Numero 5 del 2026
Titolo: MONDO DIGITALE- Accessibilità: inclusione nella società digitale
Autore: Barbara Leporini
Articolo:
In un mondo sempre più complesso e digitale, poter comunicare, accedere ai servizi e svolgere proficuamente tutte le normali attività quotidiane rappresenta una componente fondamentale della vita di ciascuno di noi. Strumenti e servizi digitali sono sempre più presenti nella scuola, nella pubblica amministrazione, nella sanità, nelle banche e nel commercio. Ormai poter prenotare una visita medica, gestire le presenze o i voti assegnati in aula, ottenere un certificato o comprare un biglietto del treno richiede un dispositivo in grado di accedere a pagine web o applicazioni software. Tutto ormai sembra a portata di click, ma per molte persone, purtroppo, non è sempre così semplice, per i più svariati motivi e limitazioni. Per molti i sistemi non sono chiari, usabili e facili da comprendere, ma per altri interagire non è proprio possibile, perché nonostante le numerose tecnologie assistive presenti sul mercato da anni, le interfacce utente sono impossibili da usare perché mal progettate. Infatti, le tecnologie ci offrono oggi molte opportunità, ma se non sono ben progettate, le persone che interagiscono con uno screen reader o un software ingrandente continuano a incontrare non poche difficoltà.
L'accessibilità digitale esprime l'importante principio di rendere un prodotto realmente fruibile da chiunque, indipendentemente dalle proprie abilità, dispositivi o contesto d'uso. Il concetto è ormai così diffuso e sentito che non si tratta più di un argomento riservato a pochi, o a esperti, bensì l'accessibilità digitale coinvolge ormai tutti, indipendentemente dall'età, dalle capacità o dal ruolo sociale. Costruire soluzioni accessibili richiede attenzione, conoscenza ed esperienza, ma è l'unico modo per garantire che il prodotto sia compatibile con le tecnologie assistive e utilizzabile da chiunque.
L'accessibilità digitale non riguarda un singolo ambito, ma attraversa l'intero ecosistema tecnologico in cui viviamo: non si limita ai siti web, che pure restano un elemento centrale, né alle applicazioni mobili, sempre più utilizzate per accedere a servizi di uso quotidiano, bensì coinvolge anche il software professionale e le piattaforme di lavoro, oggi indispensabili in molti contesti occupazionali, quali ambienti di sviluppo, strumenti di collaborazione, sistemi gestionali. Se questi strumenti non sono accessibili, il rischio è quello di escludere le persone non vedenti o ipovedenti anche da interi settori lavorativi.
A partire dal 28 giugno 2025, con l'entrata in applicazione dell'European Accessibility Act, l'accessibilità non sarà più limitata principalmente alla pubblica amministrazione, ma diventerà un obbligo esteso anche al settore privato: servizi come l'e-commerce, le applicazioni bancarie, i sistemi di pagamento, i trasporti digitali, gli ebook e persino dispositivi come sportelli bancomat, biglietterie automatiche o smartphone dovranno essere progettati per essere utilizzabili anche da persone con disabilità. Come già emerso in numerosi casi, l'accessibilità migliora l'esperienza d'uso per tutti, non solo per le persone con disabilità. Si pensi, ad esempio, all'interazione vocale, all'uso dei sottotitoli o alle interfacce semplici e intuitive: soluzioni nate per rispondere a esigenze specifiche, ma che si rivelano utili in molti altri contesti. Facilitano, ad esempio, le persone anziane, gli utenti stranieri o chi si trova in situazioni particolari, come in ambienti rumorosi o mentre si svolgono altre attività. La possibilità di fruire dei contenuti attraverso modalità diverse, cioè multimodali, amplia le opportunità di accesso e rende più agevole lo svolgimento di molte attività quotidiane per tutti. Investire perciò nell'accessibilità significa in concreto investire per una società più inclusiva. È quindi fondamentale prevedere i principi dell'accessibilità in tutto il ciclo di sviluppo, dalla progettazione ai test con gli utenti. Progettisti e sviluppatori devono comprendere come l'accessibilità by design prevista fin dalle prime fasi della progettazione non è altro che imparare una buona metodologia di lavoro, applicando buoni principi di lavoro a costo zero, ottenendo così prodotti quanto più accessibili per tutti.
In questo panorama di principi di accessibilità per una buona progettazione e sviluppo, diventa sempre più cruciale sensibilizzare su tematiche tanto importanti quanto necessarie. È anche per questo che ogni anno, nel mese di maggio, in occasione del Global Accessibility Awareness Day, che rappresenta un momento di sensibilizzazione a livello internazionale, vengono organizzati numerosi eventi anche a livello nazionale e locale, come gli Accessibility Days in Italia. Si tratta di iniziative fondamentali per la diffusione della cultura dell'accessibilità, perché favoriscono il confronto tra le diverse comunità di sviluppatori, aziende e persone con disabilità, contribuendo alla condivisione di competenze, esperienze e buone pratiche.
Tuttavia, molti prodotti dichiarati accessibili non lo sono a tutti gli effetti, specialmente quando si usano tecnologie assistive come screen reader o software di ingrandimento. Questo rischia di non produrre soluzioni effettivamente usabili, rendendo inefficace quanto previsto dai progettisti. Inoltre, va detto che molti contenuti complessi, come in ambito STEM, sono ancora molto difficili da rendere accessibili. Per questo motivo, c'è ancora molto lavoro da fare per garantire un pieno e reale accesso da parte di tutti. Ecco perché anche il ruolo delle associazioni di categoria, come l'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, ed eventi utili a favorire una sempre più ampia sensibilizzazione, continuano a essere predominanti per portare bisogni reali e utili contributi per il raggiungimento degli obiettivi di una piena accessibilità.