Logo dell'UIC Logo TUV

Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ETS - APS

 

Corriere dei Ciechi

torna alla visualizzazione del numero 3 del Corriere dei Ciechi

Numero 3 del 2026

Titolo: ATTUALITÀ- Tommaso Daniele: ventotto anni alla guida dell'Unione tra rinnovamento e diritti

Autore: Vincenzo Massa


Articolo:
Viaggio nelle parole per ricordare il presidente Tommaso Daniele

Il percorso associativo del prof. Tommaso Daniele inizia dopo l'esperienza di docente di storia e filosofia. Dalla presidenza della sezione territoriale UICI di Caserta passa alla guida regionale, poi al ruolo di segretario generale, fino all'elezione a quinto Presidente Nazionale dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti.
Il 12 gennaio 1986 pronuncia le sue prime parole da presidente nazionale: "Non considero questo momento celebrativo ma si tratta solo di un'assunzione di responsabilità, ringrazio per la fiducia accordata e assicuro il massimo impegno per meritarla. Sedere al posto di Nicolodi, Bentivoglio, Fucà è un onore che commuove e colpisce chiunque abbia sensibilità, fa sentire piccoli ma dà anche la forza per affrontare i gravi problemi sul tappeto riguardanti i ciechi italiani. È incitamento e stimolo a moltiplicare le proprie energie nella convinzione di servire una giusta causa".
Sono anni difficili, segnati da profonde trasformazioni economiche e sociali. L'associazione resta unita anche nei momenti più complessi, come l'occupazione della Sala Gialla del Senato per evitare tagli ai finanziamenti.
Nel 1988 il presidente richiama l'Unione alla necessità del rinnovamento: "Viviamo nella civiltà delle immagini nella quale è la visione a guidare l'azione, nell'era dell'elettronica, della telematica, delle telecomunicazioni e tutto questo rischia di emarginarci, di rinchiuderci ancora una volta nel ghetto. L'unica condizione per uscirne è il rinnovamento delle idee e delle persone, dobbiamo attrezzare una nave capace di navigare in mare aperto, anche tempestoso, senza perdere la rotta. Per questo sforzo costruttivo abbiamo bisogno dell'impegno di tutti...".
In quello stesso periodo, grazie a un quadro politico più stabile, l'UIC ottiene importanti risultati: l'indennità di accompagnamento, norme sulle barriere architettoniche, l'accesso dei cani guida nei locali pubblici, il contributo statale, la precedenza nei trasferimenti per personale direttivo e docente, il corso per istruttori di mobilità e orientamento, la ricerca sull'ipovisione e il sondaggio Doxa.
Alle soglie degli anni Novanta, Daniele individua le nuove sfide: maggiore tutela per ciechi pluriminorati e anziani, piena parità per le donne non vedenti, una collocazione chiara per gli ipovedenti, più spazio ai giovani. Da qui l'invito a rinnovare profondamente la dirigenza e a coinvolgere stabilmente tutte le componenti associative.
Il 22 febbraio 1991 nasce l'I.Ri.Fo.R. (Istituto per la ricerca, la formazione e la riabilitazione), riconosciuto con legge il 23 settembre 1993, con particolare attenzione alle tecnologie innovative e alle nuove opportunità lavorative.
L'11 marzo 1992 viene costituita l'U.N.I.Vo.C., per favorire lo scambio solidale tra non vedenti e volontari.
Nel 1996 viene attivato il sito internet dell'UIC. Il presidente saluta così l'iniziativa, che definisce rivoluzionaria per la vita dei ciechi italiani, sottolineando il valore della rete come strumento capace di collegare centro e periferia. Inizia così il cammino verso il terzo millennio, tra innovazione tecnologica e nuove sfide globali.
Negli anni successivi l'Unione affronta trasformazioni epocali: l'avvento dell'euro, le crisi economiche e finanziarie, il terrorismo internazionale, la rivoluzione digitale. Intanto prosegue il lavoro legislativo, che porterà all'approvazione di circa cento leggi a tutela delle persone con disabilità visiva e all'integrazione piena degli ipovedenti anche nell'identità associativa.
Nel 2004 grande visibilità viene data alla celebrazione del cinquantesimo anniversario della "Marcia del dolore", con un'ampia partecipazione alla trasmissione televisiva "Domenica In", che riporta all'attenzione pubblica quelle immagini e quella memoria storica.
Nel 2006 Daniele richiama ancora una volta la dirigenza all'impegno, descrivendo una società segnata dalla debolezza della politica, dal predominio dell'economia, dal relativismo morale, dalla "civiltà delle immagini" e da uno sviluppo tecnologico spesso non accessibile alle persone con disabilità.
Il 1° agosto 2007 arriva un importante riconoscimento: con la legge 126 il Parlamento istituisce la Giornata Nazionale del Braille, da celebrarsi ogni anno il 21 febbraio.
Il 2013 rappresenta un anno difficile per l'Unione, colpita da una campagna mediatica sui falsi ciechi. Il 16 novembre il presidente Daniele è colpito da un grave malore che lo costringerà, all'inizio del 2014, a lasciare la guida dell'associazione. Il suo successore, Mario Barbuto, ne ricorderà la figura sottolineando quanto sia impossibile sostituire un timoniere di tale statura: "Il 16 novembre, nel pieno del proprio impegno associativo, il nostro presidente Tommaso Daniele ha dovuto sopportare l'offesa di quel malessere che nei mesi successivi lo ha sottratto definitivamente alla guida della nostra Unione. La sorte ha voluto infliggere a Tommaso un colpo tremendo e a noi tutti una punizione tanto dolorosa quanto inattesa. Le conseguenze sul piano associativo si sono avvertite immediatamente e credo che continueranno ad avvertirsi ancora per anni. Un timoniere di quella portata non si sostituisce. Non si rimpiazza. Semplicemente ti manca... E basta! E tu puoi soltanto fare di tutto per proseguire la navigazione nel modo meno accidentato possibile".
Ventotto anni di presidenza non possono essere racchiusi in poche righe. Restano le grandi iniziative culturali come il Premio Braille, le attività sportive e sociali, l'impegno costante per le pari opportunità e per dare autorevolezza e visibilità alle persone con disabilità visiva in un mondo in rapido cambiamento.
A lui vanno gratitudine e riconoscimento per quanto ha fatto e per come ha guidato l'Unione attraverso trasformazioni profonde, senza perdere la rotta.
Ora è il momento di salutare.
Grazie Presidente, e buon viaggio.



Torna alla pagina iniziale della consultazione delle riviste

Oppure effettua una ricerca per:


Scelta Rapida