Numero 7-8 del 2026
Titolo: DIRITTI- Intelligenza artificiale e disabilità
Autore: Franco Lepore
Articolo:
Opportunità, diritti e inclusione
Nei mesi scorsi è entrata in vigore la Legge 23 settembre 2025, n. 132, recante disposizioni e deleghe al Governo in materia di intelligenza artificiale. In particolare, il provvedimento ha lo scopo di disciplinare i principi riguardanti l’uso, la programmazione, l’adozione, la realizzazione e lo sviluppo dei sistemi di intelligenza artificiale, nonché la ricerca ad essi collegata. L’obiettivo è garantire un impiego trasparente e inclusivo dell’IA, centrato sulla persona, rispettoso dei diritti fondamentali e capace di assicurare a tutti il massimo beneficio possibile.
Anche l’Unione Europea si è occupata in modo organico dell’intelligenza artificiale attraverso il Regolamento (UE) 2024/1689 del Parlamento europeo e del Consiglio del 13 giugno 2024, noto come "AI Act", il primo quadro normativo completo al mondo dedicato a questa tecnologia. Il regolamento adotta un approccio basato sul rischio e introduce specifiche garanzie per tutelare i diritti fondamentali delle persone. Particolare attenzione viene riservata ai soggetti vulnerabili, tra cui le persone con disabilità, affinché l’utilizzo dell’intelligenza artificiale non produca discriminazioni, esclusioni o limitazioni nell’esercizio dei loro diritti. L’AI Act pone inoltre l’accento sui principi di trasparenza, accessibilità, sicurezza e supervisione umana, che rappresentano elementi essenziali per uno sviluppo etico e responsabile delle nuove tecnologie.
L’Italia ha affrontato la materia attraverso la Legge 23 settembre 2025, n. 132, che contiene diversi riferimenti espressi alle persone con disabilità, confermando la volontà del legislatore di promuovere un utilizzo dell’intelligenza artificiale che sia realmente inclusivo e rispettoso dei diritti umani. In particolare, secondo l’art. 2 della Legge n. 132/2025, che richiama il suddetto Regolamento europeo, per sistema di intelligenza artificiale si intende un sistema automatizzato progettato per funzionare con livelli di autonomia variabili e che può presentare adattabilità dopo la diffusione e che, per obiettivi espliciti o impliciti, deduce dall’input che riceve come generare output quali previsioni, contenuti, raccomandazioni o decisioni che possono influenzare ambienti fisici o virtuali. Inoltre, ai sensi dell’art. 3, comma 7, della Legge n. 132/2025, deve essere assicurata alle persone con disabilità la possibilità di accedere pienamente ai sistemi di intelligenza artificiale e a tutte le loro funzioni ed estensioni, "su base di uguaglianza e senza alcuna discriminazione o forma di pregiudizio", nel rispetto e nell’attuazione di quanto sancito dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità. Tale previsione assume particolare rilevanza poiché riconosce che l’accesso alle nuove tecnologie costituisce oggi un elemento essenziale per la piena partecipazione alla vita sociale, lavorativa e culturale.
L’articolo 7 della Legge n. 132/2025 contiene disposizioni di particolare interesse per le persone con disabilità. In particolare, il comma 1 stabilisce che l’intelligenza artificiale contribuisce al miglioramento del sistema sanitario favorendo attività di prevenzione, diagnosi e cura, sempre nel pieno rispetto dei diritti della persona e della protezione dei dati personali. Il successivo comma 2 precisa che l’utilizzo dell’intelligenza artificiale non può comportare discriminazioni nell’accesso alle prestazioni sanitarie, principio fondamentale per garantire l’eguaglianza sostanziale e la tutela delle persone più fragili.
Particolarmente significativo è il comma 4 del medesimo articolo, che promuove lo sviluppo, lo studio e la diffusione di sistemi di intelligenza artificiale destinati a migliorare le condizioni di vita delle persone con disabilità. La norma individua alcuni obiettivi specifici: favorire l’accessibilità, sostenere la mobilità indipendente, incrementare l’autonomia personale e la sicurezza, nonché agevolare i processi di inclusione sociale. Inoltre, viene espressamente richiamato il possibile utilizzo di tali strumenti nell’ambito dell’elaborazione del progetto di vita individuale, introdotto dalla recente riforma in materia di disabilità, riconoscendo così all’intelligenza artificiale un ruolo potenzialmente importante nella personalizzazione degli interventi e dei sostegni.
Un ulteriore aspetto rilevante è contenuto nell’art. 22 che, nel prevedere azioni a favore dei giovani e dell’attività sportiva, stabilisce che le politiche e le misure attuate dallo Stato debbano favorire l’accessibilità ai sistemi di intelligenza artificiale per il miglioramento del benessere psicofisico tramite l’attività sportiva, promuovendo soluzioni innovative finalizzate a una maggiore inclusione delle persone con disabilità nello sport.
Anche le disposizioni relative alla trasparenza e alla protezione dei dati assumono particolare importanza. Diversi articoli della legge prevedono infatti che le informazioni sull’utilizzo dei dati personali da parte dei programmi e dei software di intelligenza artificiale siano fornite in modo chiaro, semplice e comprensibile. Ciò contribuisce a rendere i sistemi più accessibili e utilizzabili da tutti i cittadini, comprese le persone con disabilità, che devono poter comprendere il funzionamento degli strumenti tecnologici che incidono sulla loro vita quotidiana.
Le potenzialità dell’intelligenza artificiale per le persone con disabilità sono numerose e già oggi trovano applicazione concreta in diversi ambiti. Nel settore della comunicazione, sistemi di riconoscimento vocale e sintesi del linguaggio consentono alle persone con disabilità motorie o della parola di interagire più facilmente con l’ambiente circostante. Per le persone con disabilità visiva, strumenti basati sull’intelligenza artificiale possono descrivere immagini, leggere documenti, riconoscere oggetti e facilitare l’orientamento negli spazi. Le persone con disabilità uditiva possono beneficiare di sistemi di sottotitolazione automatica in tempo reale e di strumenti capaci di convertire il parlato in testo.
L’intelligenza artificiale offre inoltre importanti opportunità nei percorsi educativi e lavorativi. Piattaforme intelligenti possono personalizzare l’apprendimento sulla base delle esigenze individuali, mentre software assistivi permettono di svolgere attività professionali con maggiore autonomia. Anche nel campo della mobilità e della vita indipendente si stanno sviluppando soluzioni innovative capaci di supportare gli spostamenti, la gestione della casa e l’accesso ai servizi pubblici e privati.
Naturalmente, affinché tali opportunità possano tradursi in benefici reali, è necessario che lo sviluppo e l’utilizzo dell’intelligenza artificiale avvengano nel rispetto dei principi di accessibilità universale, non discriminazione, sicurezza e tutela della dignità della persona. Le tecnologie non devono sostituire le relazioni umane né determinare nuove forme di esclusione, ma rappresentare strumenti al servizio delle persone e dei loro diritti.
La Legge n. 132/2025 e il quadro normativo europeo delineano una prospettiva chiara: l’intelligenza artificiale deve essere sviluppata e utilizzata secondo un approccio antropocentrico, che metta al centro la persona e le sue esigenze. In tale contesto, le persone con disabilità non devono essere considerate semplici destinatarie delle innovazioni tecnologiche, ma protagoniste dei processi di progettazione, sviluppo e valutazione delle nuove soluzioni.
L’auspicio è che l’intelligenza artificiale, se utilizzata in modo consapevole, responsabile e inclusivo, possa diventare uno strumento sempre più efficace per migliorare la qualità della vita delle persone con disabilità, ampliandone le opportunità di partecipazione, autonomia e piena cittadinanza.