Numero 21 del 2018
Titolo: Arriva la Formula 1 femminile. Ma è una pessima idea
Autore: Michela Cerruti
Articolo:
(da «Donna moderna» n. 44-2018)
Non mi piace l'arrivo delle W Series, il campionato automobilistico riservato alle donne che prenderà il via nel maggio 2019. In pista una ventina di pilote che si sfideranno, su macchine uguali a quelle della Formula 3, per aggiudicarsi un montepremi complessivo da 1,5 milioni di dollari (di cui 500.000 andranno alla vincitrice assoluta). L'ex pilota di Formula 1 David Coulthard, che è un sostenitore dell'iniziativa, ne ha spiegato così i motivi: «Le ragazze tendono a raggiungere una sorta di «soffitto di vetro», spesso più a causa della mancanza di fondi che non di talento. Ecco perché è necessario un campionato riservato esclusivamente alle donne». Onestamente non mi sembra il modo giusto di promuovere la presenza femminile, per questo ho rifiutato di parteciparvi. Se le donne pilota sono in numero inferiore ai maschi è perché noi amiamo meno gli sport estremi. Forse abbiamo più forte l'istinto di sopravvivenza. Questo è un fatto, non un pregiudizio, e non si può cambiare. Inoltre, tutti i piloti esordienti, non solo le femmine, faticano a reperire i fondi per la Formula 1: un premio di 500.000 euro è un forte incentivo a puntare sulla propria carriera, ma per arrivare alla Formula 1 servono milioni. Mi pare insomma che, anziché far correre le donne tra loro, rischiando di abbassare il livello della competizione perché «per far numero» alla fine si accetta qualunque guidatrice voglia partecipare, sarebbe meglio ammettere 2 donne per ogni categoria, dalla Formula 3 alla Formula 1. Altrimenti si rischia che una gara nata per aumentare le chance femminili diventi alla fine un circuito «chiuso» da cui le pilote non escono più.
Michela Cerruti