza attraverso la "definizione e la condivisione del progetto individuale fra scuole, famiglie e altri soggetti, pubblici e privati, operanti sul territorio. L'inclusione "costituisce l'impegno fondamentale di tutte le componenti della comunità scolastica, le quali, nell'ambito degli specifici ruoli e responsabilità, concorrono ad assicurare il successo formativo degli alunni con disabilità".
L'obiettivo del Governo è stato quello di garantire una scuola sempre più accogliente per gli alunni con disabilità, rafforzando il ruolo delle famiglie e delle associazioni nei processi d'inclusione. Tuttavia gli ultimi provvedimenti inerenti la scuola contengono luci e ombre. Con particolare riferimento agli alunni ciechi e ipovedenti, da più parti si sono denunciate diverse criticità dell'attuale processo di inclusione scolastica: la scarsa formazione generalizzata del personale scolastico sulla Didattica inclusiva, l'inadeguata formazione specifica dei docenti di sostegno sulle tematiche della cecità e dell'ipovisione, la delega all'inclusione al solo docente per il sostegno, il numero non adeguato di ore di sostegno, il cambio dell'insegnante di sostegno da un anno scolastico all'altro, l'inadeguatezza del contesto scolastico, l'insufficienza di servizi extrascolastici di supporto. Inoltre si ravvisa che ancora troppi insegnanti di sostegno non conoscono adeguatamente il Braille, le tecnologie assistive e le tecniche per l'educazione all'autonomia personale e all'orientamento.
Lo scorso giugno il Ministro dell'istruzione ha siglato un accordo con i Sindacati della scuola al fine di mettere mano al contratto dei docenti. In particolare, in base alla suddetta intesa, nel prossimo anno scolastico l'assegnazione avverrà in via residuale sui posti disponibili autorizzati in deroga in organico di fatto e dopo i necessari accantonamenti per garantire il contingente delle nomine annuali dei precari con titolo di sostegno e il contingente delle immissioni in ruolo. In altri termini, se fino a ieri i docenti di ruolo senza titolo di specializzazione non potevano chiedere le assegnazioni provvisorie su un posto di sostegno, da oggi il docente sprovvisto di titolo di specializzazione sul sostegno, in subordine e in via derogatoria e straordinaria, può comunque ottenere il ricongiungimento per un anno anche su un posto di sostegno, purché "stia per concludere il corso di specializzazione su sostegno o abbia svolto almeno un anno di insegnamento su posto di sostegno, anche con un contratto a tempo determinato". Purtroppo, anche in questa occasione non si sono tenute in debita considerazione le esigenze degli alunni con disabilità.
Oltre ai docenti, ci sono altre due fondamentali figure professionali a supporto dell'inclusione scolastica dei disabili visivi: l'Assistente all'autonomia e alla comunicazione e l'Esperto in scienze tiflologiche. Si tratta di due operatori indispensabili per il processo di inclusione dei ragazzi ciechi ed ipovedenti poiché sono in grado di indicare alla scuola e alle loro famiglie i percorsi tiflologici più opportuni, nonché le strategie e metodologie tiflodidattiche e tiflopedagogiche corrette. Tuttavia, attualmente queste figure sono prive di un loro specifico profilo e percorso formativo.
Il Ministero dell'istruzione dell'università e della ricerca ha istituito l'Osservatorio permanente per l'inclusione scolastica, il quale si raccorda con l'Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità. L'Osservatorio svolge i seguenti compiti: analizza e studia le tematiche relative all'inclusione degli alunni con disabilità certificata a livello nazionale e internazionale; monitora le azioni per l'inclusione scolastica; propone accordi inter-istituzionali per la realizzazione del progetto individuale di inclusione; propone sperimentazioni in materia di innovazione metodologico-didattica e disciplinare; fornisce pareri sugli atti normativi inerenti l'inclusione scolastica.
Anche all'interno della nostra Associazione vi è un gruppo di esperti che si occupa dell'inclusione scolastica degli alunni ciechi e ipovedenti. Il Network per l'Inclusione Scolastica (NIS) si occupa di definire, tra l'altro, le Linee guida dei servizi di consulenza tiflodidattica e i Livelli Essenziali delle Prestazioni. Il Network ha individuato i cosiddetti indicatori di qualità per l'inclusione scolastica degli alunni con disabilità visiva e tra i più significativi si segnalano: l'assegnazione dell'insegnante di sostegno fin dall'inizio dell'anno scolastico; la messa in ruolo di docenti per il sostegno adeguatamente preparati e periodicamente aggiornati; l'assegnazione di personale dedicato all'assistenza per l'autonomia e per la comunicazione; l'adozione di libri di testo accessibili, in braille, in caratteri ingranditi e su supporto digitale accessibile, sin dall'inizio dell'anno scolastico; la garanzia dell'efficienza e della qualità del materiale tiflodidattico e tifloinformatico negli Istituti di ogni ordine e grado.
In ogni caso, per l'attuazione di una piena inclusione scolastica degli studenti con disabilità visiva non basta l'assegnazione di un insegnante di sostegno competente e preparato. Perché il contesto diventi inclusivo serve un sostegno alla scuola affinché fornisca gli strumenti e i sussidi didattici specifici in base al tipo di disabilità. Per una vera inclusione non basta inserire gli alunni con disabilità tra gli studenti normodotati, bisogna garantire il loro diritto a poter studiare al pari degli altri. L'inclusione scolastica è patrimonio anzitutto della scuola che deve realizzarsi come sistema educativo e didattico per un'istruzione davvero inclusiva e non esclusiva.
Le criticità del nostro sistema di inclusione scolastica hanno costretto alcune famiglie con figli con disabilità a promuovere una variegata serie di ricorsi ai Tribunali, nella pressoché totalità vinti e pubblicizzati. Ciò è dovuto al fatto che spesso si adottano provvedimenti lacunosi, fuori da un discorso unitario e organico. Si auspica pertanto l'adozione di correttivi urgenti e coordinati al fine di garantire il diritto allo studio degli alunni con disabilità, così come sancito dalla Costituzione e dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità. Solo in questo modo si avrà una scuola veramente inclusiva, una scuola di tutti.



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