Numero 5 del 2026
Titolo: ATTUALITÀ- Lavoro dignitoso e disabilità
Autore: Maurizio Landini - Segretario Generale CGIL
Articolo:
Le sfide per un'inclusione reale secondo Maurizio Landini e la CGIL
Quest'anno, al centro della Festa dei Lavoratori, si impone con forza il tema del "lavoro dignitoso". In una fase in cui il lavoro precario, sottopagato e insicuro rischia di radicarsi nel tessuto sociale, la CGIL ribadisce l'urgenza di rimettere al centro il valore del lavoro: un principio ancora più decisivo per le persone con disabilità, per le quali l'accesso a un'occupazione rappresenta una condizione essenziale per una piena e reale inclusione.
La XII Relazione sullo stato di attuazione della Legge 12 marzo 1999, n. 68, recentemente pubblicata, restituisce un quadro poco incoraggiante. Il documento analizza i principali dati relativi al collocamento mirato in Italia nel biennio 2022-2023, un periodo particolarmente significativo nel percorso di uscita dall'emergenza pandemica, che ha lasciato profonde criticità economiche, sociali e occupazionali.
In primo luogo, si registra una crescita complessiva delle iscrizioni al collocamento obbligatorio, passate da 851.635 nel 2022 a 880.997 nel 2023, con una presenza femminile stabile attorno al 44%. La concentrazione maggiore si rileva nel Mezzogiorno e nelle Isole, con oltre 448 mila iscritti nel 2023, seguite dal Centro Italia, a conferma di una distribuzione geografica fortemente squilibrata.
Purtroppo, si rafforza la tendenza al ricorso a contratti a tempo determinato, in aumento sia in valore assoluto (+3.369) sia in incidenza (dal 56,3% al 58,2%).
Dall'analisi complessiva emerge chiaramente come l'aumento delle iscrizioni non sia accompagnato da una crescita proporzionale degli avviamenti e delle assunzioni. Si registra, inoltre, un netto calo degli avviamenti nel settore pubblico, pari al 30%. Nonostante detenga una quota rilevante delle riserve, il comparto pubblico continua a mostrare ritardi significativi nell'adempimento degli obblighi di legge.
La crescita delle assunzioni appare in parte legata alla ripresa economica post-pandemica, ma resta evidente una tendenza da parte delle aziende a preferire il pagamento delle sanzioni piuttosto che l'assunzione. Quando si procede all'inserimento, prevalgono contratti a termine e il ricorso alle convenzioni.
Il tema dell'inserimento lavorativo delle persone con disabilità nel nostro Paese resta, dunque, una questione centrale e irrisolta. Appaiono necessari interventi strutturali sui centri per l'impiego, insieme a un'azione più incisiva per favorire l'inserimento delle persone con disabilità più complesse. Inoltre, abbiamo necessità di un cambio culturale, di non relegare le persone con disabilità solamente ad alcune professioni, come troppo spesso succede ai ciechi e agli ipovedenti, e di una attenzione maggiore riguardo all'uso dell'intelligenza artificiale nel mondo del lavoro, con un coinvolgimento delle parti sociale e di tutti gli attori coinvolti in questo importante processo di transizione produttiva e organizzativa.
Non meno preoccupanti risultano gli effetti degli ultimi interventi legislativi. In particolare, l'articolo 14-bis della Legge n. 198/25 introduce un significativo ampliamento delle modalità di ottemperanza alla quota di riserva attraverso le convenzioni ex art. 12-bis della Legge 68/99, estendendo la platea dei destinatari delle commesse e prevedendo il ricorso al distacco dei lavoratori con disabilità. Tali misure rischiano di accentuare la deresponsabilizzazione delle imprese, con il pericolo di rafforzare dinamiche di segregazione e marginalizzazione, soprattutto per le persone con maggiori fragilità.
Inoltre, l'istituto dell'accomodamento ragionevole è uno strumento ancora poco utilizzato, ma oggi imprescindibile per la piena inclusione lavorativa. Questo è uno strumento prezioso per favorire l'inclusione lavorativa e sociale, rendendo possibile a un lavoratore con disabilità di superare lo svantaggio derivante dal suo stato di salute e avere l'opportunità di svolgere l'attività lavorativa in condizioni di uguaglianza con gli altri lavoratori, secondo i principi della Convenzione ONU. Tuttavia, la disciplina presenta alcuni limiti significativi, soprattutto sulla clausola del "costo non sproporzionato". Attraverso gli accomodamenti ragionevoli i lavoratori hanno uno strumento maggiore per entrare nel mercato del lavoro libero, e soprattutto, per mantenere il proprio posto di lavoro ed essere valorizzati nell'attività professionale e nella carriera. Questo è diventato, negli anni, uno strumento molto utile anche per i sindacati, sia in sede di contrattazione che di vertenzialità, per difendere e sostenere le persone con disabilità e le loro famiglie.
Giova ribadire quanto sia fondamentale una definizione dello strumento che arrivi a comprendere non solamente l'abbattimento di barriere architettoniche e sensoriali e l'adeguamento delle postazioni di lavoro, ma anche la formazione e le modifiche orarie e organizzative. In questi anni, la giurisprudenza italiana ed europea ha contribuito a colmare alcune lacune.
In aggiunta a quanto detto, permangono, inoltre, ancora molte criticità nell'attuazione della cosiddetta Riforma della disabilità, che in diversi passaggi non risulta ancora armonizzata con il sistema del collocamento obbligatorio. Ne deriva una difficoltà concreta nella realizzazione del progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato previsto dal D.lgs. 62/2024, la cui sperimentazione nei territori sta evidenziando numerose problematiche, a partire dalla valutazione di base.
Si tratta di una situazione che la CGIL denuncia da tempo. Pur condividendo l'impianto della riforma, capace potenzialmente di migliorare in modo significativo la qualità della vita delle persone con disabilità e delle loro famiglie, l'applicazione concreta sta generando ulteriori ostacoli. Un coinvolgimento strutturato delle parti sociali, sia nella fase preparatoria della disciplina che in quella gestoria dei procedimenti, sarebbe stato ed è tuttora necessario per garantire un'efficace implementazione.
Non sarà possibile realizzare un autentico progetto di vita senza affrontare e risolvere criticità strutturali che si trascinano da anni: dal lavoro alla scuola, fino alla formazione, per arrivare alle politiche sociali in generale. Solo attraverso un intervento organico su questi ambiti sarà possibile costruire un modello di inclusione realmente equo e sostenibile.
Sul versante dell'inclusione scolastica, si richiede da tempo la stabilizzazione degli insegnanti di sostegno, insieme a una formazione adeguata e di qualità, al fine di garantire una reale e continuativa efficacia didattica. In un'ottica di integrazione funzionale all'interno dell'équipe educativa e multidisciplinare, è inoltre necessaria una maggiore attenzione alla figura dell'assistente all'autonomia e alla comunicazione.
Secondo i dati ISTAT relativi all'anno scolastico 2023/2024, si registra un incremento significativo del numero di studenti con disabilità iscritti nelle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, pari a circa 359.000 unità. Si stimano in poco meno di 80.000 gli assistenti all'autonomia e alla comunicazione impegnati nel supporto alle attività scolastiche, mentre oltre 15.000 studenti necessiterebbero di tale figura professionale senza poterne attualmente beneficiare.
Considerato che il servizio è erogato dagli enti territoriali, la sua diffusione risulta strettamente correlata alla capacità di spesa sociale dei Comuni, determinando una distribuzione disomogenea sul territorio nazionale e incidendo negativamente sull'uniformità dei livelli essenziali delle prestazioni. In questo contesto, la CGIL sollecita la stabilizzazione e l'internalizzazione di questa figura professionale, al fine di superare le criticità evidenziate.
Solo attraverso un intervento organico, sostenuto da un adeguato investimento finanziario strutturale, sarà possibile garantire dignità professionale agli assistenti all'autonomia e alla comunicazione e, soprattutto, rafforzare concretamente il diritto all'inclusione scolastica delle studentesse e degli studenti con disabilità.
In conclusione, le criticità restano numerose, ma è indispensabile un impegno concreto per realizzare il progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato delle persone con disabilità. Per raggiungere questo obiettivo sono necessarie volontà politica, risorse adeguate e una collaborazione costante tra istituzioni, enti del terzo settore e parti sociali.
Anche quest'anno auguro un buon Primo Maggio a tutte e tutti le iscritte e gli iscritti alla UICI, a tutte le lavoratrici e i lavoratori, ricordando che la CGIL è, e sarà sempre, al fianco di chi ne ha bisogno e soprattutto delle persone più fragili.