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Corriere dei Ciechi

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Numero 9 del 2026

Titolo: TURISMO, SPORT E TEMPO LIBERO- Sessant'anni per la natura

Autore: Redazionale


Articolo:
L'impegno del WWF per la biodiversità e per un ambiente accessibile a tutti

Quest'anno il WWF Italia celebra un compleanno storico: sessant'anni vissuti in difesa della biodiversità. In occasione dell'anniversario dell'associazione, esploriamo la ricchezza sensoriale delle storiche Oasi WWF. Paradisi protetti dove il profumo del bosco, il canto degli uccelli e il tatto della terra abbattono ogni barriera visiva offrendo un'incredibile ricchezza di stimoli. Marco Galaverni, il responsabile Oasi WWF, ci racconta il lavoro svolto e il futuro che ci aspetta.

D. Come si è evoluto il concetto di protezione della natura per includere non solo le specie animali e vegetali, ma anche tutte le persone, garantendo il diritto di vivere l'ambiente senza barriere?
R. Il concetto di protezione della Natura si è evoluto molto negli ultimi decenni. Sebbene il WWF Italia fin dalla sua nascita ha lavorato verso una visione più ampia che comprendesse anche la persona e i suoi diritti, è solo in questi ultimi anni che questa visione è stata accolta. All'inizio il concetto di protezione della Natura era molto focalizzato sulle ricerche del tempo dove si pensava che tutelare un ecosistema significasse semplicemente proteggerlo da fattori esterni, tutelare ambienti e la fauna. La creazione dell'area protetta è nata in questo senso. Nel tempo si è capito che la Natura non è solo un patrimonio dello Stato a cui è affidata la sua tutela ma è un patrimonio di tutti e che va protetto da tutti, vivere l'ambiente è un diritto della persona. Questo concetto di diritto vuole anche garantire il diritto alla Natura per tutti.
L'ambiente naturale per sua caratteristica intrinseca presenta molto spesso delle barriere naturali che possono presentare più o meno difficoltà. Nelle oasi il WWF lavora per limitare queste barriere per rendere le oasi sempre più accessibili a tutti senza creare impatti sull'ambiente. Laddove possibile vengono allestiti percorsi per disabili motori e percorsi per ipovedenti con pannelli tattili. Sono diverse le iniziative organizzate con associazioni del settore. Le oasi del WWF rappresentano scrigni di biodiversità, un patrimonio aperto a tutti, sono aule naturali dove tutti i cittadini possono vivere la Natura, imparando a conoscerla, tutelarla ed entrando in sintonia con essa favorendo il benessere mentale e fisico.

D. Come può una persona con disabilità visiva connettersi profondamente con l'ecosistema durante una visita?
R. Ci sono molti modi per vivere la natura ed entrare in sintonia con essa, soprattutto per chi ha disabilità. Attraverso gli altri sensi come udito, tatto e olfatto possiamo captare dettagli e aspetti non colti da chi si affida principalmente al senso della vista. Immersi in natura l'udito è un importante alleato per ascoltare i tanti suoni che ci circondano: dal canto degli uccelli al bramito del cervo; dai richiami degli anfibi agli stagni ai rumori dell'acqua (pensiamo solo a una sosta sulla spiaggia), il ronzio degli insetti ma anche il vento e il fruscio delle foglie.
Possiamo attivare il senso del tatto: toccare con mano le piante e i fiori, sentire la superficie di una corteccia, toccare la superficie delle foglie, sprofondare le mani nella terra per raccoglierne le sensazioni. Ci sono oasi che hanno sentieri da percorre a piedi nudi che possono essere percorsi da chi ha disabilità visiva: camminando su superfici diverse si impara a riconoscerle e vivere esperienze diverse che normalmente non facciamo.
Non di meno possiamo attivare il senso dell'olfatto per sentire i profumi della natura: dal terreno umido dopo una giornata di pioggia ai profumi dei fiori spontanei nei prati, il profumo del mare sulla spiaggia. Sono tutti modi per connettersi con la natura ed entrarci in stretto contatto.

D. All'interno della rete delle vostre oltre 100 Oasi, ci sono già progetti pilota, laboratori dedicati o sentieri strutturati con pannelli tattili e guide formate per accogliere visitatori non vedenti e ipovedenti?
R. Sì, abbiamo Oasi che accolgono regolarmente visitatori con disabilità, anche visiva. Il primo esempio è l'Oasi di Ripa Bianca di Jesi nelle Marche che ha un sentiero a piedi nudi, uno dei primi nelle Oasi WWF, dove i visitatori sono guidati lungo un breve sentiero e possono provare l'esperienza di terreni diversi sotto i piedi. Abbiamo poi la Riserva Naturale delle Cesine in Puglia che organizza regolarmente visite guidate. Siamo in una delle zone umide più importanti del paese dove tra l'autunno e la primavera viene visitata da migliaia di uccelli svernanti e di passo. Abbiamo poi la Riserva naturale regionale delle Saline di Trapani in Sicilia munita di pannelli tattili.
La Riserva marina di Miramare, a Trieste, ha un percorso multisensoriale all'interno del museo marino BioMa che include diversi strumenti. Oltre alle audioguide in italiano e in inglese, che accompagnano il visitatore (anche ipovedente) lungo l'intero percorso immersivo alla scoperta degli habitat del Golfo di Trieste e del rapporto tra l'uomo e il mare, due "docce acustiche" consentono di ascoltare i suoni dell'ambiente marino, mentre una speciale vasca tattile permette, con la presenza dello staff WWF, di toccare alcune specie di invertebrati. Pannelli tattili e ricostruzioni tridimensionali di alcuni organismi completano il percorso multisensoriale.
Ci sono poi Oasi come il Bosco di San Silvestro in Campania, l'Oasi Lago di Alviano in Umbria e l'Oasi di Macchiagrande nel Lazio che organizzano visite guidate dedicate per ipovedenti contattando prima la direzione. Il Bosco di San Silvestro, la vecchia cascina di caccia della Reggia di Caserta, è caratterizzato da sentieri larghi senza gradini e offre la possibilità di immergersi in un bosco mediterraneo a pochissimi metri dalla città di Caserta.
Abbiamo anche l'Oasi affiliata Gregorina in provincia di Forlì-Cesena dove ci sono percorsi adatti a ipovedenti con pannelli tattili. Queste sono alcune delle oasi ma è sempre consigliabile chiamare l'Oasi per avere maggiori informazioni.
Negli ultimi anni abbiamo sviluppato molte esperienze e attività diverse nelle oasi. Tra queste il Forest-bathing, o Bagno di Foresta, una pratica "immersiva" nella natura che si adatta perfettamente a chi ha una disabilità visiva. Questa pratica, che nasce in Giappone con il nome di shinrin-yoku, consiste nel camminare in modo lento e consapevole, lasciandosi guidare dai propri sensi, naturalmente stimolati dall'ambiente circostante. Include momenti di passeggiata attenta e consapevole a momenti di sosta con attività guidate di respirazione, meditazione, attivazione dei sensi, contatto diretto con la natura. Sono 6 le oasi che hanno percorsi di Forest-bathing certificati (Cratere degli Astroni in Campania, RN Le Cesine in Puglia, Gole del Sagittario in Abruzzo, Oasi di Macchiagrande nel Lazio, l'Oasi dei Ghirardi in Emilia-Romagna e il Bosco di Vanzago in Lombardia.
Altre esperienze importanti sono state sviluppate nel campo della musica dove le oasi hanno ospitato importanti eventi musicali come il suggestivo "megafono naturale" dell'Oasi WWF Cratere degli Astroni, un contesto unico dove l'acustica naturale del vulcano spento consente esperienze sonore a basso impatto. Ma anche l'Oasi WWF Laguna di Orbetello, che ha accolto Breath of the World, un progetto che unisce musica, ascolto e divulgazione scientifica.
Ci sono poi le attività di immersione forestale in cui, grazie ad appositi strumenti, i Plants Play, è possibile tramutare in musica le attività fisiologiche delle piante, rendendoci partecipi delle loro vite meravigliose a cui i nostri occhi sono spesso ciechi.
Queste esperienze condividono una stessa filosofia: non portare rumore nella natura, ma aiutare le persone ad ascoltare meglio la straordinaria colonna sonora di ciascuna Oasi.
Infine, come accennato prima, ci sono i percorsi a piedi nudi che sono creati per attivare gli altri sensi. Sono adatti anche agli ipovedenti poiché percorsi guidati con apposite staccionate e corrimano.

D. Guardando ai primi sessant'anni e pensando ai prossimi della vostra storia, quale messaggio volete lanciare per insegnare un modo più lento, profondo e attento di ascoltare e rispettare il nostro Pianeta?
R. Da sessant'anni le Oasi WWF insegnano che proteggere la natura significa prima di tutto imparare a conoscerla e rispettarla. In un tempo che ci spinge ad andare sempre più veloci e ottenere risultati immediati, la natura ci aiuta a ritrovare un ritmo più lento e più in sintonia con noi stessi. Le Oasi sono luoghi incontaminati dove la natura è rispettata e si può osservare, ascoltare e sentire, dove ci insegna a recuperare quei legami e ritmi più lenti e profondi che ci legano ad essa.
Le Oasi sono laboratori a cielo aperto dove la biodiversità si conserva, ma anche luoghi che rigenerano le persone, accrescono la conoscenza e la passione per la natura. Tutelare il Pianeta non significa soltanto intervenire quando è in pericolo, ma imparare a riconoscere il valore di ogni ecosistema, di ogni specie e di ogni equilibrio naturale prima che venga compromesso.
La natura ci fa sognare, riduce il nostro livello di stress, aumenta il nostro benessere, stimola la nostra creatività, ma anche il nostro sistema nervoso e la risposta immunitaria. L'esperienza vissuta in natura, o semplicemente l'esposizione alla sua bellezza e varietà, contribuisce al nostro benessere psico-fisico in maniera tangibile e concreta.
Ecco, noi vorremmo che ci si fermasse, si rallentasse per tornare a essere più vicini a noi stessi, ai ritmi della natura e a entrare in sintonia con essa. È un invito a ritrovare noi stessi. L'invito è di venire nelle Oasi: il WWF Italia proseguirà nel renderle sempre più aperte, inclusive e accessibili, affinché tutti possano vivere un'esperienza autentica e diventare protagonisti della sua tutela.
Le 100 Oasi create dal WWF sono un esempio di come luoghi naturali protetti generino benefici per la biodiversità e per le comunità locali. Se non ci fossero state le Oasi, nate dall'impegno di sessant'anni del WWF in Italia, dal contributo di soci e sostenitori e dal lavoro quotidiano dei volontari, avremmo perso pezzi straordinari del nostro patrimonio naturale che oggi sono bene comune di tutti gli italiani.



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