Numero 7-8 del 2026
Titolo: ATTUALITÀ- L'Universo in tutti i sensi
Autore: Giovanni Liuzzi
Articolo:
Il festival di astronomia accessibile
Fare astronomia non significa soltanto guardare il cielo. Sembra meno avvincente - solo apparentemente - ma fare astronomia significa soprattutto raccogliere dati. Se questi dati vengono tradotti in linguaggi accessibili - attraverso il tatto, il suono e altre forme di percezione - i fenomeni astronomici diventano fruibili per tutti. È proprio da questa idea che nasce "L'Universo in tutti i sensi", il Festival di astronomia multisensoriale organizzato da INAF - Istituto Nazionale di Astrofisica, Comune di Monzambano, Fondazione Monzambano e da IAU - Office of Astronomy for Education. Quello che viene proposto è un approccio innovativo alla divulgazione scientifica, trasformando la conoscenza del cosmo in un'esperienza accessibile e coinvolgente per tutti, anche per persone con disabilità sensoriali.
L'edizione di quest'anno, intitolata "Errando per il cosmo" si è tenuta il 5-6-7 giugno a Castellaro Lagusello, un piccolo ma incantevole borgo medievale in provincia di Mantova, che da sei edizioni è la casa del festival. Mostre, laboratori interattivi, conferenze divulgative, spettacoli, osservazioni del cielo e proiezioni sono stati l'occasione per esplorare l'errore come parte essenziale della conoscenza.
In uno dei laboratori di quest'anno, galassie scomposte, i partecipanti hanno utilizzato olfatto, udito e tatto per scoprire quanto la realtà sia complessa e ingannevole, e quanto i nostri strumenti siano preziosi, ma limitati. Proprio come i telescopi cercano di distinguere le varie componenti di una galassia, i partecipanti hanno cercato di distinguere vari oggetti in base alle loro caratteristiche sonore, tattili o olfattive. In questo modo hanno imparato quanto una galassia possa essere complessa ed affascinante e quali sono le sfide degli astronomi per studiarle.
Questa è solo una delle tante attività che costellano L'Universo in tutti i sensi, ecco alcune esperienze esemplificative tratte dalle scorse edizioni che possono dipingere un ritratto accurato del festival:
Nel 2023 il festival ha ospitato la conferenza L'Universo è invisibile agli occhi - disponibile sul canale YouTube L'Universo in tutti i sensi - nella quale gli astronomi Nick Bonne e Enrique Pérez Montero hanno raccontato le curiosità, le sfide e la loro esperienza in quanto astronomi con disabilità visiva.
Dal 2025 si può scoprire come l'astronomia si intreccia ad altre discipline (es. psicologia, archeologia, biologia marina...) durante gli Aperitivi al buio, formato che prevede di assistere a dialoghi tra esperti che si svolgono nel buio completo.
Ogni anno i partecipanti possono letteralmente ascoltare alcuni fenomeni dell'Universo attraverso le sonificazioni - dati astronomici tradotti in suono - accompagnate da proiezioni in grande formato sui monumenti del paese.
Anche se le attività e la programmazione del festival si rinnovano di anno in anno, l'impegno verso azioni che ne garantiscono una fruizione accessibile rimane stabile. Per esempio, ogni anno, i volontari (studenti delle scuole superiori del territorio) che coordinano le attività del festival ricevono una formazione dedicata sulle disabilità sensoriali come primo step di inserimento e la fruibilità delle mostre è sempre potenziata da audiodescrizioni, ausili tattili e sonori e visite guidate in LIS. Nel 2023 L'Universo in tutti i sensi è stato il primo evento in Italia ad utilizzare il sistema di navigazione accessibile NaviLens.
Tutto questo è reso possibile grazie alla preziosa collaborazione con enti come l'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti e l'Ente Nazionale Sordi.
Il principio cardine alla base del processo creativo è la concezione dell'accessibilità come risorsa: la manifestazione nasce come accessibile e non viene resa tale a posteriori. Da questo punto di vista il festival diventa anche un'occasione di riflessione, per il pubblico generale, sul tema dell'accessibilità culturale. Troppo spesso la divulgazione scientifica viene pensata prevalentemente per un pubblico standardizzato, mentre iniziative come L'Universo in tutti i sensi dimostrano che progettare attività accessibili non significa semplificare i contenuti, ma arricchirli. L'utilizzo di canali sensoriali differenti permette infatti di comprendere fenomeni complessi da prospettive nuove, favorendo un apprendimento più profondo e partecipato.
Un altro pilastro nel processo creativo del festival è la multidisciplinarietà: la capacità di unire ricerca scientifica, tecnologia e inclusione sociale. Astronomi, divulgatori, psicologi, artisti e sound designer collaborano per creare percorsi capaci di rendere accessibili concetti complessi senza rinunciare al rigore scientifico. La multidisciplinarietà diventa così uno strumento fondamentale per avvicinare un pubblico sempre più ampio alle meraviglie dell'Universo.
Infine, grande attenzione viene riservata anche alle scuole e alle famiglie. Attraverso attività didattiche, laboratori creativi e incontri con esperti, bambini e ragazzi possono avvicinarsi all'astronomia in modo diretto e coinvolgente. L'esperienza pratica diventa uno strumento prezioso per stimolare curiosità, spirito critico e interesse verso le discipline scientifiche e la loro accessibilità, contribuendo a formare le nuove generazioni di cittadini consapevoli.
L'Universo in tutti i sensi dimostra che la scienza può essere davvero accessibile quando sceglie di parlare linguaggi molteplici. Attraverso il tatto, l'ascolto e l'esperienza diretta, il festival apre nuove strade alla divulgazione astronomica e ricorda che la conoscenza non passa soltanto dagli occhi. Perché il cielo, in fondo, può essere scoperto con tutti i sensi.
BOX
Progetto AMACA
L'Universo in tutti i sensi è l'estensione del progetto AMACA, acronimo che sta per Apprendimento Multi-sensoriale, Accessibile e Circolare dell'Astronomia. AMACA è un progetto innovativo di divulgazione astronomica che mira alla creazione di attività accessibili, coinvolgenti e inclusive per tutti, con particolare attenzione alle persone con disabilità sensoriali. Il progetto adotta una metodologia "circolare", nella quale conoscenze e competenze vengono condivise tra ricercatori, studenti, insegnanti e pubblico. I dottorandi in astrofisica sviluppano attività divulgative insieme ad astronomi, psicologi e associazioni che rappresentano persone cieche e sorde; successivamente formano studenti delle scuole superiori, che diventano a loro volta protagonisti della divulgazione durante eventi come L'Universo in tutti i sensi. Infine, gli stessi studenti trasferiscono le competenze acquisite agli insegnanti, favorendo la diffusione delle attività nelle scuole.
AMACA non si limita a comunicare contenuti scientifici, ma promuove anche la consapevolezza dell'accessibilità, l'apprendimento collaborativo e il dialogo tra ricerca e società.
BOX 2
Sonificazione
La sonificazione dei dati astronomici è una tecnica che trasforma dati scientifici provenienti da telescopi, satelliti e osservatori in segnali sonori. Attraverso specifiche associazioni tra parametri fisici e caratteristiche del suono, come altezza, intensità, timbro o ritmo, fenomeni astronomici complessi possono essere ascoltati oltre che osservati. Questa metodologia rappresenta un potente strumento di divulgazione e ricerca, poiché consente di individuare schemi e variazioni nei dati in modo complementare alla visualizzazione tradizionale. Inoltre, la sonificazione favorisce l'accessibilità dell'astronomia alle persone con disabilità visive, offrendo nuove modalità di esplorazione e comprensione dell'Universo e dei suoi fenomeni.