Numero 9 del 2025
Titolo: ARTE E CULTURA- L'influenza delle radici culturali
Autore: Carmelo Di Gesaro
Articolo:
Incontriamo la scrittrice Cristina Cassar Scalia
Medico oftalmologo e scrittrice affermata, Cristina Cassar Scalia ha saputo trasformare la sua doppia vocazione in un percorso unico, che l'ha consacrata come una delle autrici più interessanti del panorama letterario nazionale. Dai primi racconti giovanili ai romanzi che hanno conquistato migliaia di lettori - compresi quelli del nostro Libro Parlato - la sua scrittura riflette un legame profondo con la Sicilia, terra che non è solo sfondo, ma vero e proprio personaggio. Scalia, nata a Noto e cresciuta a Catania, intreccia nelle sue storie trame e protagonisti intrisi di sicilianità, dove la lingua parlata e i dialetti contribuiscono in modo decisivo alla caratterizzazione narrativa. Dal 2023 è Cavaliere della Repubblica su iniziativa del Presidente.
In questa breve intervista esploriamo il suo percorso letterario e le radici culturali che l'hanno influenzata.
D. Parto subito con una domanda che mi incuriosisce, anche in relazione alla natura del nostro giornale: un medico oftalmologo, una scrittrice e un'autrice di serie TV... qual è il filo conduttore di queste storie?
R. In realtà la serie TV non l'ho scritta io, è solo tratta dai miei libri, ma non è opera mia. Io sono sicuramente un'oftalmologa e una scrittrice. Non c'è un vero filo conduttore: scrivevo già da ragazzina, avevo la passione per la medicina e le ho dato la precedenza. Poi, a un certo punto, ho ricominciato a scrivere e, incredibilmente, i miei libri sono stati pubblicati. Per me è stato tutto un po' una scoperta, qualcosa di nuovo.
D. L'influenza siciliana, in questo, ha in qualche modo agevolato la sua vena narrativa?
R. Sicuramente. La Sicilia c'è. Credo che non saprei scrivere qualcosa che non sia ambientato lì. Almeno in questo momento non riesco a immaginare nessun personaggio che non viva in Sicilia. Anche il mio nuovo protagonista non è siciliano, è romano, però viene trasferito in Sicilia: la storia si svolge lì e, nei miei libri, la Sicilia non è solo uno sfondo, ma un personaggio vero e proprio. Forse è addirittura un personaggio fondamentale, senza il quale le storie probabilmente non funzionerebbero.
D. Lei è una giallista, in tal senso, ha un autore o una autrice di riferimento?
R. Per quanto riguarda i riferimenti, la mia "spalla di ferro", l'autore siciliano che considero un punto di riferimento, è Leonardo Sciascia. Il primo libro che ho letto è stato Il giorno della civetta e mi è rimasto nel cuore, forse proprio perché è stato il primo.
D. E nel suo scrivere, sente l'influenza di altri autori, oppure la sua scrittura è totalmente ispirata alla sua esperienza?
R. No, allora, io credo che questi autori importanti con cui sono cresciuta vengano fuori in qualche modo, anche senza che io me ne accorga. In uno dei libri di Vanina, ad esempio, mi sono resa conto che era emerso un po' di Pirandello: infatti ho scelto come esergo un passo de Il fu Mattia Pascal, proprio perché alla fine mi sono detta: "C'è qualcosa di pirandelliano". Ma non me n'ero accorta subito. Probabilmente tutto ciò che si legge, soprattutto da ragazzi, in qualche modo riaffiora, rielaborato e trasformato.