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Corriere dei Ciechi

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Numero 10 del 2025

Titolo: ATTUALITÀ- UICI-AMGO 2025

Autore: Redazionale


Articolo:
A Roma il convegno sulla diagnosi e l'abilitazione del bambino con deficit visivo

Per la prima volta, il prestigioso convegno "UICI-AMGO - A me gli occhi" si è svolto a Roma, nella sede del Sant'Alessio - Margherita di Savoia. L'evento, promosso dall'Istituto dei Ciechi Francesco Cavazza di Bologna insieme all'UICI, allo stesso Sant'Alessio e a IAPB Italia, si è tenuto il 19 settembre e ha registrato una partecipazione straordinaria di professionisti, famiglie e operatori provenienti da tutto il Paese.
Al centro della giornata il tema scelto per questa edizione: "La diagnosi e l'abilitazione del bambino con deficit visivo". Una questione strettamente legata all'obiettivo primario dell'Unione e delle realtà che la compongono, prima tra tutte la IAPB: la prevenzione della cecità.
"L'UICI è la sola associazione che lavora per eliminare se stessa, perché lavora per eliminare la cecità", ha dichiarato il Presidente dell'Unione e della IAPB Italia, Mario Barbuto, durante il suo saluto istituzionale.
Barbuto ha sottolineato il valore della sede scelta: "Ho voluto fortemente che questo evento si svolgesse qui, al Sant'Alessio, una struttura storica che deve poter ospitare sempre più appuntamenti di questo livello. Perché svolge un ruolo centrale, non solo a Roma e nel Lazio, nella riabilitazione e abilitazione visiva, oltre che nell'educazione e nella formazione professionale".
Tutte attività che, insieme, mirano a un unico grande obiettivo: l'inclusione sociale delle persone con disabilità visiva. "Per raggiungerlo servono tante sintonie" ha aggiunto Barbuto. "In un'orchestra basta uno strumento fuori tempo per produrre musica inascoltabile, ma quando tutti si sincronizzano nasce l'armonia che desideriamo. E il Sant'Alessio fa parte di questa orchestra".
Screening neonatale e diagnosi precoce: il confronto scientifico
Il dibattito si è acceso inevitabilmente attorno al tema della prevenzione, in particolare sull'arretratezza degli strumenti previsti dalla normativa italiana per lo screening neonatale, decisivo per evitare in molti casi la cecità o l'ipovisione.
L'attenzione si è concentrata sul "test del riflesso rosso", discusso da numerosi professori e medici oculisti in merito a efficacia, costi e disponibilità di personale. Un confronto serrato che ha animato sia i workshop pratici della mattinata, dedicati alla clinica e alla diagnosi precoce, sia i dibattiti multidisciplinari del pomeriggio.
Attorno allo stesso tavolo si sono seduti non solo oculisti, ma anche ortottisti, logopedisti, tiflotecnici, psichiatri e neuropsichiatri infantili, tutti concordi su un punto: la necessità di collaborazione costante e di un approccio globale al benessere del bambino.
"È fondamentale una riabilitazione coordinata", ha affermato la neuropsichiatra infantile Daniela Ricci. "Il problema non riguarda solo l'occhio o il cervello, ma la correlazione di tutti gli elementi sensoriali, motori ed emozionali, in un complesso di processi cognitivi che vanno ben oltre il semplice vedere o muoversi".
Un approccio integrato per bambini e famiglie
Dagli interventi è emersa con forza l'esigenza di un approccio integrato che metta al centro non solo la prevenzione e l'abilitazione visiva, ma anche la presa in carico complessiva del bambino e della sua famiglia.
Il progetto AMGO, nato come iniziativa dedicata alla prevenzione dell'ambliopia nella prima infanzia, si è ampliato negli anni fino a diventare un modello nazionale di formazione specialistica, ricerca e sostegno alle famiglie.
L'edizione romana ha rappresentato un riconoscimento importante del lavoro svolto dal Sant'Alessio, protagonista da sempre sul territorio. Il direttore Massimo Canu ha sottolineato: "Dobbiamo lasciarci contaminare da queste presenze, farci influenzare per radicare il Sant'Alessio nel presente e lanciarlo nel futuro, rimanendo saldi nella nostra storica nobiltà di istituto per fanciulli ciechi nato oltre 150 anni fa".
Una rete per il futuro
"La partecipazione di centinaia di persone - ha concluso Canu - conferma la necessità di continuare a fare rete per garantire diagnosi tempestive e percorsi di abilitazione sempre più efficaci".
Costruire un futuro più ricco di opportunità per i bambini con deficit visivo: è questo l'obiettivo condiviso che ha reso UICI-AMGO 2025 una tappa significativa nel percorso comune di istituzioni, professionisti e famiglie. Un successo che fa ben sperare per i prossimi anni.



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