Logo dell'UIC Logo TUV

Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ETS - APS

 

Corriere Braille

torna alla visualizzazione del numero 21 del Corriere Braille

Numero 21 del 2025

Titolo: Un ponte di cultura e inclusione

Autore: Alessio Tommasoli


Articolo:
Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d'Autore
Ogni 23 aprile il mondo intero si unisce per celebrare la Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d'Autore, un appuntamento annuale promosso dall'Unesco per sottolineare l'importanza della lettura, della pubblicazione e della protezione della proprietà intellettuale attraverso il diritto d'autore.
Una Giornata che per l'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti si riempie di un significato particolare, legandosi indissolubilmente ai temi dell'accessibilità e dell'inclusione: la lettura, infatti, rappresenta un diritto fondamentale di accesso alla cultura, ed è grazie al continuo impegno per l'adattamento dei testi - in braille, audiolibri e qualsiasi formato accessibile - che oggi milioni di persone cieche e ipovedenti possono godere di ciò che più di tutto nobilita la vita di un individuo, la conoscenza.
Perché il libro è una chiave di accesso alla coscienza, quella facoltà che distingue principalmente l'essere umano dal resto degli esseri viventi, e rappresenta, per questo, un bene culturale universale: è voce narrante, compagno di viaggio, strumento di emancipazione personale e collettiva. Per chi non può leggere con gli occhi, il libro può e deve diventare esperienza tattile, sonora o digitale che sia realmente fruibile da tutti, abbattendo le barriere che ancora troppo spesso limitano l'accesso alla lettura.
Alla luce di questo valore assoluto che ha il libro, la tutela del diritto d'autore è fondamentale per garantire che gli autori continuino a creare, ma è altrettanto essenziale conciliarla con il diritto all'accesso alla cultura per tutti.
Si tratta di una questione complessa che parte da una domanda specifica: come è possibile garantire il rispetto del diritto d'autore senza compromettere l'accesso universale alla cultura?
Il diritto d'autore, infatti, nasce per tutelare gli interessi morali ed economici degli autori, riconoscendo loro il pieno controllo sulla diffusione delle proprie opere. Un sistema indispensabile che, però, se applicato rigidamente, può ostacolare l'accesso alla conoscenza di milioni di persone con disabilità visive, perché adattare un libro in braille, audiolibro o in formato digitale accessibile, richiede spesso un'autorizzazione preventiva dell'autore o dell'editore, con costi e tempi che limitano la disponibilità di opere accessibili. Proprio per dirimere questa questione, nel 2013, è stato firmato il Trattato di Marrakech, sotto l'egida dell'Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale (Ompi). Ratificato dall'Italia nel 2016, questo accordo rappresenta una conquista imprescindibile che sancisce una vera e propria rivoluzione in questo ambito, rimuovendo gli ostacoli legali e permettendo la riproduzione e la distribuzione di opere in formati accessibili, senza dover richiedere il permesso diretto dell'autore, per favorire una circolazione più ampia dei contenuti destinati alle persone non vedenti, ipovedenti o con altre difficoltà nella lettura dei testi stampati.
Nello specifico, il Trattato stabilisce che gli Stati prevedano eccezioni obbligatorie al diritto d'autore per consentire la creazione e la diffusione di copie accessibili senza bisogno di autorizzazione preventiva, oltre alla possibilità di uno scambio delle opere accessibili, sia educative che ricreative, tra le organizzazioni autorizzate appartenenti ai diversi paesi firmatari.
Grazie a questa rivoluzione legislativa, il concetto di diritto d'autore si arricchisce di una dimensione sociale, rendendo un diritto fondamentale come il diritto alla cultura, una libertà, quella di accedere ad essa indipendentemente dalla propria condizione fisica. Un obiettivo che l'Unione persegue da sempre, come dimostrano le testate centenarie delle sue riviste associative e, soprattutto, il lavoro straordinario compiuto dal suo Centro Nazionale del Libro Parlato «Francesco Fratta», che dal Trattato di Marrakech ha ricevuto una spinta fondamentale nella sua opera di conversione dei libri in audiolibri: un catalogo enorme che contiene più di 27 mila libri. E che sta lì a ricordare come tutti devono avere il diritto di accedere alla cultura, alla bellezza, nella convinzione che i libri siano dei ponti capaci di dare accesso a mondi infiniti, anche senza bisogno di vederli, perché un libro si può leggere con gli occhi, con le dita o con le orecchie, ma si vive sempre col cuore e con l'anima. E il cuore e l'anima sono le porte dell'accessibilità.
Alessio Tommasoli



Torna alla pagina iniziale della consultazione delle riviste

Oppure effettua una ricerca per:


Scelta Rapida