Logo dell'UIC Logo TUV

Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ETS - APS

 

Corriere Braille

torna alla visualizzazione del numero 21 del Corriere Braille

Numero 21 del 2025

Titolo: Buona visione per tutti

Autore: Redazionale


Articolo:
Quando il cinema è davvero accessibile e inclusivo
Ogni spettatore conosce bene il piacere di entrare in una sala cinematografica, accomodarsi al suo posto e aspettare il momento incantato: quando si spengono le luci. È nel buio della sala, in quel tempo sospeso, che sullo schermo si proiettano storie indimenticabili, avvincenti, che ci portano con la loro magia di immagini e suoni all'interno di avventure e di mondi meravigliosi. Già, ma per chi si trova in una condizione di disabilità visiva o uditiva tutto questo spesso non è possibile. Una discriminazione grave che, in qualche modo, discrimina anche le stesse sale cinematografiche. Infatti, in questi ultimi anni c'è stata una forte decrescita di pubblico e i cinema, se non attrezzati per accogliere persone disabili e per permettere loro di fruire dello spettacolo, si trovano privati di una fetta consistente di potenziali clienti. Il cinema è cultura e, come tale, dovrebbe essere un diritto per tutti, nel rispetto delle differenze, a maggior ragione per un'arte che, forse più di altre, presenta un approccio narrativo coinvolgente, emozionante, esprimendo in maniera impattante tutte le sfaccettature dell'esistenza umana. Il linguaggio cinematografico è capace di portarci in un'altra dimensione davvero multisensoriale, all'interno della quale partecipiamo con tutti i nostri sensi accesi della storia che il film racconta, vivendo le esperienze dei protagonisti e proiettando sullo schermo anche il nostro vissuto. Oggi, poi, non siamo più ai tempi del cinema muto, e la tecnologia permette a tanti disabili sensoriali di poter fruire in autonomia dello spettacolo cinematografico. Per i non vedenti, è possibile inserire in un film l'audiodescrizione, vale a dire la narrazione vocale che descrive e racconta elementi visivi presenti, e per i non udenti esistono sottotitoli e sound design. Immaginare un cinema accessibile è, dunque, possibile, anche perché l'Italia, oltre ad avere sottoscritto le convenzioni internazionali sui Diritti delle persone con disabilità, ha emanato la legge n. 220 relativa al cinema e ai prodotti audiovisivi che prevede incentivi e contributi per le produzioni che si impegnano per l'accessibilità dei loro film anche alle persone con disabilità. Purtroppo la realtà ci racconta una situazione ancora critica. Recenti studi dell'Università Cattolica dimostrano che pochi cinema sono attrezzati con rampe dedicate alle persone con disabilità motoria e audiodescrizione e sottotitoli sono ancora una rarità nelle sale, quando esistono applicazioni (la più famosa è Movie Reading) che permettono di scaricare il materiale necessario che consente di godersi il film anche a persone con disabilità sensoriali. Per fortuna sono numerose le iniziative e i festival che promuovono l'accessibilità di contenuti culturali del mercato audiovisivo, aiutando a sensibilizzare la società sul tema e ad abbattere le barriere. Inoltre il cinema, proprio per la sua capacità di arrivare a un vasto pubblico in maniera diretta, è lo strumento ideale anche per affrontare storie che parlano e raccontano la disabilità con uno stile contemporaneo e senza retorica. C'è ancora tanta strada da fare, ma cominciano ad affacciarsi anche sul mercato italiano i primi film pensati, scritti e realizzati proprio in un'ottica di inclusione. Un'occasione preziosa per modificare il nostro sguardo e favorire un confronto con visioni, pensieri, parole nuove. E magari, nel buio della sala, imparare a comprendere che la visione collettiva di uno spettacolo è un'esperienza tanto più bella se la collettività comprende davvero tutti.
Martina De Polo e «Guardami. La bellezza dal mio punto di vista»
Quando mi è stato proposto di realizzare un documentario sul progetto «Guardami», ho accettato con entusiasmo. Il progetto è nato dopo un corso di scrittura creativa con otto autori: ragazze e ragazzi dell'Istituto Cavazza, alcuni conosciuti durante la loro formazione come centralinisti, altri lungo il loro percorso individuale nella struttura. Il corso si è concluso con un libro bellissimo, nato dalle loro riflessioni sul tema della bellezza.
Otto giovani, ciechi o ipovedenti, alcuni dalla nascita, altri a causa di patologie degenerative, hanno raccontato cosa significa, per loro, il bello. È un tema che sento profondamente vicino: mia madre è affetta da retinite pigmentosa, la stessa malattia che riguarda alcuni dei protagonisti del documentario. Da bambina, ho sempre cercato di capire cosa vedesse, cosa non vedesse, come percepisse il mondo intorno a lei. Credo sia fondamentale parlare di disabilità, ma con uno sguardo nuovo. Affrontare il tema della bellezza attraverso l'arte, il movimento, la fotografia, la moda, la tecnologia, il cinema e i video è un approccio inusuale ma potentissimo. Offre una prospettiva alternativa rispetto alla narrazione dominante nei media, spesso intrisa di stereotipi o pietismo.
Durante la realizzazione del documentario, ho lavorato fianco a fianco con otto persone straordinarie, che mi hanno aperto le porte del loro mondo. Ho condiviso con loro le sfide quotidiane, la loro visione della realtà, la forza e la determinazione che li ha portati a raggiungere traguardi importanti. È stata un'esperienza entusiasmante, arricchente e profondamente significativa. Ognuno di loro mi ha insegnato nuovi modi di abitare il mondo. Credo che questo documentario sia prezioso proprio perché ci invita a uscire dalla nostra consueta percezione delle cose, per scoprire che esistono molti modi di amare l'esperienza quotidiana e farne tesoro. Per amare la moda, forse non serve guardare, ma si può percepire la delicatezza di un tessuto con il tatto. La bellezza può essere il gesto atletico nello spazio, la condivisione in una squadra sportiva, la possibilità di comunicare con un vasto pubblico attraverso un canale youtube, l'esperienza collettiva della sala cinematografica. Può essere improvvisare uno spettacolo teatrale su un palco, cucinare un piatto perfetto da condividere con i propri cari. Otto protagonisti, otto maestri che ci guidano in un viaggio attraverso la bellezza, dove vedere non è necessario. La bellezza è ovunque, e può (e deve) essere esperita con tutti i sensi. I protagonisti di «Guardami» ce lo ricordano con forza e dolcezza.
Federika Ponnetti e «Ugualmente diversi»
È iniziato il tour italiano nelle sale cinematografiche del docufilm «Ugualmente diversi», accompagnato dalla regista Federika Ponnetti. Un viaggio nelle vite di tre ragazzi autistici che insegnano il loro lavoro di camerieri - e molto di più - alla classe di un liceo. Una commedia che fa ridere, e anche un po' commuovere, che ci fa uscire dal cinema ottimisti e con un punto di vista diverso. Il film è accessibile per i non udenti, con sottotitoli impressi sulla pellicola, e per i non vedenti con le audiodescrizioni sulla app MovieReading.
Questo film è per tutte quelle persone che ancora si sentono «normali» rispetto a qualcun altro e vuole contribuire a modificare il modo di definire le persone: non più «normali e diverse» ma uniche, ognuna con le proprie caratteristiche.
Per poter godere tutti dell'esperienza cinematografica che è collettiva, quindi completamente diversa da quella a casa, il film ha i sottotitoli impressi sulla pellicola per le persone con deficit uditivo o sorde, e per le persone con deficit visivo o cieche, ci sono non solo le audiodescrizioni sulla app MovieReading, ma crediamo che questo film sia uno dei primi a garantire la fruizione anche dei titoli di coda del film per i ciechi, perché la possibilità di potere sapere chi sono state le persone tessere essenziali dell'opera collettiva-film, debba essere per tutti.
Per le prossime uscite al cinema, seguiteci sul profilo Instagram @ugualmente£diversi e, mi raccomando, vi aspettiamo in sala tutti davanti allo stesso schermo!



Torna alla pagina iniziale della consultazione delle riviste

Oppure effettua una ricerca per:


Scelta Rapida