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Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ETS - APS

 

Corriere dei Ciechi

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Numero 7-8 del 2026

Titolo: ATTUALITÀ- Il valore che fa la differenza

Autore: Vincenzo Massa


Articolo:
La forza del Bilancio Sociale tra i traguardi e i nuovi obiettivi strategici

Una volta qualcuno ha detto che nella vita i conti non tornano mai. Ma quando si alza il sipario sul Bilancio Sociale dell'UICI, nella cornice della Sala Zuccari a Palazzo Giustiniani al Senato, i conti non solo tornano, ma si fanno specchio di una realtà concreta. Oltre i numeri, che certificano la solidità e il valore prodotto dall'Unione, questo bilancio esprime il vero patrimonio, i risultati reali e tangibili conseguiti per incentivare l’autonomia, la difesa dei diritti e l’inclusione delle persone cieche, ipovedenti e con disabilità complesse. Il Bilancio Sociale, infatti, smette di essere un freddo adempimento normativo per diventare il diario di bordo di una comunità in cammino. Non a caso, il titolo scelto per l’incontro di presentazione è stato “Oltre i numeri: il valore sociale dell'autonomia. Un anno di diritti, inclusione, innovazione e partecipazione”. Una formula che sottolinea la capillarità e la forza di una rete umana che lavora ogni giorno sul territorio, animata da 38.531 soci, 105 sedi territoriali, 475 dipendenti e 2.362 volontari. Per l'UICI, presentare questi dati significa trasformare le cifre in volti, i costi in investimenti sociali e le ore di lavoro in percorsi di libertà e dignità per migliaia di famiglie. Nella storica sala, rimasta inalterata nei secoli e decorata da affreschi cinquecenteschi, a pochi passi dal luogo dove nel 1947 venne firmata la Costituzione Italiana, il Bilancio è stato introdotto da Lucio Malan, Presidente del gruppo Fdi al Senato, e dal Presidente dell'UICI, Mario Barbuto. Con loro, si sono alternati al tavolo dei relatori autorevoli rappresentanti delle istituzioni: Maurizio Borgo, presidente dell'Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità, Fiammetta Modena, responsabile del Dipartimento Disabilità e Sociale di Forza Italia, Alessandra Locatelli, ministra per le Disabilità e inoltre è stato letto un indirizzo di saluto fatto pervenire dal Presidente del Senato, Ignazio La Russa. L’evento è stato trasmesso in diretta su Slash Radio Web e in videoconferenza su Zoom. Gli ospiti si sono confrontati su temi fondamentali non solo per l’Unione, ma per la crescita civile di tutto il Paese. Il Bilancio Sociale dimostra, infatti, come l'azione del Terzo Settore alleggerisca il welfare pubblico, generando ricchezza collettiva. La prova sta nelle scelte strategiche: l'UICI destina ben il 75% delle risorse a disposizione direttamente alla missione associativa. Una percentuale straordinaria che si traduce in risposte immediate ai bisogni quotidiani: favorire la partecipazione alla vita sociale, tutelare il diritto alla salute e garantire l’accesso alla cultura. A parlare sono i traguardi dell'ultimo anno: 27.500 persone raggiunte dai servizi, un milione e 400 mila ore di attività, 17.000 controlli oculistici gratuiti e 46.177 visite effettuate presso i Centri oculistici sociali. E ancora, sul fronte dei diritti civili e dell'inclusione culturale, spiccano i 2.476 cittadini che hanno chiesto di avvalersi del voto digitale, i 17.109 utenti del Libro parlato e le 2.500 ore di produzione originale per la radio dell'Unione. L'alto valore istituzionale della giornata è stato suggellato dal saluto personale inviato dal Presidente del Senato, Ignazio La Russa, che ha espresso profonda ammirazione per l’operato dell’Unione, sottolineando che questo documento “non è solo rendicontazione di dati, ma rappresenta un impatto sociale capace di trasformare la vita e di arricchire la comunità nazionale”. Un concetto ripreso con forza dal presidente dell'UICI, Mario Barbuto: “Non si tratta solo di numeri. Per noi essere qui oggi significa dare conto alle istituzioni e alla politica di quello che facciamo. La parte più importante delle risorse che ci permettono di agire passa attraverso la deliberazione delle leggi, e abbiamo sempre trovato ascolto, attenzione e considerazione da questo governo. La nostra non è un’associazione portatrice di meri interessi specifici, ma una realtà che si caratterizza per i suoi valori. Tra questi, la prevenzione è un pilastro cardine, che portiamo avanti sul territorio insieme a un grande partner: la sezione italiana di IAPB, l’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità”.
La ministra per le Disabilità, Alessandra Locatelli, ha voluto ringraziare l’Unione per un rapporto di collaborazione e una presenza capillare che la rendono un punto di riferimento ineludibile in tutta Italia: “Quando si investe sull’accessibilità per tutte le persone si compie un investimento, non un costo. Se lasciamo qualcuno indietro e non valorizziamo le diversità, alla fine pagheremo tutti di più”.
È proprio contro questa resistenza culturale che occorre battersi. Una svolta che, come evidenziato da Fiammetta Modena, richiede compattezza: “Per poter garantire a tutti maggiore autonomia dobbiamo parlare con un'unica voce, in maniera determinata e condivisa. Il diritto di ogni persona ad avere una vita ricreativa soddisfacente, il diritto di essere felici, è un diritto sacrosanto di tutti”.
“Nessuno deve essere lasciato indietro: il progetto di vita deve diventare una regola”, ha chiosato il presidente Barbuto, tracciando la rotta per il futuro. È a questo orizzonte che guardano le sfide strategiche dell'UICI per il quadriennio 2026-2030: dall'attuazione piena del progetto di vita all'uso etico dell’intelligenza artificiale, fino al fondamentale diritto di voto senza assistente nella cabina elettorale. Tra gli obiettivi primari figurano l'inclusione lavorativa delle persone ipovedenti, il sostegno mirato ai caregiver e alle famiglie con disabilità complesse, e lo sviluppo di una mobilità autonoma totale, capace di eliminare le barriere fisiche, sensoriali e digitali.
Dal pionierismo iniziale del fondatore Aurelio Nicolodi, in oltre un secolo di storia l’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti ha attraversato i cambiamenti dell'Italia, trasformando istanze particolari in diritti universali condivisi da tutta la società. L'auspicio emerso da Palazzo Giustiniani è che questa alleanza virtuosa tra Terzo Settore, istituzioni e mondo privato continui a crescere, affinché quei conti sociali, che oggi tornano splendidamente sulla carta, continuino a tradursi ogni giorno in percorsi reali di libertà e dignità.



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