Numero 9 del 2025
Titolo: TURISMO, SPORT E TEMPO LIBERO- Orientamento informatizzato
Autore: Marco Fossati
Articolo:
Tecnologia e mobilità per le persone con disabilità visiva
Le nuove tecnologie possono aumentare la qualità della vita delle persone. Coniugando questa idea con l'orientamento e la mobilità delle persone con disabilità visiva possiamo dire che ci siano possibilità di aumentare e al contempo facilitare le esperienze di mobilità autonoma dei ciechi e degli ipovedenti.
Le possibilità di utilizzo che l'Intelligenza Artificiale ci fornisce sono molte, anche applicabili in diverse situazioni urbane e luoghi pubblici. Ma questa prospettiva non trova tutti d'accordo, anzi alcuni sono molto spaventati da questo tipo di nuove tecnologie.
Assistiamo ad una sorta di scisma. L'AI, le app, le possibilità di prefigurare scenari e quant'altro, tende a portare la realtà in una situazione quasi irreale, a leggere il concreto, il tangibile in modo informatizzato, aumentato, quasi il virtuale.
Chi considera l'intelligenza artificiale e le nuove tecnologie in generale come opportunità da esperire e provare e chi invece si schiera spada tratta verso programmi didattici e di insegnamento curricolari, molto più canonici, più tesi a un apprendimento basato sullo studio, la memorizzazione e la composizione di ragionamenti personali.
Come possiamo noi educatori, tiflologi, insegnanti contribuire per consentire alle persone in crescita un utilizzo proficuo, attivo, responsabile e sicuro delle nuove tecnologie?
Penso sia interessante comprendere quali competenze, o nuove competenze abbisognano per un utilizzo proficuo, sereno e sicuro. Un utilizzo scevro da falsi miti ma possibile, rassicurante, che funga da affiancamento alle competenze di vita reale necessarie ad un'autonomia concreta.
Possiamo magari iniziare a ragionare su come e quali siano le situazioni ottimali per poter fruire appieno di tutte quelle conoscenze, situazioni, competenze, agevolazioni che l'IA o alcune app ci consentono.
Mi interessa precisare che questo tipo di considerazioni nascono da una serie sempre più ampia di sperimentazioni che mi trovo a fare ogni giorno per strada, o nelle abitazioni o a scuola. Coinvolgono persone in età evolutiva, adulta e senile. Sono tutte situazioni diverse. In alcune si approcciano, si misurano, si avvantaggiano. In altre il vantaggio non si percepisce perché non vi sono i prerequisiti all'uso corretto.
Le applicazioni di orientamento mi consentono di ricevere informazioni verbali su quelli che sono i tragitti da compiere e di quali scelte effettuare per rimane sul percorso. Una grossa facilitazione. Ovviamente devo essere in grado di gestirle e impostarle, di comprendere le informazioni e soprattutto di calare queste informazioni nella situazione reale. Devo sapermi muovere in sicurezza e tranquillità nel tessuto urbano, utilizzando adeguatamente il mio strumento di mobilità autonoma, mantenendo una quantità di energia sufficiente per gestire, comprendere e ottimizzare le informazioni dell'applicazione elettronica. Se sento l'indicazione «gira a destra in Via Orfeo» devo calcolarla su dove mi trovo. Sicuramente non sarò ancora al punto di svolta, perché vi è un confortevole anticipo nella tempistica delle informazioni.
Ma devo individuare su quale isolato o anche solo semplicemente su quale lato di Via Castiglione sto camminando. Potrei essere su quello Est e quindi all'angolo tra Via Castiglione e Via Orfeo, fare la mia svolta ed entrare in via Orfeo. Ma se invece fossi sul lato Ovest di Via Castiglione dovrei fare un attraversamento semplice di quella strada. Dovrei girarmi, raggiungere il ciglio del marciapiede, trovare il punto dove posizionarmi, impostare ed eseguire l'attraversamento ascoltando il traffico. Terminato l'attraversamento riprendere la direzione Nord e quindi poi, arrivato all'angolo, svoltare effettivamente a destra via Orfeo.
Per noi educatori l'esempio ci spinge ad un'interazione e integrazione delle figure professionali. Un lavoro parallelo tra l'utilizzo delle tecnologie e la familiarità delle competenze di mobilità autonoma.
Abbiamo App o sistemi indossabili che consentono alle persone che non vedono o che vedono male o in qualche modo hanno informazioni visive non adeguate alla realtà la possibilità di ascoltare una descrizione verbale delle foto o delle situazioni ambientali in cui si trovano.
Per fare ciò devo possedere delle competenze informatiche che mi consentano la gestione di uno smartphone. Con il possesso di uno smartphone ho accesso a informazioni, contatti e situazioni sociali molto ampie e variegate. Fonte di pericoli e ambiguità per tutti gli adolescenti che usano questi strumenti.
Appare decisamente importante fornire a tutte e a tutti i ragazzi le conoscenze e competenze necessarie per la Privacy, l'uso responsabile dei Social media, l'attenzione ai Cyberbullismi di origine violenta o sessuale, eccetera.
È fondamentale, dunque, un'educazione all'uso dei device che porti ad una gestione consapevole.
Una buona e corretta pratica della tecnologia ci consente di approfittare delle occasioni che già in alcuni ambienti italiani sono stati realizzati. Il sistema Leti Smart e la sua auspicabile evoluzione e diffusione negli ambienti di smart city di prossima generazione ne è un esempio virtuoso.
Concludendo, le sensazioni che le mie allieve e i miei allievi mi riportano rispetto ai sistemi di orientamento informatizzato è che vi sia una sorta di diminuzione del senso di ansia generato dal muoversi in ambienti sconosciuti. La consapevolezza che il sistema sappia dove sono, dove mi trovo e dove sto andando rende più semplice, facilitata e quindi maggiormente perseguita la volontà e il piacere di scoprire cose nuove. In questi casi il sistema di orientamento informatizzato funziona didatticamente, come uno strumento didattico intermedio, propedeutico, finalizzato a una mobilità tranquilla, sicura e autonoma.