Numero 3 del 2023
Titolo: ATTUALITÀ- Braille: una risorsa essenziale e ancora giovane
Autore: AA.VV.
Articolo:
Il gruppo di ragazzi di "InformAzione Zeta": Riccardo Russo, Aurora Laurenti, Flavia Pagani, Alex Frattini, Aurora Alessandroni, Lucrezia Santoni, Vincenzo Iannì, Lorenzo Cianfrocca, Simone Lisci, Alessio Antonino Aiello
Il Braille mantiene indiscutibilmente la sua centralità nella vita delle persone non vedenti: grazie alle sue potenzialità, ha permesso ai ciechi di progredire e di essere integrati nel lavoro e nella vita pubblica.
Il 21 febbraio di ogni anno si celebra la Giornata Nazionale del Braille, che sottolinea l’importanza di questo sistema di scrittura e lettura per non vedenti e ipovedenti, impiegato anche per le discipline scientifiche e la notazione musicale. Basato sulle combinazioni di sei punti a rilievo, questo codice prende il nome dal suo inventore (il francese Louis Braille), la sua nascita risale al 1821 ed è ispirato al codice che i militari utilizzavano per comunicare al buio su richiesta di Napoleone Bonaparte.
La sua diffusione ha avuto una portata rivoluzionaria, in quanto strumento prezioso di emancipazione per milioni di ciechi e ipovedenti, i quali, grazie ad esso, hanno potuto accedere alla cultura e alla socialità. A questo proposito Piermichele Borra, vicepresidente della Federazione Nazionale delle Istituzioni pro-Ciechi, ha dichiarato: "Il Braille è per gli ipovedenti leggere e scrivere, passare dall’analfabetismo alla conoscenza di un codice".
Al giorno d’oggi, il Braille mantiene il suo indiscutibile valore, integrato e potenziato dalle tecnologie assistive, che però non possono sostituirlo. Per quanto possa sembrare superato, esso rappresenta un presupposto indispensabile per il percorso di formazione di una persona con disabilità visiva.
Infatti è fondamentale che la scuola ne promuova l’apprendimento da parte di tutti, studenti e insegnanti, nell’ottica di una maggiore inclusività. Giancarlo Abba, professore dell’Istituto dei Ciechi di Milano, sostiene che: "Chi opera con ragazzi non vedenti deve conoscere il Braille, esso non è eludibile".
Le nuove tecnologie, quindi, stimolano soltanto l’udito, e sono carenti della dimensione tattile e percettiva della realtà. Il binomio braille-informatica rappresenta una chiave d’accesso al mondo del lavoro, agevolando l’inserimento professionale e sociale delle persone non vedenti. Il dottor Borra a questo proposito condivide la sua esperienza personale: "Molte volte mi sono trovato nella situazione in cui i miei colleghi mi chiedevano di fare cose visive, e dovevo ricordargli che non potevo gestirle da solo. Questo perché io ho sempre cercato di presentarmi come una persona positiva, disposta ad affrontare le situazioni più complesse con il buonsenso. È chiaro che per un non vedente si creino situazioni imbarazzanti sul lavoro, ma dipende dalla capacità di riderci sopra".
Per questo è necessario che il codice venga valorizzato tra chi nasce con una minorazione e chi l’acquisisce; vincendo la resistenza di coloro che, persa la vista in età matura, non trovano la forza di ripartire. In questi casi, occorre che nella persona venga risvegliato il desiderio di scommettere sulle proprie potenzialità. Spesso il percorso scolastico è ostacolato dalla mancanza di finanziamenti per la stampa di libri in Braille, che sono elementi essenziali per lo studio per gli studenti con deficit visivo. Occasioni come il 21 febbraio sono necessarie per sensibilizzare la comunità e renderla cosciente di questa realtà, affinché il Braille venga sempre mantenuto vivo e al passo coi tempi.