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Corriere dei Ciechi

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Numero 9 del 2026

Titolo: ATTUALITÀ- La Giornata Internazionale dell'alfabetizzazione

Autore: Alessandro Monti


Articolo:
Oltre le barriere della conoscenza: l'alfabetizzazione come cantiere di libertà, autonomia e cittadinanza

Sono felice di condividere qualche riflessione con i lettori de "Il Corriere dei Ciechi" in occasione della 60a Giornata Internazionale dell'Alfabetizzazione istituita dall'UNESCO. Da sempre presidio irrinunciabile di cultura, inclusione e tutela dei diritti, questa testata rappresenta infatti la sede d'elezione per interrogarsi sul senso più intimo e rivoluzionario della diffusione della lettura e della scrittura. Lo slogan di quest'anno recita "Alfabetizzazione per la gente, il pianeta e la prosperità": l'istruzione non come semplice sommatoria di nozioni, né mero percorso formale, bensì pietra angolare della dignità umana, il presupposto per edificare una società autenticamente equa e lo strumento primario attraverso cui ogni individuo conquista la propria autonomia e la propria voce nel mondo.
L'Obiettivo di Sviluppo Sostenibile 4 dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite sollecita la comunità internazionale a «garantire un'istruzione inclusiva, equa e promuovere opportunità di apprendimento permanente per tutti». Tale visione, consacrata nella Dichiarazione di Incheon dell'UNESCO (Education 2030), stabilisce un principio basilare: l'accessibilità non può più essere intesa come una concessione a posteriori o come un insieme di interventi compensativi per pochi. L'educazione inclusiva esige un radicale cambio di paradigma, nel quale gli ambienti di apprendimento, i contenuti e i linguaggi didattici siano progettati fin dall'origine per accogliere la pluralità dei talenti e la diversità delle modalità conoscitive.
Per la comunità dei non vedenti e degli ipovedenti, la storia dell'alfabetizzazione coincide con la storia stessa della propria emancipazione sociale e culturale. A oltre due secoli dalla straordinaria intuizione di Louis Braille, quel sistema geniale mantiene intatta la sua forza di sintesi intellettuale e riscatto umano. Il Braille non è soltanto un codice di lettura e scrittura; è stato, ed è tuttora, il tramite che ha permesso a intere generazioni di superare l'isolamento, accedere allo studio di livello superiore, esercitare professioni complesse e partecipare a pieno titolo alla vita democratica. Riconoscerne il valore universale significa riaffermare che l'accesso diretto alla parola scritta costituisce il fondamento di ogni vera uguaglianza di opportunità.
Tuttavia, nel XXI secolo, la nozione stessa di alfabetizzazione ha attraversato una profonda evoluzione. Nell'era della trasformazione digitale, essere alfabetizzati significa molto più che saper decodificare un testo. Per la persona con disabilità visiva, l'alfabetizzazione informatica e digitale è diventata un pilastro irrinunciabile di autonomia quotidiana, lavorativa e accademica. Padroneggiare le tecnologie, i lettori di schermo, le barre Braille integrabili, i format audio strutturati e le piattaforme interattive significa abbattere barriere fisiche e concettuali che per secoli sono parse insormontabili, aprendo orizzonti inediti di indipendenza e realizzazione personale.
La nuova alfabetizzazione rifiuta qualsiasi forma di riduzionismo. Essa esige la pari dignità di tutti gli strumenti attraverso cui l'essere umano apprende, elabora e comunica. Il Braille, la stampa tradizionale, le tecnologie digitali accessibili, gli audiolibri, la comunicazione aumentativa e i supporti tattili non sono opzioni in competizione tra loro, bensì le componenti di un unico, ricco ecosistema comunicativo. Garantire la piena complementarità di queste risorse costituisce un dovere etico e politico per le istituzioni: solo così è possibile superare non soltanto gli ostacoli materiali, ma soprattutto i pregiudizi culturali che ancora frenano il pieno sviluppo della persona.
Rendere l'istruzione universale e realmente accessibile è il più lungimirante investimento sulla coesione sociale. È una responsabilità corale che chiama in causa le istituzioni, il mondo della scuola e della ricerca, la filiera editoriale, gli sviluppatori tecnologici e le organizzazioni della società civile come l'UICI, le cui battaglie storiche continuano a tracciare la strada. Come Commissione Nazionale Italiana per l'UNESCO, rinnoviamo con forza l'impegno a promuovere una cultura dell'inclusione che sappia tradurre in azioni concrete il mandato cardine dell'Agenda 2030: non lasciare indietro nessuno. È nell'intreccio virtuoso tra tradizione e innovazione, tra la forza insostituibile del Braille e le opportunità del digitale, che l'educazione si riconferma il più potente strumento di libertà, giustizia e dignità umana.

Alessandro Monti - Cons. Amb. Alessandro Monti, Segretario Generale designato della Commissione Nazionale Italiana per l'UNESCO



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