Numero 3 del 2023
Titolo: ATTUALITÀ- XVI Giornata Nazionale del Braille
Autore: Redazionale
Articolo:
Anche quest'anno, come ogni anno, il 21 febbraio si è celebrata la Giornata Nazionale del Braille, l'appuntamento col quale si ribadisce l'importanza e le molteplici applicazioni pratiche di questo alfabeto universalmente riconosciuto in tutto il mondo per scrivere, leggere e comunicare.
E anche quest'anno, come ogni anno, l'associazione rappresentante di oltre 2 milioni di persone con disabilità visiva, l'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, ha reso omaggio a questo straordinario sistema di lettura e scrittura tattile che garantisce da quasi 200 anni l'inclusione quotidiana dei ciechi nel lavoro, nella cultura, nelle arti e nella società.
In collaborazione con il Club Italiano del Braille, l'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti ha dato vita a diverse e ricche iniziative, realizzate su tutto il territorio nazionale attraverso le proprie strutture territoriali, con l'obiettivo di omaggiare il Codice Braille, ma soprattutto di dimostrare la sua assoluta importanza, di sostenerlo e divulgarlo, permettendone la conoscenza anche in contesti diversi da quelli relativi alla disabilità, così da accrescere il numero degli operatori che lo insegnano e sensibilizzare le istituzioni sulle opportunità di integrazione e dialogo con le nuove tecnologie.
Un obiettivo che, quest'anno, si è rivolto in particolare alle Università e il cui spirito risulta pienamente rintracciabile già dal titolo sotto il quale sono state riunite tutte le iniziative: "Un Tributo al Codice Braille: Strumento attuale di Conoscenza e Integrazione".
Le celebrazioni sono state aperte nella prestigiosa sala Consiliare del Comune di Ferrara, con un seminario rivolto particolarmente alle studentesse e agli studenti dell'Università di Ferrara, oltre che agli operatori del settore, raccontando come il Codice Braille abbia rivoluzionato e continui a rivoluzionare le opportunità di inclusione dei ciechi in ogni aspetto della vita sociale.
Si è trattato di un intenso incontro nel quale sono intervenuti il Presidente Nazionale UICI Mario Barbuto, la Presidente UICI di Ferrara Alessandra Mambelli, l'Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Ferrara Cristina Coletti, la Prorettrice alla Diversità, Equità e Inclusione dell'Università degli Studi di Ferrara Tamara Zappaterra e il Presidente Regionale dell'UICI Emilia-Romagna Marco Trombini. Grazie al ruolo di moderatore ricoperto dal Presidente della Biblioteca Italiana per i Ciechi "Regina Margherita" di Monza Pietro Piscitelli, le prime parole sono state quelle della presidente Mambelli che ha voluto riportare la gioia dei soci ferraresi dell'Uici nell'essere riusciti ad ospitare "una bellissima celebrazione, alla presenza di tante autorità".
A seguire, l'intervento del Presidente Nazionale Mario Barbuto ha sottolineato la capacità che questo alfabeto tattile ha avuto nell'aprire il mondo della cultura ai non vedenti e ha evidenziato l'importanza della Giornata Nazionale del Braille nel richiamare l'attenzione delle istituzioni, ma anche degli studenti, futuri potenziali docenti: "Siamo ottimisti - ha detto Barbuto - che insieme all'Università si possa realizzare un percorso di rilancio della formazione degli operatori della scuola e di valorizzazione di questo straordinario strumento di inclusione dei non vedenti".
Parole e intenzioni alle quali ha fatto eco l'assessore Cristina Coletti: "L'idea di coinvolgere anche gli studenti dell'Università di Ferrara nel seminario ha accresciuto il valore di questa giornata, perché i giovani sono un tramite importante per le loro famiglie e per i loro coetanei, renderli partecipi nelle iniziative sociali significa diffondere i messaggi e coltivare cittadini sensibili verso i soggetti più fragili".
Parole che hanno chiamato direttamente in causa la Prorettrice Tamara Zappaterra: "L'evento di oggi vuole mantenere viva la memoria su una figura carismatica di maestro ed educatore, Louis Braille, che con tenacia e ingegno ha cercato di dare autonomia comunicativa e accesso all'istruzione alle persone con cecità, segnando in maniera indelebile una tappa significativa del processo di inclusione scolastica e sociale".
Un processo, afferma il Presidente Marco Trombini, che deve continuare ad essere in costante movimento, perché "solo toccando con mano la scrittura, come con la penna così con il punteruolo, si può acquisire una piena padronanza della lingua e dunque della cultura".
A determinare l'inizio vero e proprio del seminario è stata poi la Lectio magistralis tenuta dalla professoressa Zappaterra e da Stefano Salmeri, Professore ordinario di Pedagogia Generale all'Università degli Studi di Enna "Kore", dal titolo "Louis Braille e gli altri. Alla ricerca del metodo didattico efficace".
Percorrendo i temi della didattica, della musica, dell'arte, della cultura e dell'inclusione, il seminario ha mostrato come questi possano intrecciarsi e abbracciarsi l'un l'altro attraverso i meravigliosi sei puntini del Braille. Un'idea emersa dall'insieme di tutti i contributi, da quello di Gianluca Casalino, Responsabile del Polo Musicale della Biblioteca Italiana per i Ciechi, a quello di Linda Legname, direttrice della Rete Nazionale Centri di consulenza tiflodidattica, passando per quello di Nicola Stilla, Presidente del Club Italiano del Braille e dirigente Nazionale Uici che ha dichiarato: "Attraverso la rete dei suoi Centri di Consulenza Tiflodidattica, l'Uici diffonde, protegge e incoraggia operatori, famiglie e ragazzi ad avvalersi del sistema Braille come grande strumento di inclusione, fondamentale per l'accesso alla cultura e alla formazione, non solo in Italia ma in tutti i paesi del mondo, dove è universalmente riconosciuto e fortemente tutelato".
E per concludere la celebrazione ferrarese della XVI Giornata Nazionale del Braille, al seminario è seguita una suggestiva cerimonia: alla presenza del Sindaco di Ferrara Alan Fabbri, è stato inaugurato un busto in marmo di Louis Braille realizzato dallo scultore non vedente Felice Tagliaferri. "Un necessario tributo scultoreo all'inventore del codice di scrittura che ha riscattato i non vedenti dalla marginalità culturale", lo ha definito la Presidente Mambelli, spiegando come la scultura, finanziata dalla sezione Uici di Ferrara attraverso l'individuazione di generosi sponsor, verrà messa a disposizione di tutte le sezioni dell'Uici che ne faranno richiesta, per dare onore ad eventi e cerimonie.
Come detto, le iniziative realizzate quest'anno dall'Unione per la XVI Giornata Nazionale del Braille hanno avuto come interlocutore principale l'Università. Ma il 28 febbraio, per l'evento celebrativo organizzato dall'Uici nella città di Venezia, l'Università è stata anche palcoscenico ospitante: l'evento si è tenuto nell'aula Baratto dell'Università Ca' Foscari di Venezia.
Anch'esso realizzato in collaborazione con il Club Italiano del Braille, si è incentrato sul ruolo di questo sistema di lettura nei meccanismi di apprendimento, nell'insegnamento, nella scrittura e lettura musicale e nella neuropedagogia. Ecco perché, come ha affermato in tale occasione il Presidente Nazionale Mario Barbuto, "è essenziale rafforzare il rapporto con l'Università per realizzare un percorso di rilancio della formazione degli operatori della scuola e di valorizzazione di questo straordinario strumento di inclusione dei non vedenti, strumento che sta a questi ultimi come l'invenzione della stampa sta all'umanità".
Louis Braille come Gutenberg: questo il parallelo che può portare a comprendere quanto sia importante divulgare il Braille negli atenei, al fine di permettere una "partecipazione universitaria alle persone con disabilità per garantire libertà e ingresso su basi eque nel mondo del lavoro", come ha dichiarato la Prorettrice dell'Università Ca' Foscari Luisa Bienati. "È importante che al centro dell'Università vengano messi gli studenti", ha poi aggiunto, "perché alla Ca' Foscari siamo impegnati nel quotidiano a favorire l'accesso alla formazione universitaria, la partecipazione ed il successo accademico degli studenti e delle studentesse con disabilità, incluse quelle visive, nella convinzione che l'alta formazione, la conoscenza e la partecipazione alla ricerca favoriscano la crescita personale, culturale, sociale e professionale delle persone, favorendo l'ingresso nel mondo del lavoro su basi eque, la realizzazione delle libertà, intese come opportunità di sviluppare e realizzare le aspirazioni personali".
Dal giorno della sua nascita il Codice Braille è sinonimo di inclusione sociale e continua ad esserlo soprattutto oggi, ha affermato l'Assessore del Comune di Venezia Paola Mar, "in una società dove, nonostante i numerosi strumenti di inclusione forniti dal progresso tecnologico negli ultimi decenni, il Braille corre in aiuto quando questi sono deficitari, come strumento universale di inclusione globale, un linguaggio comprensibile da persone non vedenti in qualsiasi parte del mondo".
Un linguaggio universale, il Braille, come la musica: due linguaggi che, per questo, sanno comunicare tra loro, come spiegato dal Direttore del Conservatorio "B. Marcello" di Venezia Roberto Gottipavero, che ha sottolineato come anche nei conservatori, negli ultimi anni in particolare, si stia riservando una particolare attenzione all'inclusione per superare qualsiasi limitazione che si ponga di fronte agli studenti. "Oggi - ha detto - c'è molta più attenzione rispetto al passato sul tema dell'inclusione e, come ha spiegato anche la Docente di Storia della Musica Laura De Mariassevich nel suo intervento, all'interno del nostro conservatorio abbiamo inserito il progetto "Storia della Musica per l'Inclusione" che coinvolge tutto l'istituto, in modo da mettere chiunque nelle condizioni di poter fare uno studio dedicato e particolare come quello musicale".
Un rapporto, quello tra Braille e musica, che è stato anche il tema di apertura delle celebrazioni veneziane della XVI Giornata Nazionale del Braille, grazie al concerto di uno dei più importanti pianisti jazz italiani, Danilo Rea, presso il Teatro Corso di Mestre, la sera del 27 febbraio.
Lettera a Louis Braille
Lettera scritta in occasione della Celebrazione della XVI Giornata Nazionale del Braille presso l'Università Ca' Foscari di Venezia per la chiusura dell'intervento Neuropedagogia del Codice Braille.
Caro Braille,
Quando ti ho incontrato per la prima volta, ventinove anni fa, non avrei mai immaginato tutto quello che da lì in poi mi avresti insegnato.
Mi hai insegnato che si possono accogliere le persone curiose, per esempio.
Me lo hai insegnato mostrandomi che non ti opponi mai alle mani che ti toccano, tuttavia, hai ben chiaro che la sola curiosità non gli permetterà di capire cosa hai da dire o perché te ne stai proprio lì.
Concedi a chi si approccia alla tua conoscenza il tempo necessario per capirti e poi doni a quelle mani la possibilità di leggerti.
Mi hai insegnato che se sbagliano il tuo nome, tu lasci che ti chiamino come un orologio ma non modifichi il tuo essere trasformando la tua cella in un quadrante, la tua identità è solida, non può dipendere dal nome che ti danno.
Mi hai insegnato che può capitare che qualcuno ti tocchi con le mani sporche ma che chi ti rispetta ti sfiora con le mani pulite.
Mi domando se visto che per leggerti serve attenzione, competenza, pensiero, tu non mi voglia insegnare che oltre alle mani anche tutto il resto dovrebbe essere quanto più pulito possibile. Sarà che mi fa un po' tremare l'idea di addentrarmi in questa riflessione, tu mi capisci vero, per le mani bastano acqua e sapone o di questi tempi il gel, ma per le coscienze?
Quando ti penso, chiudo gli occhi e ti vedo Braille su carta.
Lo so che non hai temuto la tecnologia e ti sei aggiornato, ti dirò, sei molto più tecnologico e aggiornato di me ma io ti vedo così.
Nella tua forma cartacea mi hai insegnato che sfiorarti con troppa superficialità non avrebbe permesso a te di incontrarmi e a me di imparare a leggerti.
Mi hai insegnato che non potevo fare troppa pressione, altrimenti ti avrei schiacciato e saresti diventato distorto o addirittura illeggibile.
Mi hai insegnato che si può sbagliare, che non sempre si può cancellare, che puoi provare a scriverci sopra ma a volte, è meglio se salti uno spazio o cambi riga e ricominci.
Mi hai insegnato che esistono i punti e poi i punti di fine verso.
Ti assicuro che nella vita tutto questo mi ha aiutato molto.
Ora, tu capisci che io potrei stare qui ad elencare tanti altri grazie nei tuoi confronti ma siamo alla Ca' Foscari a Venezia e so che tu ci sei abituato a stare in tutti i luoghi possibili, da quelli più piccoli a quelli più grandi, ma non siamo tutti come te.
Di certo è chiaro che non ti sei fatto strada, tu l'hai costruita la strada perché prima di te non esisteva.
Ad ognuno di noi che ti ha incontrato, hai dato la possibilità di pronunciare correttamente il tuo nome e di portare avanti una convivenza pacifica.
Tu che sei nato dalla modifica di un codice utilizzato in guerra, al buio, sei diventato uno strumento di pace e di luce, non è forse la prova che si può scegliere chi essere?
Infine grazie, perché, sai, nella vita capita di incontrare persone che fanno di tutto per ridurti ad un puntino. Quello che non sanno è che tu ne conosci il valore. Quello che non sanno è che un giorno alzerai la testa orgogliosa e dirai:
"Sì, sono un puntino. Un puntino Braille".
Autore
Valentina Borella
Educatore Professionale, Pedagogista Clinico, Psicomotricista Funzionale, Esperto in Neuroscienze Educative