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Corriere dei Ciechi

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Numero 5 del 2026

Titolo: SPORT, TURISMO E TEMPO LIBERO- La foresta di simboli dei Giardini Vaticani

Autore: Alessio Tommasoli


Articolo:
Un viaggio tra natura, arte e spiritualità nel cuore nascosto del Vaticano

Finisce e inizia tutto qui, di fronte alla Fontana della Zitella, quest’antichissima donna, forse una ninfa, che trattiene il velo sulla testa mentre un’acqua fresca sgorga ai suoi piedi, dissetando una sete che non sapevamo di avere prima di arrivare alla fine di una lunga passeggiata in un luogo dove natura, Storia e arte convivono, lasciando una profonda sensazione di armonia. Proprio quella che dovrebbe avere il mondo - o il Creato - se la religione riuscisse pienamente a unire ideale e materiale, fede e ragione, divino e umano.
Qui, davanti a questa figura solitaria scolpita nel marmo, l’armonia emerge all’improvviso, come se la freschezza dell’acqua risvegliasse i sensi, permettendoci di intuire le corrispondenze tra i simboli incontrati lungo il percorso nei Giardini Vaticani.
"Lì dentro c’è il rumore della meraviglia, qui fuori il suono silenzioso della pace", dice Isabella Salandri, indicando i Musei Vaticani affollati da migliaia di visitatori. Dalla balconata sopra il Giardino quadrato, un prato all’inglese, si percepisce la distanza tra il frastuono interno e la quiete dei giardini, tra l’odore dei turisti e il profumo della primavera.
Un tempo chiamato Giardino Segreto, era attraversato da tunnel vegetali dove il Papa passeggiava al riparo dal caldo. Lo stesso scopo aveva la Casina di Pio IV, davanti alla quale giungiamo: una residenza estiva che evitava al pontefice di rifugiarsi a Castel Gandolfo. Il complesso, progettato da Pirro Ligorio, è dominato dall’acqua: fontane, mosaici di sassolini di fiume e un microclima perfetto in cui ogni dettaglio richiama questo elemento. Isabella accompagna il percorso con un fascicolo tattile, aprendo ogni volta le tavole per far percepire forme e disegni.
Il cammino è sorprendentemente intimo: pochi visitatori a piedi, mentre la maggior parte si muove su piccoli bus elettrici senza possibilità di scendere. La quiete è scandita dal canto degli uccelli, dal vento tra le foglie e dallo scorrere continuo dell’acqua.
"Novantanove più una", ricorda Isabella davanti alla fontana dell’Aquilone, voluta da Paolo V, detto "fontefice". Dietro di essa indica la residenza scelta da Benedetto XVI per i suoi anni da Papa emerito, in una posizione simbolica tra scienza e acqua, mentre la fontana simula una grotta naturale.
I Giardini, luogo privato del pontefice, si aprono solo al mattino: dopo le 13 "scatta il coprifuoco". Entrando nel bosco mediterraneo, capitelli, statue e sarcofagi emergono tra la vegetazione in perfetta simbiosi.
In uno spiazzo dominato dalla Madonna della Guardia, Isabella racconta di Giovanni Paolo II che scelse una panca ricavata da un tronco, creata dal giardiniere Augusto Minosse. Disobbedendo agli ordini di sradicare un albero malato, lo trasformò in seduta e fu rimproverato, finché il Papa non la scelse tra tutte, dando inizio alla sua leggenda.
Lo stesso Minosse salvò numerose palme dal punteruolo rosso, estraendo manualmente gli insetti. Il racconto avviene sotto la torre di Radio Vaticana, uno dei pochi punti in cui si percepisce la vicinanza con la Roma caotica oltre le mura, mentre qui dominano profumi e suoni naturali.
Una porta con un bassorilievo di Renata Minuto, raffigurante una Madonna sorridente, introduce un percorso di simboli biblici: piante delle Scritture, dal lauro all’acacia, dal melograno all’aloe, fino al cedro del Libano. Costeggiando le mura leonine del IX secolo, una vite americana si intreccia alla struttura fino a condurre alla grotta di Lourdes, che custodisce l’altare originale del santuario francese.
Isabella mostra poi lecci e ulivi: questi ultimi simbolo noto, mentre il leccio, secondo la tradizione, non indurì il proprio legno per la croce di Cristo. Oltre la Torre di San Giovanni, cara a Giovanni XXIII, la natura lascia spazio all’arte contemporanea: opere donate o commissionate, come quella voluta da papa Francesco all’artista argentino Alejandro Marmo, impegnato a dare voce agli esclusi e agli emarginati.
Scendendo tra palme e rincospermi, si apre una terrazza su Roma con vista sulla cupola di San Pietro e il Governatorato. Isabella racconta di papa Francesco che si presentò senza preavviso alla mensa dei giardinieri, desiderando solo mangiare con loro un panino con la porchetta, rifiutando un banchetto preparato in suo onore.
Il suono dell’acqua riporta alla Fontana della Zitella, chiudendo il percorso. Il nome, pare, nasce da un giardiniere che la trovava sempre sola. L’acqua, proveniente dall’acquedotto di Traiano, completa il simbolismo di questo luogo, dove ogni elemento contribuisce a una trama di significati e corrispondenze.
"Quell’ulivo laggiù è stato donato da Netanyahu", osserva Isabella. "Il simbolo della pace… abbastanza incongruente, non credi?". Forse no, non qui.
"La Natura è un tempio", scriveva Baudelaire, "dove l’uomo attraversa foreste di simboli che lo osservano". È proprio ciò che si prova nei Giardini Vaticani, nascosti dietro mura altissime mentre il mondo esterno sembra ignorarne il significato.



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