Numero 5 del 2026
Titolo: ATTUALITÀ- Il lavoro al centro nelle sfide globali del presente
Autore: Daniela Fumarola - Segretaria Generale CISL
Articolo:
Tra crisi internazionali, transizioni e diritti, il valore della partecipazione come chiave per dignità, equità e sviluppo sostenibile
È con vero piacere che torno a condividere con voi alcune riflessioni inerenti una Festa che mantiene viva forza e attualità come quella del 1° Maggio.
È quella di quest’anno una ricorrenza offuscata dalle tensioni internazionali in costante aumento.
Alle azioni deplorevoli e insensate dei tanti autocrati che fanno spregio di democrazia e diritti e con la forza provano a perpetuare il potere, alimentando persecuzioni e guerre, che insanguinano più di 60 Stati nel mondo, si stanno affiancando le gesta di egolatri, che in contesti nominalmente democratici, impongono modelli di leadership, di stampo populista e neo-imperialista, ciniche e spregiudicate.
A tutte le popolazioni vittime di queste barbarie le piazze del 1° Maggio porteranno la loro solidarietà, ricordando che la violenza dell’uomo sull’uomo non è strumento giustificato da alcuna causa.
Per i nuovi fronti bellici aperti in Medio Oriente incombono nubi minacciose sulla nostra economia e le nostre abitudini di vita.
Il razionamento energetico torna, come nel 2022, a profilarsi come una necessità.
Stagnazione economica e inflazione riaffiorano all’orizzonte come fenomeni che mettono in tensione i bilanci delle famiglie e la vita delle persone.
L’Unione europea torna ad interrogarsi su come gestire questi processi, scontando un evidente ritardo sui propositi di recuperare un ruolo decisivo nello scenario internazionale e di arrivare celermente ad una condizione di equilibrato, autonomo, approvvigionamento energetico.
Nel contempo continuano ad esercitare pressioni rilevanti sui nostri destini di lavoratrici/lavoratori e di cittadine e cittadini le potenti transizioni (demografica, ambientale, digitale) che accompagnano questo avvio di secolo.
È per questo che per noi oggi è importante trovarci a riaffermare il valore del lavoro e della partecipazione come fattori fondamentali per garantire dignità alle persone e assicurare benessere alle nostre comunità.
Bisogna unire le forze. Attraverso un confronto aperto, serio e responsabile Governo, Istituzioni locali e parti sociali debbono puntare, come è avvenuto in tanti altri momenti delicati per il nostro Paese, a siglare un Patto che scongiuri per persone, famiglie e imprese un pericoloso aggravamento delle condizioni e renda sempre più concreti gli obiettivi di uno sviluppo sostenibile capace di tenere assieme crescita economica, coesione sociale, salvaguardia ambientale, dando continuità ad alcuni percorsi avviati con il PNRR.
Dobbiamo anche in Italia, come nel resto del mondo, interrogarci su come in fasi così concitate, si metta l’innovazione tecnologica, a cominciare da quella oggi più potente che è quella digitale, al servizio delle persone e non diventi mai elemento di sfruttamento e compressione dei diritti delle persone.
Al Governo innanzitutto chiediamo di rendere oggetto di confronto:
- forme di ammodernamento di tutti i settori produttivi, legando innovazione tecnologica, salvaguardia occupazionale, riconversione professionale e formazione delle persone, gestendo con maggiore equilibrio e lungimiranza transizioni dirompenti come, ad esempio, quelle dell’automotive;
- puntare convintamente ad affermare un lavoro di qualità, nell’assoluto rispetto della legalità, lontano da ogni forma di sfruttamento, adeguatamente retribuito, svolto in piena sicurezza (contrastando la piaga degli infortuni e delle malattie professionali), capace di valorizzare la chiave partecipativa in ogni contesto lavorativo;
- interventi per coinvolgere di più i giovani e le donne nel mercato del lavoro: per i giovani affrontando più convintamente il fenomeno dei Neet e collegando meglio le opportunità di lavoro ai percorsi di formazione; per l’occupazione femminile contrastando la diffusione del part-time involontario, riducendo i divari retributivi rispetto agli uomini e nella logica di affermare una reale parità di genere, trovando nuove forme di conciliazione vita-lavoro, basate su una più equilibrata condivisione delle responsabilità familiari.
Il lavoro di qualità deve essere affermato attraverso la valorizzazione della contrattazione nazionale e decentrata. Il regolare rinnovo dei contratti nazionali è l’architrave per assicurare la tenuta del potere d’acquisto delle retribuzioni e i diritti essenziali; la contrattazione di secondo livello deve essere estesa a tutte le realtà per distribuire a vantaggio di lavoratrici e lavoratori, quella produttività che ha bisogno di essere potentemente rilanciata nel nostro Paese.
Serve un Patto che renda più equo il fisco, più equilibrato un sistema previdenziale che alla tutela dei trattamenti pensionistici in essere leghi quella da assicurare, in prospettiva, ai giovani di oggi alle prese con carriere discontinue.
Serve un Patto che aggiorni il quadro degli investimenti infrastrutturali materiali ed immateriali, per superare divari territoriali tra Regioni e anche all’interno di esse, pregiudicando i propositi di coesione. Per questo diventa importante allargare i perimetri della contrattazione sociale con Regioni, Comuni, ATS.
Scuola, sanità, assistenza sociale: il potenziamento delle reti di welfare nel loro complesso è fondamentale, come anche il rafforzamento delle politiche abitative. I progetti di mobilità sostenibile debbono essere altri obiettivi su cui concentrare gli sforzi, insieme a politiche d’inclusione che permettano un migliore inserimento dei disabili nel mondo del lavoro e sostengano i loro progetti di vita e favoriscano l’integrazione degli immigrati nelle varie comunità territoriali.
In parallelo all’azione esercitata per monitorare l’attuazione della Riforma ex- L.227/21 come Cisl ci siamo impegnati anche nell’ultimo anno per:
- Qualificare con l'aumento degli organici e degli strumenti a disposizione il lavoro dei servizi di collocamento mirato per l’accesso e il ritorno al lavoro, potenziando anche la diffusione dei Patti di servizio personalizzati.
- Promuovere partnership con il partenariato socio-economico regionale o territoriale, per promuovere reti di inclusioni rafforzate con la cooperazione sociale per le persone con disabilità con situazioni socio-occupazionali complesse e progetti innovativi.
- Promuovere una quota consistente di inserimenti di persone con disabilità nel contesto aziendale delle imprese soggette agli obblighi.
- Supportare le piccole imprese che assumono lavoratori con disabilità pur non essendo soggette agli obblighi delle quote.
- Realizzare progetti specifici rivolti all’accompagnamento delle aree geografiche più in difficoltà, come il Meridione.
- Monitorare la piena attuazione degli obblighi assunzionali nel comparto pubblico.
- Incrementare e stabilizzare il Fondo Nazionale che incentiva le assunzioni stabili di lavoratori con disabilità con medio/alta necessità di sostegni.
- Incentivare la formazione congiunta degli attori aziendali (manager, medici del lavoro, rspp, rappresentanti sindacali) per la promozione di workplaces sempre più inclusivi.
- Definire incentivi stabili nel tempo e certi per l’applicazione di accomodamenti ragionevoli nel lavoro, definiti attraverso procedure codificate dalla contrattazione collettiva.
- Promuovere la contrattazione collettiva che innova nel campo dei lavoratori con disabilità e caregiver.
Tornando alle reti di welfare, non possiamo trascurare i propositi di come migliorare le reti della conoscenza, di come curare meglio cittadine e cittadini, attraverso un maggiore raccordo tra assistenza territoriale e ospedaliera, di come sostenere le necessità dei milioni di non autosufficienti e di nuovi poveri, presenti in ogni area geografica nel nostro Paese.
Aneliti di pace per garantire la dignità umana in ogni parte del mondo; innovazione, investimenti, formazione, tutela dei deboli e contrattazione sono le leve su cui convintamente puntare.
È quello di oggi il tempo della responsabilità, per restituire fiducia e senso del futuro al Paese.
Insieme, unendo forze e volontà. Questi sono i propositi che sentiamo di condividere convintamente anche con la vostra realtà.