Numero 10 del 2025
Titolo: MONDO DIGITALE- UICI TECHNOLOGY 2025
Autore: Redazionale
Articolo:
Quando l'IA incontra l'accessibilità si crea un mondo migliore per tutti
A Bologna, tra i portici del centro, penetra un sole ancora estivo che illumina un massiccio portone in legno, sormontato da un'insegna incisa nel marmo: Istituto per Ciechi Francesco Cavazza. Al suo interno, si è investiti da un'altra luce: quella della tecnologia. Ed è una luce abbagliante.
È la luce accesa da UICI TECHNOLOGY – Tech for All 2025, in programma il 12 e 13 settembre: il primo evento dedicato a fare il punto sulle nuove tecnologie, assistive e non solo. Accessibilità e Intelligenza Artificiale sono le due parole chiave che qui camminano insieme, dimostrando come la diffidenza verso le innovazioni possa trasformarsi in consapevolezza della loro capacità di favorire una vita più autonoma, soprattutto in presenza di una disabilità visiva.
E di dimostrazione si tratta davvero, perché l'evento si articola su due livelli: uno teorico, con una ricchissima parte conferenziale animata da esperti e addetti ai lavori; e uno pratico, con l'esposizione e la possibilità di testare numerosi ausili prodotti e distribuiti dalle principali aziende del settore accessibile e dell'IA. Sono undici in tutto, come undici sono gli stand allestiti al secondo piano dell'Istituto: EssilorLuxottica, Scen, Voicesytem, Tiflosystem, Cambratech, Ew-voice, Visiondept, Cenfor International, Leonardo, TiGuido e Aistech.
"Quando ho pensato a questo evento", racconta Marino Attini, componente della Direzione nazionale UICI e soprattutto ideatore e organizzatore principale di UICI TECHNOLOGY, "avevo immaginato tre o quattro espositori per completare la parte conferenziale. In pochi giorni, però, ho ricevuto talmente tante richieste che sono stato costretto a chiudere le adesioni: già così era qualcosa di impressionante".
Accanto ad Attini, ad aprire i lavori, c'è Mario Barbuto, Presidente nazionale dell'UICI: "Un evento fondamentale in un luogo emblematico, la casa della tecnologia per la disabilità visiva fin dalla seconda metà degli anni Ottanta, con i primi display Braille".
Un luogo che ha sempre mostrato come la tecnologia possa restituire giorno dopo giorno ai disabili visivi un frammento di quella vista che manca, migliorando la vita in ogni ambito. "E questo avviene ancora di più oggi, con un'Intelligenza Artificiale che sta cambiando l'esistenza di tutti", prosegue Barbuto. "Per questo l'Unione si pone tre obiettivi fondamentali: garantire che un oggetto hi-tech non venga considerato un lusso, ma un ausilio in grado di compensare parte del deficit visivo, evitando squilibri come in passato, quando un PC costava molto meno di un display Braille; assicurare una formazione continua per l'utilizzo di tali strumenti; e, infine, chiamare le Istituzioni ad assumersi la responsabilità di tutto ciò, dal prodotto alla distribuzione. Per questo ho chiesto un'audizione al Dipartimento per l'Innovazione tecnologica della Presidenza del Consiglio, affinché la disabilità visiva sia tenuta nella più alta considerazione, facendo valere diritti che oserei definire umani".
Queste, conclude Barbuto, sono le direttrici che guideranno l'Unione nel prossimo quinquennio: "Pretendere con fermezza e umiltà ciò che ci è dovuto, in continuità con la nostra storia di rivendicazioni, per essere cittadini come tutti, anche in un mondo sempre più complesso ma ricco di opportunità".
È questo, in fondo, il significato di Tech for All, un motto che Marino Attini porta avanti da anni: con Orizzonti Multimediali, la rubrica tecnologica di Slash Radio Web; con l'ormai celebre bastone intelligente LETIsmart; con la guida urbanistica La Città del Presente, dedicata a città accessibili grazie alle nuove tecnologie; e, oggi, con il libro La Casa del Presente, scritto insieme a Rocco Clementelli, che spiega concretamente come IA e domotica possano sostenere l'autonomia delle persone con disabilità visiva. Un volume che rispecchia pienamente i temi dell'evento e che qui viene presentato per la prima volta.
Sul fondo di tutte queste iniziative opera anche INVAT (Istituto Nazionale per la Valutazione di Ausili e Tecnologie), guidato da Attini insieme a figure come Sergio Prelato, Rocco Clementelli, Sabato De Rosa, Marco Mattioli e il Direttore Generale Franco Lisi. "INVAT", spiega Attini, "valida strumenti, ausili e tecnologie, ma vuole anche stimolare l'attenzione delle aziende verso la disabilità visiva". A supporto di questa missione, l'Istituto gestisce un sito che raccoglie richieste di assistenza su centinaia di problematiche segnalate dagli utenti, creando un archivio accessibile anche alle aziende. "È una rete di sinergie", dice Attini, "dove tutti contribuiscono e si scambiano conoscenze". Grazie a questo ruolo, INVAT è diventato consulente di molte aziende, trovando così risorse per crescere ulteriormente.
"Invitiamo tutti a utilizzare INVAT", ribadisce Attini, "anche per far valere i nostri diritti tecnologici. Per questo abbiamo chiesto all'UNI un tavolo sull'accessibilità degli elettrodomestici: è importante creare norme che, dopo cinque anni, diventino leggi, coronando un lavoro collettivo".
Un'altra realtà dell'Unione che si confronta con le nuove tecnologie è I.Ri.Fo.R., impegnata in ricerca, formazione e riabilitazione. Il vicepresidente Vincenzo Massa racconta: "Dopo il Covid abbiamo sperimentato con grande successo la riabilitazione a distanza, avvicinando i nostri ragazzi a un mondo che può spaventare, ma che è un nostro diritto conoscere e usare. Solo ricerca e formazione conducono alla vera conoscenza, e quindi alla libertà e all'autonomia. Per questo I.Ri.Fo.R. si rinnova con il proprio sito e trasformandosi in Fondazione".
L'UICI, del resto, è da sempre un'associazione pionieristica sul piano tecnologico: già negli anni Novanta aveva avviato la digitalizzazione, di cui il progetto Unione Digitale (nato nel 2022) rappresenta una naturale evoluzione. "La tecnologia porta inclusione, autonomia, competenze, sostiene il talento di ciascuno", spiega Angelo Camodeca, componente della Direzione nazionale UICI. "Il progetto include molte iniziative: tra quelle da realizzare, la possibilità di votare in autonomia; tra quelle già avviate, le skill Alexa Evalues e Libro in Voce, nate su richiesta dei nostri soci, o Aurora, la fundus camera che sfrutta l'IA per fare screening a distanza, supportando la prevenzione della cecità. La digitalizzazione parte da noi, ma si riflette su tutti: ogni tecnologia che aumenta l'accessibilità rende il mondo migliore per tutti".
Ecco perché il valore di UICI TECHNOLOGY non riguarda solo ciechi e ipovedenti. Basta visitare gli stand del Cavazza per capirlo: gli strumenti esposti non sono semplici ausili per disabili visivi, ma tecnologie che migliorano la vita di chiunque. Lo dimostrano, ad esempio, la prima macchina del caffè pluri-accessibile presentata da Scen, gli elettrodomestici accessibili Smeg e le funzioni avanzate di Amazon Alexa.
Straordinari anche i Ray-Ban META presentati da EssilorLuxottica: occhiali che sfruttano l'IA, integrando telecamere e microfono per offrire nuove possibilità anche a chi ha una vista compromessa. Una possibile rivoluzione, discussa ampiamente durante l'evento: non solo provata dal pubblico, ma anche oggetto di confronto con esperti come Michele Landolfo e Giuliano Frittelli, presidente della sezione UICI di Roma, che li utilizza già da mesi.
"Tutti mi hanno riportato grande serenità e sincerità nei dialoghi, oltre all'entusiasmo di pubblico e relatori", racconta un Attini stanco ma soddisfatto al termine dei due giorni. "Non me lo aspettavo: non avevo mai organizzato nulla di simile e, nonostante l'aiuto del Presidente e di un gruppo di validissime persone, da ideatore e coordinatore sentivo una responsabilità enorme". Una responsabilità che, con la piena riuscita dell'evento, si è trasformata in orgoglio e nuova energia per rilanciare i tanti progetti già avviati e pensare alla prossima edizione, che molti chiedono di rendere annuale.
"La tecnologia è una sfida continua, evolve giorno dopo giorno e non ci si può permettere di fermarsi", conclude Attini. "Così come non ci si può permettere di non discuterne: solo conoscendola e usandola in modo consapevole, la tecnologia smette di far paura e diventa alleata. Purché la capacità di fare dell'uomo non superi mai la sua capacità di prevederne gli effetti".