Numero 7-8 del 2026
Titolo: ATTUALITÀ- Oltre il buio, la Luna
Autore: Redazionale
Articolo:
Intervista ad Adrian Fartade a cinquantasette anni dallo sbarco sul satellite
Il 20 luglio 1969 l'umanità toccava per la prima volta il suolo lunare. Un'impresa epica che gran parte del mondo, in quella notte d'estate, non visse attraverso le immagini, ma attraverso il potere straordinario della parola e della radio. Per celebrare questo anniversario, abbiamo incontrato Adrian Fartade, storico della scienza, scrittore e tra i più amati divulgatori scientifici italiani. Con la sua straordinaria capacità di rendere visibile l'invisibile e di raccontare il cosmo come un grande teatro di storie umane, Adrian ci accompagna in un viaggio nello spazio profondo, dove la curiosità non conosce barriere.
D. Lo sbarco sulla Luna è stato un evento globale che milioni di italiani hanno seguito alla radio, affidandosi alla voce dei cronisti per costruire quell'immagine nella propria mente. Da grande narratore dello spazio, quanto ritieni che la parola scritta o parlata sia ancora oggi potente per far appassionare le persone all'astronomia?
R. Si, penso possa avere ancora moltissimo impatto e si vede anche dal grande successo di podcast e dalle interviste con gli astronauti in cui si rimane incantati a sentire i loro racconti perché, la verità è che l'esperienza di andare nello spazio o sulla Luna è ancora per noi indescrivibile perché i nostri linguaggi si sono tutti sviluppati per raccontare cose terrestri e sentire astronauti raccontare, ci permette, anche attraverso la loro voce e come usano in modo nuovo le parole, di creare nuove storie nella nostra mente, riguardo a questi posti.
D. L'universo è fatto soprattutto di vuoto e buio profondo, un ambiente in cui gli stessi astronauti devono imparare a orientarsi usando procedure rigorose. Come cambia la percezione del corpo e dello spazio quando ci si trova lì fuori?
R. Non oserei parlare a nome degli astronauti e sicuramente loro saprebbero spiegarlo meglio, ma quello che sappiamo dai loro racconti e addestramento è che c'è sempre un periodo iniziale necessario per re-imparare a fare tutto, dall'orientarsi a sentire il proprio corpo ed è molto interessante notare quanto il cervello è incredibilmente flessibile a nuove condizioni. Non solo, ma gli astronauti raccontano di imparare a muoversi in modo diverso e sentire in modo diverso e questo cambia come si comportano e quindi anche come pensano, e questo è molto interessante per studi su come funzionano i nostri sensi e il cervello. Per quanto riguarda infine l'universo, quello che stiamo scoprendo è che è vuoto solo se guardi superficialmente, ma in realtà è pieno di campi e particelle e radiazioni che sono completamente invisibili e per riuscire davvero a capire l'universo, dobbiamo imparare a fare come gli astronauti, e cambiare come pensiamo alla realtà intorno a noi.
D. Negli ultimi anni, agenzie come la NASA stanno investendo molto nella sonificazione dei dati astronomici. Questo approccio può offrire una comprensione nuova e diversa dell'universo?
R. Non solo la NASA ma tutte le agenzie spaziali, anche quella Europea, Giapponese, Indiana, Cinese, stanno lavorando molto per migliorare l'accesso ai dati e permettere in generale a tutte le persone di capire l'universo non solo nei modi più superficiali ma andando oltre la prima impressione. Alcune cose, come onde gravitazionali per esempio, non hanno alcun tipo di corrispettivo visibile anche volendo e mostra quanto dell'universo possiamo imparare a sentire invece che vedere.
D. Oggi si parla moltissimo del programma Artemis e del prossimo ritorno dell'essere umano sulla Luna. Cosa cerchiamo oggi lassù che non abbiamo trovato cinquant'anni fa?
R. Le missioni Apollo sono state straordinarie per i loro tempi, ma da allora abbiamo fatto enormi balzi in avanti tecnologici e con i nuovi strumenti potremo non solo rispondere a domande che sono sempre rimaste senza risposta, ma, ancor più importante forse, scopriremo numerose nuove domande che nemmeno sapevamo di doverci fare! Mentre le missioni Apollo erano delle brevi e rapide missioni, legate alle dinamiche della guerra fredda, oggi il programma Artemis è prima di tutto internazionale e fondato nella ricerca scientifica e mira a costruire una base sulla Luna per permetterci di scoprire meglio la storia vera della nascita ed evoluzione del nostro satellite, della Terra e del Sistema Solare! Mentre sul nostro pianeta, tutte le cose più antiche sono state nascoste e mangiate dal tempo e continenti in movimento, sulla Luna no! Immaginatela come una gigantesca biblioteca a cielo aperto, che potremo esplorare per leggere storie di periodi di cui sulla Terra non troviamo più traccia!
D. Se potessi regalare ai nostri lettori un'immagine del tuo angolo di universo preferito, quale sceglieresti e come ce lo racconteresti?
R. Ai confini del sistema solare c'è un mondo misterioso avvolto nei ghiacci esotici, che orbita intorno all'ultimo e più lontano dei grandi pianeti: Nettuno. Questa luna si chiama Tritone, ed è un piccolo piccolo pianeta nano, simile a Plutone, che Nettuno ha rubato quando era molto giovane. Questo "furto" gravitazionale, ha destabilizzato le vecchie lune originali, distruggendole! Oggi, intorno a Nettuno, abbiamo piccole lune che sono resti di quelle originali e abbiamo una sola grande luna: Tritone. Questa si trova in un'orbita retrograda e molto larga. Questo significa che orbita in senso opposto rispetto al pianeta e sta cadendo verso di esso! Nel prossimo futuro, tra milioni di anni, Tritone sarà completamente disintegrato lasciando al suo posto alcuni degli anelli più grandi e complessi mai visti, molto più di quelli di Saturno oggi. Questa caduta però, nel frattempo, sta creando uno scenario incredibile in cui l'energia gravitazionale sta riscaldando così tanto l'interno della luna, da portare a un oceano enorme di acqua liquida nascosto sotto e geyser di azoto ghiacciato verso l'esterno. Si tratta della stessa cosa che respirate in questo momento, solo che qui l'azoto è gassoso. Camminando sulla superficie di questo mondo, coperto da ghiaccio d'acqua e con uno strato enorme di ghiaccio di azoto, sentireste scricchiolare, attraverso i vostri piedi e la tuta spaziale, frammenti di ghiaccio di miliardi di anni fa. Montagne alte più delle Alpi, con una sottile atmosfera intorno e migliaia di enormi geyser. Tritone è un ricordo del fatto che il Sistema Solare non è sempre stato così come lo vediamo oggi e non sarà così per sempre. Tutto cambia, anche se si tratta di pianeti o stelle, anche se sembra tutto costante. Anche quando in superficie tutto sembra ghiacciato, sotto, nel cuore, qualcosa si muove sempre.