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Il Progresso

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Numero 22 del 2020

Titolo: Innovazione- Aspirano lo smog, ci dicono che tempo farà e risparmiano energia. Sono i nuovi lampioni

Autore: Enrico Maria Corno


Articolo:
(da «Corriere.it» del 9 novembre 2020)
Qualcuno ha misurato che nel mondo ci siano poco meno di 350 milioni di lampioni stradali. Le nuove tecnologie (Led ma non solo) permetterebbero di far risparmiare una quantità infinita di energia elettrica. Ecco come possiamo provarci
I lampioni del futuro saranno multitasking: Al di là delle tecnologie che permettono di risparmiare sul consumo di elettricità, pare certo che il futuro dei lampioni sia «avere anche altre finalità d'uso». Non solo Signify - leader mondiale nel mercato dello smart street lighting - ma anche società con centri di ricerca specializzati stanno infatti mettendo in produzione lampioni in grado di illuminare in modo sostenibile ed efficiente grazie ad un software centralizzato che ottimizza qualità e quantità del fascio di luce emesso. Si calcola che, se il passaggio ai lampioni a Led può ridurre il consumo di energia fino al 50% in un'area metropolitana, la gestione intelligente da remoto può aumentare il risparmio fino all'80%. Non basta: questi lampioni sono capaci anche di trasformarsi in vere e proprie centraline iper connesse con un sistema 5g. Ogni lampione sarà anche una base per il rilevamento di dati meteorologici, sarà dotato di sensori per controllare le condizioni del traffico e i livelli di inquinamento, telecamere per i sistemi di sicurezza delle forze dell'ordine locali e avrà un'antenna che ne farà un hotspot Wifi. E non solo: ogni lampione avrà un grande display video a cristalli liquidi autoalimentato per la pubblicità locale o per mandare messaggi istituzionali, avrà alla base delle prese per la ricarica di veicoli elettrici e una linea telefonica di emergenza.
I lampioni del futuro saranno off-line: Soprattutto nelle località di mare, esistono già molti casi di lampioni «che vivono di luce propria», totalmente autosufficienti. Il futuro del servizio di illuminazione stradale delle grandi città sarà proprio offline: ogni lampione sarà in grado di produrre l'energia che gli serve, non avrà bisogno di manutenzione ordinaria e sarà scollegato dalla rete elettrica locale. I lampioni che verranno installati in regioni dove, soprattutto durante la stagione invernale, l'illuminazione solare è scarsa, saranno dotati anche di una centralina eolica in cima al fusto che garantirà una doppia alimentazione.
Biolamp, il lampione che aspira lo smog: Questo innovativo lampione brevettato da un architetto ungherese è in grado di catturare la anidride carbonica emessa dai veicoli a combustione, riducendo di conseguenza l'inquinamento. Nella parte superiore del lampione, il Biolamp ha un ventilatore che aspira lo smog convogliandolo all'interno del pilone cavo e facendolo entrare in contatto con una soluzione di alghe e acqua che, grazie ad una pompa, scorre in una spirale lungo le sue pareti interne. In questo modo, i microrganismi fotosintetici delle alghe accesi dalla luce del sole liberano ossigeno che viene emesso nell'aria. Quando però la soluzione si satura, si trasforma in biomassa che viene spinta in una serie di tubature sotterranee e viene trasformata in biocarburante nella stazione di rifornimento più vicina.
Alberi bioluminescenti: La notizia è della fine del 2017 e da allora il progetto è ulteriormente cresciuto. Un laboratorio del Mit di Boston ha annunciato di avere l'obiettivo di produrre alberi e piante che producono luce. In principio furono inserite delle speciali nanoparticelle nelle foglie del crescione (una sorta di insalata edibile), producendo una luce diffusa per quattro ore. Il sistema è quello della «luciferasi», lo stesso usato dalle lucciole, che agisce sulla molecola della luciferina che ha la capacità di emettere luce, inibendo allo stesso tempo il coenzima A che rallenterebbe il processo. Le nanoparticelle fanno da vettore e funzionano meglio se la pianta viene inserita in una soluzione acquosa e poi inserita in un cilindro ad alta pressione. Il vantaggio di questa tecnologia sta soprattutto nel fatto che possa essere applicata a qualsiasi tipo di pianta: in questo modo, in futuro, un vasetto con pochi fiori potrà illuminare una scrivania così come una pianta da alto fusto lo farà lungo le strade.
Il lampione che si accende con le onde: Si chiama Flowlight e, tra le tante soluzioni per produrre energia elettrica, si avvale di quella più particolare: le maree. Va da sé che questo limiti l'eventuale installazione alle città costiere. La tecnologia è perfino banale: ogni lampione ha il proprio braccio dotato di turbina che si allunga fino al mare galleggiando sull'acqua e generando energia dal movimento continuo delle onde.
Sensori sotto ai marciapiedi: A Las Vegas, notoriamente chiamata «la città delle luci», ci sono strade pedonali dotate di un sistema di produzione di energia elettrica che integra i pannelli fotovoltaici sopra ai lampioni: appena sotto la pavimentazione infatti ci sono numerosi sensori che si attivano con il peso di chi sta camminando, generando un flusso di corrente.
Strada luminescente: E se ad illuminarsi fossero direttamente le strade, anche senza lampioni? Non una novità, tanto che esistono di diverso tipo. Il primo sistema fu installato lungo una ciclabile in Olanda pochi anni or sono e consisteva in milioni di led annegati nell'asfalto che vengono quotidianamente alimentati dall'energia solare. A Singapore come in Polonia (ma in teoria ne doveva essere installato un tratto anche a Pavia quest'anno) sempre sulle ciclabili invece viene stesa una pavimentazione realizzata con piccoli granuli sintetici fotoluminescenti, che cioè hanno la capacità di assorbire naturalmente la luce del sole per poi riemetterla dopo il tramonto con un effetto che dura anche molte ore.
Il Solar Tree: Il Solar Tree, ideato da un designer gallese, è un grande lampione che replica le forme di un albero di alto fusto le cui grandi foglie - anche una decina, rivolte tutte verso il cielo - in cima sono pannelli solari che alimentano una serie di batterie che danno energia alle sue lampadine a Led. Esiste anche una versione di dimensioni superiori che non illumina direttamente ma raccoglie energia per molti altri lampioni collocati nella stessa zona.



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