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Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ETS - APS

 

Corriere Braille

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Numero 13 del 2025

Titolo: Evento Ebu al Parlamento Europeo

Autore: Patrizia Cegna


Articolo:
«Sostenere l'Unione Europea dei Ciechi per le politiche inclusive delle persone con disabilità visiva»
Il 16 febbraio scorso l'Unione Europea dei Ciechi (Ebu) ha organizzato un cocktail presso il Parlamento europeo a Bruxelles con la sponsorizzazione dell'eurodeputata finlandese Li Andersson (Gruppo della Sinistra al Parlamento europeo), presidente della Commissione per l'occupazione e gli affari sociali (Empl). L'obiettivo era quello di riunire alcuni eurodeputati chiave della nuova Assemblea per uno scambio con alcuni rappresentanti dell'Ebu a proposito delle principali criticità rilevate dai cittadini ciechi e ipovedenti.
Nel suo discorso di apertura, Li Andersson ha sottolineato che supportare le persone con esigenze speciali non va a scapito della competitività.
Ricordando alcuni recenti successi delle campagne di sensibilizzazione dell'Ebu nei suoi 40 anni di esistenza, la presidente Tytti Matsinen ha citato, tra l'altro, la ratifica del Trattato di Marrakech sulle esenzioni alla protezione dei diritti d'autore; l'adozione di norme Ue per l'accessibilità dell'etichettatura dei prodotti farmaceutici e la costante collaborazione con il Forum Europeo della Disabilità (Edf) per ottenere direttive europee di interesse comune. Inoltre, esprimendo il suo compiacimento per la ricostituzione dell'Intergruppo sulla Disabilità per altri cinque anni, Tytti Matsinen ha affermato: «L'Intergruppo sulla Disabilità è stato determinante nel promuovere la causa delle persone con disabilità nelle politiche e nella legislazione dell'Ue. Contiamo sul sostegno dei suoi membri durante questa legislatura e attendiamo con impazienza di collaborare con loro».
Ulteriori criticità di grande importanza per le persone con disabilità visiva e le loro organizzazioni sono state sollevate dalla presidente dell'Advocacy Committee dell'Ebu, Francesca Sbianchi. Tra queste:
- L'Atto Europeo sull'Accessibilità si applica principalmente al mondo digitale, tralasciando prodotti concreti e di uso quotidiano come gli elettrodomestici, la cui accessibilità è fondamentale per la vita autonoma delle persone con disabilità visiva nelle proprie case.
- Contrariamente allo spirito del trattato di Marrakech dell'Ompi (Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale), la direttiva Ue che lo attua consente agli Stati membri, in fase di recepimento, la discrezionalità rispetto al pagamento di un indennizzo ai titolari dei diritti da parte delle entità autorizzate (quelle riconosciute dallo Stato a fornire istruzione, formazione, lettura adattiva o accesso alle informazioni senza scopo di lucro).
- L'Ue dovrebbe promuovere maggiormente l'audiodescrizione, sia tramite i fondi Ue, in particolare la sezione Media del programma Europa creativa, sia attraverso l'inserimento di requisiti di accessibilità più stringenti nella direttiva sui servizi di media audiovisivi.
- L'Ue dovrebbe rafforzare le proprie norme sul sistema di allerta acustico (Avas) per i veicoli silenziosi (elettrici o ibridi), in particolare in merito al livello sonoro e alla soglia di velocità sotto la quale l'Avas si attiva. È preoccupante che la posizione espressa dalla Commissione europea a livello delle Nazioni Unite indichi il desiderio di indebolire le norme.
Prendendo atto delle posizioni dell'Ebu, Lucie Davoine, responsabile ad interim dell'Unità disabilità presso la Direzione Generale Giustizia e Consumatori della Commissione europea, ha affermato che le lacune rimanenti saranno individuate anche grazie al prossimo rapporto sullo stato di avanzamento della Strategia per i diritti delle persone con disabilità 2021-2030, e grazie alla revisione dell'attuazione nell'Ue della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (Crpd) da parte del relativo Comitato.
Molto commentata durante il cocktail è stata la recente decisione della Commissione di ritirare tra sei mesi la proposta di Direttiva anti-discriminazione in tutti gli ambiti della vita sociale, a complemento della già esistente Direttiva sulla parità di trattamento in materia di occupazione. La proposta di direttiva è in effetti bloccata a livello del Consiglio dell'Ue da ben 17 anni, con scarsi segnali di progresso. L'Ebu deplora che non venga annunciata alcuna iniziativa alternativa per affrontare la discriminazione in generale. «Ciò mina l'impegno dell'Ue per la piena parità di diritti delle persone con disabilità», ha affermato Tytti Matsinen. «Invitiamo la Commissione a riconsiderare questo importante fascicolo, gli Stati membri a mobilitarsi rapidamente su questo tema e il Parlamento europeo a far sentire la propria voce». Il punto di riferimento è la dichiarazione nella quale, già a settembre 2023, l'Ebu aveva esposto, in vista delle elezioni europee, le proprie10 questioni chiave per il mandato 2024-2029, in linea con la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità.
Tra gli europarlamentari presenti al cocktail, Francesca Sbianchi ha avuto un breve scambio con la co-presidente dell'Intergruppo sulla Disabilità, Katrin Langensiepen (Gruppo dei Verdi-Alleanza libera europea), e si è poi intrattenuta più a lungo e ha condiviso alcune considerazioni con l'on. Chiara Gemma (Gruppo dei Conservatori e Riformisti europei), una dei sette componenti italiani dell'Intergruppo. L'on. Salvatore De Meo (Gruppo del Partito popolare europeo - Democratici cristiani), anch'egli componente dell'Intergruppo, al quale precedenti impegni avevano impedito di prendere parte all'evento, ha avuto con Francesca Sbianchi un fruttuoso incontro il giorno successivo.
In conclusione, il cocktail è stato occasione di confronto produttivo tra i partecipanti e ha rilanciato le sfide principali che l'Ebu e le organizzazioni che ne fanno parte sono chiamate ad affrontare, interagendo con spirito di collaborazione e in modo proattivo con le Istituzioni europee, per una piena cittadinanza delle persone con disabilità visiva.
Patrizia Cegna



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