Numero 11 del 2025
Titolo: Ciao Nino
Autore: Antonio Russo
Articolo:
Cavaliere di umanità infinita, leggenda indimenticabile dello sport e della boxe, campione del nostro mondo, dove la lealtà agonistica convive con lo spettacolo e l'amicizia; Nino Benvenuti, ci ha lasciato da poco, senza portarsi via questi sentimenti intensi di vita, come fanno solo i grandi protagonista di tutti i tempi. È stato campione olimpico nel 1960 a Roma nei pesi Welter, poi europeo nella stessa categoria: campione mondiale dei medi nel pugilato e nella storia culturale di ogni epoca. Un nome che si lega allo sport col filo del mito. Dal 1967 al 1971, Benvenuti ha percorso l'entusiasmo di noi italiani e del mondo intero: ricordo la strategia dei suoi combattimenti con Emile Griffith, e le fasi successive con gli incontri con Carlos Monzon, per il titolo mondiale dei pesi medi.
Erano i tempi della radio che si diffondeva nel suo valore universale, quando la parola si nobilitava in emozione passando attraverso il microfono, prestandosi ad un ascolto che permetteva di evocare gli avvenimenti narrati con la mente e il cuore. Radiocronisti come Paolo Valenti avevano e forse hanno ancora il dono di farci emozionare: una virtù immensa capace di tradursi in sensazioni che portano l'ascoltatore a condividere i fatti descritti come parte della propria vita, fino a fargli esclamare: c'ero anch'io!
Nino era uno di quei campioni che dimostrano come la cultura sportiva sia in grado di avvicinare i popoli alla pace. Ed è stata la radio a permetterlo, nel suo caso, coinvolgendo le persone nella ricerca del comune impulso per cambiare l'esistere: calcio, ciclismo, nuoto, automobilismo e soprattutto il pugilato, quello di Nino, sono fonti inestimabili di civiltà che, passando attraverso la radio, hanno formato e continueranno a formare nuove spinte culturali capaci di dire basta alla violenza che ancora intossica il nostro vissuto.
Grazie Nino: ricordo le lunghe notti radiofoniche per seguire la tua straordinaria giornata da campione di vita. Seguici da lassù per ricordarci che siamo parte di un qualcosa di cui ti siamo debitori: l'entusiasmo di essere qui e dirti ancora grazie.
Antonio Russo