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Corriere dei Ciechi

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Numero 5 del 2026

Titolo: DIRITTI- Diritti delle persone con disabilità: la prima relazione del Garante al Parlamento

Autore: Vincenzo Massa


Articolo:
Oltre 1.300 segnalazioni tra barriere, esclusione e ritardi: criticità diffuse e proposte concrete per un'inclusione reale e una vita indipendente

Nelle scorse settimane è stata presentata al Parlamento la relazione dell'Autorità garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità (istituita nel 2021 e operativa dal 2023). L'Autorità Garante ha iniziato a operare dal 1° gennaio 2025 quale organo collegiale costituito da un Presidente e due componenti, nominati d'intesa dai Presidenti della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Tra i compiti principali ricordiamo: ricevere segnalazioni e reclami, promuovere l'attuazione della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, dialogare con istituzioni, enti locali e società civile.
Dalla lettura della relazione emergono molti spunti di riflessione interessanti. Entrando nel merito, sono state 1.330 le segnalazioni arrivate al Garante: un numero già elevato, considerando che l'attività è iniziata ufficialmente solo a gennaio 2025, e cresciuto nel corso dei mesi man mano che le persone hanno iniziato a conoscere l'esistenza e l'operatività dell'Autorità. Le segnalazioni giunte sono state quasi sempre di natura urgente, poiché riferite a violazioni concrete dei diritti o a situazioni problematiche già in atto, rappresentando vere e proprie disfunzioni e potenziali discriminazioni.
I temi segnalati riguardano da vicino la vita quotidiana delle persone. Si va, infatti, dalle persistenti barriere architettoniche, con edifici pubblici (uffici, scuole) non accessibili, spesso per mancata applicazione delle norme già esistenti, fino all'esclusione scolastica "di fatto", con studenti costretti a ridurre la frequenza per mancanza di supporti o con famiglie che devono supplire alle carenze del sistema. Sul lavoro emerge un collocamento mirato inefficace, con aziende che non rispettano le quote previste dalla legge o che propongono inserimenti non adeguati alle competenze.
Altra criticità è la negazione della vita indipendente, con persone costrette a entrare in strutture residenziali per mancanza di alternative o a causa di un'assistenza domiciliare insufficiente o discontinua. Questo rappresenta uno dei punti più critici rispetto alla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità. Non mancano segnalazioni di discriminazioni multiple, in cui la disabilità si intreccia con età, genere o condizioni economiche, determinando una vulnerabilità amplificata.
Nella relazione vengono inoltre evidenziati ritardi o blocchi nell'erogazione di indennità e sostegni, nonché procedure burocratiche complesse e poco trasparenti, con gravi difficoltà nel riconoscimento della condizione di disabilità.
Il documento, tuttavia, non si limita a fotografare le criticità, ma propone anche soluzioni operative. Per quanto riguarda l'accessibilità universale (non solo edilizia), il Garante ritiene necessario introdurre obblighi più stringenti per l'accessibilità digitale (Pubblica Amministrazione, siti, app), attraverso monitoraggi sistematici e sanzioni effettive, prevedendo l'accessibilità già in fase di progettazione e non come intervento successivo.
Per i servizi legati alla vita indipendente si propone un rafforzamento tramite l'estensione dei progetti personalizzati, maggiori fondi per l'assistenza personale autogestita e lo sviluppo dell'abitare inclusivo come alternativa alle strutture residenziali. In ambito scolastico si indica la necessità di una riforma del sostegno, a partire dalla stabilizzazione degli insegnanti e dalla garanzia della continuità didattica.
Un cambio di paradigma viene suggerito anche nel mondo del lavoro, affinché l'obbligo si trasformi realmente in uno strumento di inclusione sociale: tra le proposte, il rafforzamento del collocamento mirato (non solo in termini di quote), incentivi alle aziende per inserimenti di qualità e maggiori controlli sulle inadempienze.
La relazione sottolinea inoltre l'importanza di un migliore coordinamento tra le istituzioni, accompagnato da una semplificazione amministrativa.
Questo documento conferma, purtroppo, quanto l'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti denuncia da anni: la mancata e diseguale applicazione delle norme, che spesso le rende inefficaci. In altre parole, il quadro normativo è abbastanza avanzato, ma il sistema reale resta diseguale, lento e spesso inefficiente.
Condividiamo pienamente l'appello del Garante a ridurre la burocrazia e a porre maggiore attenzione alle persone. Le persone con disabilità hanno bisogno di un sostegno più adeguato, che favorisca la scelta di una vita indipendente e autonoma: solo così si potrà raggiungere una vera inclusione sociale.
Le 1.300 segnalazioni e la relazione del Garante evidenziano chiaramente quanto lavoro resti ancora da fare affinché le persone con disabilità possano accedere, con pari opportunità, alla vita reale.
BOX
Le segnalazioni si presentano all'Autorità garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità, attraverso i canali ufficiali messi a disposizione dall'ente.
In genere è possibile:
compilare un modulo online sul sito istituzionale dell'Autorità;
inviare una segnalazione via email o PEC;
trasmettere un reclamo scritto con la documentazione necessaria;
in alcuni casi, rivolgersi tramite associazioni o enti di tutela che assistono nella procedura.
Le segnalazioni possono riguardare violazioni dei diritti, discriminazioni o situazioni problematiche già in atto (ad esempio barriere architettoniche, difficoltà scolastiche o lavorative, accesso ai servizi, ecc.).



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