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Il Progresso

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Numero 6 del 2020

Titolo: Digital Life- Guida all'uso (senza rischi) degli assistenti vocali

Autore: Stefano Barricelli


Articolo:
(da «Agi.it» dell'8 marzo 2020)
Dal Garante per la privacy, otto raccomandazioni per proteggere i nostri dati personali: stili di vita, consumi, interessi e persino stati emotivi
Scelte e stili di vita, consumi, interessi, percorsi abituali, lavoro, sesso, età, persino stati emotivi. Sono moltissimi i dati personali che gli «assistenti digitali» - sempre più frequenti nelle nostre case - possono raccogliere e memorizzare. Dati dell'utilizzatore diretto ma anche di chiunque si trovi nello stesso ambiente. A sottolineare la necessità di «un uso informato e consapevole» di questi strumenti arriva il Garante della privacy che ha preparato un vademecum - disponibile online - ricco di consigli e raccomandazioni. L'obiettivo è quello di «tutelare in modo adeguato» i nostri dati e quelli di tutte le persone che entrano, volontariamente o meno, nel campo di azione degli smart assistant. Evitando che questi ultimi - sfruttando la tecnologia installata nei nostri smartphone, nelle auto e negli «altoparlanti intelligenti» - diventino «cavalli di troia» informatici capaci di espugnare i segreti delle nostre vite.
Le otto raccomandazioni del Garante
1. Informati su come vengono trattati i tuoi dati - Se per attivare l'assistente digitale o le eventuali App di gestione è necessario registrarsi fornendo dati personali, è bene leggere con attenzione l'informativa sul trattamento dei dati personali cercando di capire, in particolare, «quali e quante informazioni saranno acquisite direttamente dall'assistente digitale (ad esempio, tramite microfono e-o videocamera)»; «come potrebbero essere utilizzati o trasferiti a terzi i dati»; «chi e come potrebbe ricevere i dati raccolti e se sono possibili, per qualsiasi ragione, accessi «in diretta» al microfono e alla videocamera dello smart assistant»; «dove sono conservati questi dati e per quanto tempo».
2. Non dire troppe cose allo smart assistant - Nel momento in cui si attiva per la prima volta lo smart assistant «è meglio fornire solo le informazioni specificamente necessarie per la registrazione e attivazione dei servizi ed eventualmente utilizzare pseudonimi per gli account, soprattutto se riferiti a minori». In generale, si potrebbe decidere di evitare che questi ultimi possano utilizzare lo smart assistant, impostando password o impronte vocali che limitano l'accesso al servizio solo a specifici utenti adulti. In ogni caso, «meglio evitare di utilizzare l'assistente digitale per memorizzare informazioni delicate come quelle relative alla propria salute, le password, i numeri delle carte di credito» e «valutare rischi e benefici dell'eventuale accesso da parte dello smart assistant ai dati (rubrica, foto, agenda, ndr) conservati sul dispositivo in cui è installato»
3. Disattiva l'assistente quando non lo usi - Quando è acceso ma non viene utilizzato, l'assistente digitale è in uno stato detto di «passive listening», una sorta di «dormiveglia» da cui esce non appena sente la parola di attivazione scelta. A titolo precauzionale, nei casi in cui è consentito il Garante consiglia di scegliere con cura la parola di attivazione, evitare parole di uso frequente - come nomi di persona o di oggetti di uso quotidiano - che possono causare attivazioni involontarie. Durante il passive listening, l'assistente digitale è potenzialmente in grado di «sentire» ed eventualmente di «vedere» - tramite la videocamera del dispositivo su cui è installato - tutto quello che diciamo e facciamo. Dati che possono anche essere memorizzati e inviati a terzi, o comunque possono essere conservati su server esterni. Per evitare ogni possibile acquisizione non desiderata, dunque, meglio disattivare il microfono o la videocamera o entrambi gli strumenti, disattivare del tutto l'assistente digitale tramite le impostazioni oppure spegnere direttamente il dispositivo che lo ospita.
4. Decidi quali funzioni mantenere attive - Se l'assistente digitale è in grado di svolgere particolari azioni, come inviare messaggi ad altre persone, pubblicare contenuti sui social o effettuare acquisti online, si può decidere di disattivare tali funzioni o inserire, laddove possibile, una password per autorizzare l'uso solo su specifica richiesta dell'utente. Gli assistenti con funzioni domotiche, ad esempio, possono essere connessi con oggetti e servizi presenti nelle nostre case, dagli elettrodomestici alle smart tv, dalle luci ai sistemi di sicurezza e videosorveglianza. Si tratta di funzioni che semplificano la vita, perché così molti oggetti diventano controllabili a distanza con il solo utilizzo della voce ma è sempre bene informarsi con attenzione su come e da chi vengono raccolti, elaborati, conservati ed eventualmente a chi vengono resi accessibili i dati personali»: esiste infatti il rischio che la voce dell'utente venga in qualche modo captata e clonata da malintenzionati e utilizzata per controllare elettrodomestici o ingressi o sistemi di protezione della casa, oppure per «spiare» l'interno dell'abitazione.
5. Cancella periodicamente la cronologia - Per limitare il trattamento dei dati personali raccolti dall'assistente digitale, si può periodicamente cancellare la cronologia delle informazioni o quantomeno eliminare dalla cronologia alcune tipologie di dati, quelli ritenuti più sensibili.
6. Sicurezza e privacy - Come per tutti i servizi digitali, «buona regola di base - ribadisce il vademecum - è impostare password di accesso complesse, sia per l'uso dello smart assistant che per la sua connessione a Internet. Tra le «precauzioni importanti» rientrano: «verificare che la crittografia della rete Wi-fi sia impostata preferibilmente sul protocollo di sicurezza Wpa 2»; «cambiare periodicamente la password»; «verificare se sul dispositivo in cui è installato lo smart assistant siano presenti sistemi di protezione antivirus e tenerli costantemente aggiornati».
7. Non dare via i tuoi dati con l'assistant - Nel caso in cui il dispositivo su cui è installato lo smart assistant venga venduto, regalato o dismesso, «è bene disattivare gli eventuali account personali creati - ad esempio per attivarlo e connetterlo online - e provvedere alla cancellazione di tutti i dati eventualmente registrati al suo interno o sulla App di gestione». E «se i dati raccolti sono stati trasmessi e conservati nei database dell'azienda produttrice o di altri soggetti è opportuno chiederne la cancellazione».
8. A prova di privacy - Il Codice privacy (articolo 3) e il Regolamento europeo in materia di protezione dei dati personali prevedono che i sistemi elettronici siano prodotti e configurati per ridurre al minimo la raccolta e il trattamento di dati personali. Occorre inoltre siano rispettati alcuni principi fondamentali, come quello di trasparenza riguardo al trattamento dei dati, e i diritti delle persone fisiche. Regole e principi che debbono essere rispettati anche dai produttori di assistenti digitali.



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