Numero 7-8 del 2026
Titolo: ATTUALITÀ- Lo spazio oltre lo sguardo
Autore: Redazionale
Articolo:
Intervista all'astronauta italiano Paolo Nespoli
Il mese di luglio porta con sé il ricordo indelebile di uno dei più grandi traguardi dell'umanità: lo sbarco sulla Luna. Un'impresa che ha ridefinito il concetto di limite, dimostrando che nessun confine è davvero insuperabile. Per capire cosa significhi davvero muoversi nell'ignoto, abbiamo intervistato l'astronauta ingegner Paolo Nespoli. Con lui abbiamo esplorato lo spazio da una prospettiva diversa: non solo come uno spettacolo visivo, ma come un'esperienza sensoriale totale, dove l'orientamento, il tatto e la determinazione contano più della vista.
D. Lo sbarco sulla Luna ha cambiato la nostra visione del possibile. Per chi ha vissuto lo spazio in prima persona come lei, che valore ha quel traguardo?
R. Andare sulla Luna ha voluto dire realizzare un sogno che ha dimostrato come anche le cose impossibili possano diventare possibili. Inoltre, dall'altro lato ci sono stati una serie di riscontri sia scientifici che tecnologici che ci hanno permesso di migliorare la nostra vita. Questo è un po' tutto quello che succede sempre quando facciamo delle cose impossibili. Alla fine, le cose impossibili riusciamo a farle, ma nel viaggio per ottenerle otteniamo anche il risultato di fare in modo che le cose più semplici siano fatte correttamente o in una maniera interessante che ci porta a migliorare la nostra vita.
D. Spesso pensiamo allo spazio come a un'esperienza puramente visiva, ma come si percepisce il vuoto attraverso gli altri sensi? Quali sono i suoni, i rumori della stazione o le sensazioni tattili che le sono rimasti più impressi?
R. Sicuramente andare nello spaio è una sfida per il nostro corpo che è stato creato e si è abituato all'ambiente terrestre dove ci sono tutta una serie di stimoli che noi vediamo, misuriamo, raccogliamo e usiamo. Il campo visivo è uno di questi stimoli, ma ce ne sono tanti altri. Per esempio, sulla terra noi abbiamo lo stimolo della forza di gravità che ci tiene attaccati al pavimento e per sentire questo stimolo non abbiamo bisogno di occhi, di orecchie, di lingua. Lo sentiamo con il corpo ed è una cosa importante perché quando siamo in orbita cambia il modo di vivere. Quando noi sulla terra abbiamo qualcosa in mano e lo appoggiamo sul tavolo stiamo usando la gravità in modo che ci aiuti a fare quello che vogliamo fare. Ma nello spazio la gravità non si sente. Devi cambiare il tuo modo di vivere, di spostarti per esempio, di gestire le cose che ti stanno intorno. È un cambiamento veramente forte. Devo dire che, contrariamente a quello che la gente pensa, il corpo umano funziona tranquillamente in assenza di gravità. Gli organi che sono all'interno del corpo continuano a lavorare: il processo digestivo, il processo cardiovascolare funzionano tranquillamente. Il problema è che non senti più l'alto e il basso e paradossalmente impari che mangiare a testa in giù è un problema sulla terra, ma nello spazio no. Devi lasciarti andare da questo blocco che uno ha perché è il risultato dell'esperienza che abbiamo di vivere sulla terra dove c'è la forza di gravità. Nello spazio la forza di gravità manca e questo ti dà una dimensione completamente diversa che non è neanche legata agli organi normali: occhi, bocca orecchie. Quelli non sono impattati da questa mancanza di forza di gravità ed è un'esperienza incredibile. È vero che all'inizio non ti senti benissimo, sei un po' perso, le cose non funzionano come sei abituato, ti devi riadattare, riabituare il tuo corpo, ma in un certo senso, con il tempo, acquisisci una libertà incredibile. Io mi sono sentito libero quand'ero sulla Stazione, libero nel senso di non costretto per terra, e quando sono tornato sulla terra dopo la missione ho sentito questo elefante, la forza di gravità, che si è sdraiato sopra di me e mi ha tolto parte di questa libertà. Questo non ha niente a che vedere con la visione, non ci sono perdite, quando vai in orbita senti questa mancanza di gravità ed è una sensazione disorientante all'inizio, ma anche molto bella perché ti permette di fare delle cose che altrimenti sarebbero impossibili.
D. La tecnologia e la forza di volontà umana permettono di superare barriere che un tempo sembravano impossibili. Quale messaggio si sente di dare ai nostri lettori che ogni giorno affrontano e superano le barriere del mondo circostante con la stessa tenacia di un astronauta?
R. Una missione spaziale richiede una grande preparazione e una grande attenzione, specialmente quelle che si fanno adesso sulla Stazione internazionale. Un'astronauta è la forza lavoro della Stazione. A me piace definirmi come metalmeccanico spaziale. Mi davano una pianificazione giornaliera e io dovevo saltare da un esperimento all'altro, stando nei tempi che mi venivano dati, perché le risorse sulla Stazione sono limitate e bisogna condividerle con gli altri membri dell'equipaggio. Devi stare attento a quello che fai, perché le risorse che tu stai usando non possono essere usate da qualcun altro. E questo ti insegna tante cose. Io direi che un messaggio da dare in generale sia che dobbiamo guardarci attorno e capire dove siamo e immaginare, trovare delle cose che ci possono aiutare a migliorare la nostra vita o ad ampliare la nostra conoscenza. Andare sulla Luna serve per permetterci di conoscere un posto diverso e nuovo. Per quanto difficile sia, per quanto all'inizio il sogno sembri veramente impossibile, e questa è la definizione di sogno altrimenti non sarebbe tale ma sarebbe qualcos'altro, a mio parere uno deve sempre sognare delle cose impossibili, porsi degli obiettivi impossibili e darsi da fare per farli, per quanto impossibili siano. Per quanto all'inizio uno si possa sentire perso in questa foresta, prima o poi con caparbietà, con resilienza, troverà la strada. Riuscirà a trasformare questo sogno da impossibile, irrealizzabile, irrefrenabile, a un sogno che si realizza da solo. A questa trasformazione dobbiamo puntare. Quindi il messaggio che di solito io do ai ragazzi è di sognare delle cose impossibili e poi svegliarsi e darsi da fare perché i sogni impossibili si possono fare e realizzare. È facile? No. Costerà fatica? Sicuramente. Si sbaglierà? Anche, perché quando si fanno le cose nuove si fanno degli errori, ma bisogna imparare a tesorizzare questi errori perché dagli errori saltano fuori delle indicazioni che ti portano verso la strada corretta per risolvere il problema. Quindi sognare, lavorare, non scoraggiarsi e continuare è un messaggio importante per tutti.