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Il Progresso

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Numero 5 del 2026

Titolo: Viaggi- Lucca e l'abbraccio delle sue possenti mura

Autore: Redazionale


Articolo:
(da «italia.it»)
Quintessenza di eleganza e stile, Lucca è una delle città più raffinate della Toscana
Nel suo centro storico convivono in totale armonia importanti chiese medievali, le imponenti mura rinascimentali che la cingono, e che sono una specie di lungo giardino sopraelevato, i palazzi patrizi del Settecento e le grandi piazze ottocentesche, viali e vicoli ricchi di bei negozi e locali dove i ritmi di vita sono sempre a misura d'uomo.
La cattedrale di San Martino
Il centro della città è la piazza della cattedrale di San Martino. La sua facciata asimmetrica narra delle complesse fasi di costruzione del monumento che è stato adattato alla torre campanaria già esistente.
Al suo interno è custodito uno dei capolavori della scultura medievale, il Monumento funerario di Ilaria Del Carretto (1406), opera dell'artista senese Jacopo della Quercia. Il sarcofago marmoreo rappresenta una giovane donna sdraiata su un catafalco vegliata da un cagnolino, simbolo della fedeltà coniugale. Tra le opere pittoriche va segnalata anche la Madonna in trono di Domenico Ghirlandaio del 1479. L'organo della cattedrale veniva suonato a metà Ottocento da Michele Puccini, padre del più illustre tra i lucchesi, il compositore Giacomo.
La Casa natale di Puccini
Giacomo Puccini nacque in un appartamento nel centro storico di Lucca, in piazza della Cittadella, oggi museo dedicato al musicista. La casa, quella di una famiglia agiata dell'Ottocento, conserva una parte dell'arredo originale e diversi cimeli del grande musicista, tra cui un pianoforte Steinway & Sons, acquistato nel 1901 e con il quale Puccini compose la sua ultima opera lirica, la Turandot. Sappiamo che l'appartamento era particolarmente caro a Puccini: per quanto vivesse già da tempo nella sua villa di Torre del Lago, volle riacquistarlo dopo che la famiglia lo aveva venduto.
Il palazzo-museo delle sete lucchesi
Lucca deve parte della sua ricchezza al commercio della seta di cui la città è stata un importante centro manifatturiero sin dal Medioevo. La via del Fosso altro non era che un'infilata di laboratori che sfruttavano l'energia dell'acqua che vi scorreva per azionare i telai.
Per conoscere la Lucca dei mercanti della seta si può visitare il museo di Palazzo Mansi, una dimora nobiliare che al piano nobile conserva importanti arredi del Settecento, come la sontuosa alcova degli sposi, ricoperta da drappi di preziose sete ricamate lucchesi, oltre a una collezione di abiti e accessori, tra cui due preziosi abiti con mantello della corte napoleonica a Lucca.
Negli ambienti dove si trovavano le cucine del palazzo è allestito il Laboratorio di tessitura Maria Niemack, che espone telai e strumenti otto-novecenteschi. Il museo di Palazzo Mansi ospita anche un'importante Pinacoteca con un centinaio di opere di grandi maestri della pittura italiana, dal Tintoretto al Beccafumi, fino al Pontormo, insieme con pittori lucchesi dell'Ottocento e del Novecento.
I tesori della città di Lucca
Il museo nazionale di Villa Guinigi è una raccolta di opere d'arte che narrano la storia della città di Lucca, delle sue facoltose famiglie e del suo territorio. La Villa era la residenza di campagna di Paolo Guinigi, signore di Lucca dal 1400 al 1430, che la volle fuori dalle antiche mura del Duecento, con il portico a loggia, sul modello delle ville patrizie venete. Le sue collezioni spaziano dai reperti etruschi dell'ottavo secolo prima di Cristo, rinvenuti durante scavi archeologici effettuati a Lucca, alle statue medievali provenienti da chiese e conventi soppressi, fino ad opere del periodo neoclassico presenti in varie collezioni pubbliche e private.
Il giro delle mura-giardino del Cinquecento
Limitarsi a chiamarle mura sarebbe davvero riduttivo, perché sono anche giardini e viali sopraelevati dove camminare e andare in bicicletta, uno dei monumenti più importanti della Toscana, elemento identitario e simbolo della città, lì da più di 500 anni a proteggerla.
Costruite tra il 1513 e il 1645, sono lunghe 4 chilometri per 12 metri di altezza e 30 metri di larghezza. Hanno dimensioni ciclopiche, eppure appaiono discrete, parte integrante del tessuto urbano, una tangenziale ante-litteram ad uso esclusivo delle persone, un invito a passeggiare sotto tigli, ippocastani, faggi, querce e magnolie. Si possono visitare come un museo a cielo aperto dell'architettura difensiva dell'età moderna, con i possenti baluardi, gli alloggi per le cannoniere e il vezzo delle belle porte monumentali. Nei pressi di Porta Elisa il giardino delle mura sconfina nell'Orto Botanico, creato nel 1819 per volere di Maria Luisa di Borbone.
La piazza dell'Anfiteatro
La piazza dell'Anfiteatro di Lucca è la piazza italiana per eccellenza, una delle più fotografate al mondo. Di forma ellittica, la sua pianta è stata ricalcata sulla pianta dell'anfiteatro romano del secondo secolo dopo Cristo dall'architetto Lorenzo Nottolini. Sprovvista di grandi vie di accesso, l'ingresso nella piazza da 4 portoni garantisce l'effetto sorpresa a chi vi si affaccia per la prima volta. Oggi è uno dei luoghi di ritrovo più frequentati dei lucchesi.
Cosa mangiare
La città di Lucca possiede una tradizione culinaria molto antica legata alla vita contadina e ai prodotti del territorio. La cucina lucchese è caratterizzata da piatti semplici ma ricchi di sapore, preparati secondo ricette tramandate nel tempo. Tra le specialità più rappresentative si trovano primi piatti, zuppe, secondi di carne e dolci tradizionali.
I tordelli lucchesi sono considerati il piatto più rappresentativo della cucina di Lucca. Si tratta di una pasta fresca ripiena dalla forma caratteristica, leggermente arrotondata e più grande rispetto ai ravioli tradizionali. Questo piatto viene generalmente servito con un condimento ricco e saporito. È molto diffuso nelle trattorie locali e viene preparato soprattutto durante le feste e le occasioni conviviali.
La zuppa di farro è uno dei piatti più antichi della tradizione toscana. È una pietanza calda e sostanziosa che rappresenta bene la cucina contadina del territorio lucchese. Questo piatto è molto apprezzato soprattutto nei mesi più freddi e si distingue per il suo sapore rustico e genuino.
La garmugia è una minestra tipica della tradizione lucchese che viene preparata principalmente durante la primavera. È considerata una ricetta legata alla stagionalità dei prodotti del territorio e rappresenta un esempio della cucina locale basata sulla freschezza e sulla semplicità delle preparazioni.
Le rovelline lucchesi sono un secondo piatto molto diffuso nella tradizione gastronomica della città. È una preparazione semplice ma dal gusto intenso, tipica della cucina familiare toscana. Ancora oggi è possibile trovarla nei ristoranti tradizionali e nelle trattorie del centro storico.
Il buccellato lucchese è il dolce più famoso della città. È una specialità molto diffusa nelle panetterie e nelle pasticcerie locali e rappresenta un vero simbolo della tradizione gastronomica lucchese. Viene spesso consumato a colazione o a merenda ed è molto apprezzato sia dai residenti sia dai visitatori.



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