Numero 10 del 2025
Titolo: La storia di un cane guida: da cucciolo a professionista
Autore: Maria Luisa Gargiulo
Articolo:
16 ottobre: Giornata Nazionale del Cane Guida
"Come si diventa cane guida"? È una domanda che mi viene rivolta spesso da chi desidera conoscere meglio questo mondo, soprattutto quando incontro persone insieme a Luna, la mia Labrador gialla proveniente dalla scuola Helen Keller di Messina.
In questo articolo racconto il percorso tipico che porta un cucciolo a diventare un cane guida, illustrando le figure coinvolte e le tappe fondamentali della sua formazione.
Sebbene sia teoricamente possibile addestrare un cane guida privatamente, il percorso è complesso. La selezione e la preparazione richiedono standard rigorosi, competenze specialistiche nell'educazione cinofila e specie nella mobilità dei non vedenti, oltre a moltissimo tempo e dedizione. La qualità della formazione incide in modo decisivo sul risultato finale.
Un cane guida, infatti, deve crescere rispettando precise tappe etologiche: dalla separazione dalla madre, alla socializzazione, fino agli step progressivi dell'addestramento. È una vera e propria avventura che trasforma un piccolo batuffolo di pelo negli "occhi" di una persona cieca.
1. Una buona base: scelta della razza e del cucciolo
Non esiste una razza perfetta, ma alcune si prestano meglio per caratteristiche fisiche, temperamento e capacità di apprendimento. Le più diffuse sono il Labrador Retriever, il Golden Retriever e l'incrocio tra le due razze, apprezzate per la docilità, la resilienza e la facilità di adattamento ai cambi di riferimento umano.
Molte scuole allevano direttamente i cuccioli, oppure selezionano soggetti in allevamenti privati che mostrino tratti specifici: docilità, coraggio, basso istinto predatorio, concentrazione, capacità di problem solving e scarso interesse per distrazioni olfattive.
2. La socializzazione: il cucciolo e la famiglia affidataria
Il cucciolo rimane con la madre e i fratellini almeno per 60 giorni, per garantire uno sviluppo equilibrato. Successivamente, un tecnico esperto seleziona i piccoli più adatti al lavoro di cane guida.
Il cucciolo viene quindi affidato a una famiglia volontaria, detta "puppy walker" o affidataria, che lo accoglie per circa un anno. In questo periodo, il cane vive in un contesto familiare, impara l'educazione di base e viene introdotto a diversi ambienti (negozi, mezzi di trasporto, luoghi affollati). Tutto avviene seguendo un programma stabilito e monitorato dagli istruttori della scuola.
Alla fine dell'affido, il cane entra a scuola per iniziare l'addestramento vero e proprio. Per l'affidatario, questo distacco è un atto di grande generosità: significa crescere un cucciolo sapendo di doverlo lasciare, ma con la consapevolezza di aver contribuito a migliorare la vita di una persona non vedente. Spesso, il legame con il cane e con il futuro conduttore resta vivo anche in seguito, diventando un'amicizia che dura nel tempo.
3. L'addestramento specifico
L'addestramento dura circa 6-8 mesi e si svolge nella scuola per cani guida che accoglie l'animale a tempo pieno. Ogni cane è seguito da un istruttore che lo guida in sessioni quotidiane, dapprima all'interno della scuola e poi in contesti reali: strade cittadine, attraversamenti pedonali di ogni tipo, mezzi pubblici e luoghi aperti al pubblico.
Il lavoro è complesso: il cane deve imparare a evitare ostacoli a terra e in altezza, calcolando lo spazio per sé e per il conduttore; deve sapersi muovere tra auto parcheggiate male, tavolini, pedoni; deve segnalare e affrontare scale, porte strette, tollerare rumori improvvisi e ambienti affollati senza distrarsi.
Fondamentale è l'addestramento basato sul "metodo gentile", basato sul rinforzo positivo, che rende l'apprendimento sereno e motivante per l'animale.
Alla fine del percorso, cane e istruttore affrontano una verifica finale: l'istruttore, bendato, si lascia guidare dal cane in un percorso complesso, simulando la condizione reale.
4. Il corso di consegna
Le ultime due settimane di addestramento coincidono con il "corso di consegna", durante il quale cane e futuro conduttore non vedente vivono insieme e imparano a collaborare. In questo periodo si crea il binomio: il cane applica con il disabile visivo le competenze acquisite, mentre la persona cieca apprende le tecniche di conduzione.
La relazione che nasce è unica, basata su fiducia reciproca, comunicazione costante tramite il corpo, comandi verbali, ma più di tutto la pettorina, la maniglia guida e il guinzaglio, e sulla disponibilità di affrontare insieme gli imprevisti della vita quotidiana.
Conclusione
Quando incontriamo per strada una persona disabile della vista guidata dal proprio cane, ciò che sembra quasi un miracolo è in realtà il frutto di anni di lavoro, dedizione e amore. Il legame che si crea tra cane e conduttore non è solo funzionale: è un rapporto intenso, che dona autonomia e rende il cane guida un autentico compagno di libertà.
BOX
Cane guida e cane di assistenza: novità legislative 2025-2026
In Italia, il panorama legislativo per i cani guida e i cani di assistenza sta vivendo un'importante evoluzione. La Legge di Bilancio 2025 ha introdotto modifiche significative per ampliare i diritti e le tutele di queste figure. Per dare attuazione a queste nuove disposizioni, il Ministro per la Disabilità ha istituito un Tavolo tecnico che si occuperà di definire i criteri per il riconoscimento ufficiale dei cani di assistenza e degli enti che li addestrano. L'obiettivo è uniformare le procedure e garantire standard di qualità elevati per la formazione di questi animali, che svolgono un ruolo fondamentale per l'autonomia e la qualità della vita delle persone con disabilità. Ecco le novità principali:
- estensione dei diritti e accesso garantito: il diritto di accesso a tutti i mezzi di trasporto pubblici e ai locali aperti al pubblico per le persone con disabilità visiva accompagnate da un cane guida viene esteso ai cani di assistenza, che supportano persone con altre forme di disabilità (fisiche, motorie, psichiche o sensoriali). Questi diritti sono estesi anche ai cani in fase di addestramento, identificabili tramite tesserino, in modo da garantire una formazione ottimale in contesti reali fin dalle prime fasi del loro percorso;
- detrazioni fiscali: sono state confermate e aggiornate;
- viaggi: le compagnie ferroviarie come Trenitalia e Italo stanno lavorando per includere anche i cani di assistenza ufficialmente riconosciuti dal nuovo "Tavolo Tecnico" governativo e farli viaggiare gratuitamente su tutti i treni, senza limitazioni di peso o taglia. L'ENAC (Ente Nazionale per l'Aviazione Civile) ha emanato nuove linee guida per uniformare il trasporto degli animali in cabina: le compagnie aeree devono consentire il trasporto gratuito e senza restrizioni di peso o dimensioni per i cani guida e di assistenza certificati, che viaggiano in cabina ai piedi del passeggero. Traghetti e navi sono tenuti a garantire l'accesso ai cani guida e di assistenza a bordo e nelle aree comuni.
- sanzioni amministrative: per chi impedisce o ostacola l'accesso a una persona con disabilità visiva accompagnata dal proprio cane guida, la sanzione va da 500 a 2.500 euro, che verrà applica anche a chi nega l'ingresso a un cane di assistenza. La proposta è di portarla fino a 5.000 euro, come deterrente più efficace contro comportamenti discriminatori.
E se, nonostante la legge viene impedito l'accesso? È importante fare valere i propri diritti, chiedendo l'intervento delle Forze dell'Ordine per documentare l'accaduto e far verbalizzare la violazione, o sporgendo denuncia.
Riconoscere il ruolo dei cani guida e di assistenza è fondamentale per una maggiore inclusione e per garantire che le persone che ne hanno bisogno possano vivere in modo più autonomo senza subire discriminazioni.