Numero 9 del 2026
Titolo: ATTUALITÀ- Immagino le storie a voce alta
Autore: Redazionale
Articolo:
Intervista allo scrittore Andrea Valente
Il 30 settembre si festeggia la Giornata Internazionale del Podcast, una ricorrenza che celebra la voce e l'ascolto. Con un pubblico che supera i 17 milioni di ascoltatori, l’impatto del formato audio unisce oggi utenti e creatori in un fenomeno culturale in fortissima espansione. Del resto, la magia delle storie ad alta voce e la dimensione sonora rappresentano, da sempre, un valore imprescindibile per i disabili visivi.
Andrea Valente, autore prolifico con più di cinquanta libri pubblicati e tradotti in tutto il mondo, celebre per aver dato vita a "La pecora nera", scrittore, fumettista e narratore per grandi e piccoli, possiede la straordinaria capacità di stimolare la fantasia e l’immaginazione attraverso le sue parole. Per lui, "Essere una Pecora Nera a volte è difficile, però rassegnarsi a essere una pecora bianca è fin troppo facile; e chi si accontenta delle cose facili o ha poco tempo, o ha poca fantasia".
Il suo personaggio affronta la vita e le sue pieghe fuori dal coro, scardinando quell'ansia di perfezione che spesso ci colpisce tutti. Lo abbiamo intervistato per farci raccontare il suo rapporto con il mondo dei suoni e dei racconti ad alta voce.
D. Dove risiede il vero potere delle parole raccontate ad alta voce?
R. Risiede in chi ascolta, come la bontà di un piatto sta nel palato di chi lo gusta. Poi, certamente, c’è pure la bravura, l’esperienza, l’intuito e la fantasia del cuoco. Io spesso scrivo ad alta voce, perché la sonorità delle parole, le assonanze, il ritmo, sono per me molto importanti. Del resto, non si comincia forse già da piccoli, con le filastrocche? Ecco, l’attacco di un paragrafo è importante; le frasi che ritornano, gli accenti e tutte queste cose hanno per me quasi pari valore del contenuto, che comunque ci vuole, altrimenti siamo fermi alla melodia.
D. Qual è il segreto di una voce che sa narrare? Cosa deve avere per riuscire a incantare il pubblico di ogni età?
R. Se è un segreto non posso dirlo! Ma spesso è così segreto che nemmeno io lo so... Però, a parte le qualità degli attori, che di questo segreto ne hanno fatto una professione, c’è l’umanità. Nessun Gassman avrà mai la voce di una mamma, o l’accento e la cadenza che mi è familiare. Leggere ad alta voce ha in più il rapporto diretto tra le persone. Per tornare alla metafora culinaria, nessun Cannavacciuolo cucinerà mai la pasta al pomodoro della nonna. Poi c’è l’avventura di quando a leggere è l’autore o l’autrice di quelle parole, che se anche inciampa, o balbetta, è comunque bellissimo.
D. Quando si scrive per l'orecchio di chi ascolta ci sono accorgimenti particolari o ritmi diversi da seguire?
R. Il mio accorgimento, come detto, è di scrivere ad alta voce. E poi rileggere ad alta voce. Oltretutto così facendo è anche più facile trovare i refusi e le dissonanze o le ripetizioni.
D. I Podcast e i racconti audio lasciano totale libertà all'immaginazione. Trovi affascinante il fatto che, in assenza di immagini prestabilite, lo stesso personaggio possa prendere una forma e un colore diversi nel cuore di ogni singolo ascoltatore?
R. Posso non essere d’accordo? I podcast e i racconti guidano l’immaginazione ed è l’autore a decidere se e quando è il caso di lasciare liberà. È sempre accaduto con i libri letti da sé. Ed è questa la bravura degli autori, a parte saper scrivere. Da lettore, mi piace lasciarmi condurre e questa sì è una delle cose più affascinanti. Da lettore in pubblico di ciò che scrivo, soprattutto con i ragazzi, è divertente mettersi alla guida, ma qui si entra nella tecnica teatrale.
D. Se per questa Giornata del Podcast potessi sussurrare una micro-storia o un augurio speciale ai i lettori del Corriere dei Ciechi, quale atmosfera o emozione ti piacerebbe regalare loro?
R. Ho appena terminato la stesura di un lungo racconto su un pirata, anzi, una pirata donna. Chissà se diventerà mai un libro... Allora, visto che sono fresco del tema, oggi mi piacerebbe regalare il rumore del mare in inverno, che non è lo stesso rumore del nostro solito mare, ma contiene le acque gelide, le onde che si infrangono e chissà, forse anche una sirena...
BOX
Il filo della voce: Giornata Internazionale del Podcast
Il 30 settembre si celebra in tutto il mondo la Giornata Internazionale del Podcast (International Podcast Day), una ricorrenza nata nel 2014 negli Stati Uniti per festeggiare la potenza della narrazione audio e il suo impatto sulla cultura contemporanea.
Il termine nasce nel 2004 dalla fusione tra iPod (lo storico lettore digitale) e broadcasting (la trasmissione o radiodiffusione di contenuti). Da allora, il settore ha registrato un'espansione travolgente: nel mondo si contano oggi oltre 4,7 milioni di podcast disponibili, per un totale di centinaia di milioni di episodi. In Italia il fenomeno coinvolge un pubblico sempre più fedele, con oltre 17 milioni di ascoltatori che fruiscono regolarmente di contenuti audio digitali. A differenza del testo scritto, un racconto audio vive di pause, respiri e frequenze. Studi sulla percezione uditiva dimostrano che l'ascolto ad alta voce attiva nel cervello le stesse aree dedicate all'empatia e alla simulazione visiva: chi ascolta non si limita a ricevere informazioni, ma disegna l'ambiente sonoro nella propria mente.
Se per il mercato globale rappresenta una rivoluzione nei consumi culturali, per la comunità delle persone con disabilità visiva l'ascolto e la dimensione sonora costituiscono da sempre una forma primaria di autonomia, conoscenza e immaginazione. Celebrare la voce significa riaffermare il valore di un linguaggio accessibile per natura, capace di annullare le distanze e trasformare ogni racconto in uno spazio intimo, condivisibile e senza barriere.