Numero 9 del 2026
Titolo: TURISMO, SPORT E TEMPO LIBERO- DDAD - Da Discente a Docente
Autore: Marco Fossati
Articolo:
Quando lo sport diventa inclusione attiva
Negli ultimi anni, a partire dal periodo post-pandemico, le pratiche educative hanno attraversato trasformazioni significative, orientandosi verso modelli sempre più partecipativi e inclusivi. In questo contesto si colloca l'esperienza della DDAD - Da Discente a Docente, un percorso didattico innovativo che pone al centro gli studenti, rendendoli protagonisti attivi del proprio apprendimento.
L'attività nasce all'interno delle classi terze della Scuola secondaria di primo grado dell'Istituto Comprensivo Poliziano di Firenze e si sviluppa nell'ambito dell'Educazione Fisica. Il dispositivo didattico si fonda su un'idea tanto semplice quanto efficace: ogni alunna e alunno progetta e conduce una lezione relativa allo sport praticato, assumendo temporaneamente il ruolo di docente.
Il ribaltamento dei ruoli costituisce l'elemento strutturante della DDAD. Gli studenti non si configurano più come meri destinatari di contenuti, ma come mediatori attivi di conoscenze, chiamati a rielaborare e trasmettere competenze tecniche, regole, valori e strategie proprie della disciplina sportiva di riferimento.
Tale passaggio comporta ricadute significative sul piano formativo. Sviluppando la consapevolezza delle proprie competenze e potenziando le abilità comunicative ed espositive. Parimenti si ha l'incremento dell'autonomia e dell'autostima e l'acquisizione di capacità organizzative e di strutturazione dei contenuti.
La DDAD si inserisce coerentemente nel paradigma della “peer education”, ovvero dell'educazione tra pari, in cui la costruzione del sapere avviene attraverso dinamiche orizzontali. In questo contesto, l'apprendimento si configura come processo condiviso, sostenuto da un clima relazionale più informale ma al contempo profondamente significativo.
Abbiamo quindi una maggiore motivazione all'apprendimento e il rafforzamento delle relazioni interpersonali. Un incremento della partecipazione attiva e il riconoscimento e il rispetto delle differenze nei livelli di abilità.
Si arriva ad una inclusione reale, con il ruolo attivo della disabilità visiva. Un aspetto di particolare rilevanza della DDAD è la sua efficacia nei contesti inclusivi, in particolare in presenza di studenti con disabilità visiva, ciechi o ipovedenti. All'interno di questo dispositivo, la lezione si configura come uno spazio educativo in cui lo studente con disabilità visiva può assumere un ruolo attivo di guida e competenza. Parallelamente il gruppo classe è sollecitato ad adottare strategie comunicative più attente e inclusive, sviluppano modalità di interazione multisensoriali. In pratica l'esperienza corporea viene rielaborata in chiave accessibile.
Quando uno studente con disabilità visiva conduce una lezione, si attiva un significativo ribaltamento delle dinamiche tradizionali: la differenza non è più percepita come limite, ma come risorsa. Ne deriva un contesto di apprendimento realmente condiviso, fondato sull'attenzione reciproca e sulla valorizzazione delle diversità.
Lo sport, all'interno di questo percorso, si configura come un dispositivo educativo privilegiato per promuovere processi inclusivi. Esso non si esaurisce nella dimensione della pratica motoria, ma assume una valenza comunicativa, relazionale ed esperienziale.
Un elemento di particolare rilevanza nell'ambito della DDAD è rappresentato dall'ampiezza e dalla diversificazione delle discipline sportive presentate dagli studenti. Le attività spaziano dalle arti marziali, quali Brazilian jiu-jitsu, kickboxing e boxe, alle discipline tecnico-espressive come la ginnastica artistica e il nuoto sincronizzato; dagli sport di squadra, tra cui baseball, hockey, pallavolo, pallacanestro e calcio, fino alle discipline individuali come il tennis e il ciclismo. A queste si affiancano contributi legati agli sport motoristici, come la MotoGP e l'automobilismo, rielaborati in chiave didattica.
Tale eterogeneità consente di ampliare significativamente il repertorio esperienziale del gruppo classe, favorendo l'accesso a una pluralità di modelli motori, cognitivi e relazionali. Ne deriva un arricchimento delle competenze trasversali e una più profonda comprensione delle dinamiche regolative, tecniche ed emotive che caratterizzano le diverse pratiche sportive.
Attraverso la DDAD lo sport diventa narrazione di sé, dove si valorizzano le esperienze individuali e si costruisce una comunità di apprendimento fondata sul rispetto reciproco.
Dopo diversi anni di sperimentazione, la DDAD si configura come una pratica didattica consolidata, capace di adattarsi a contesti differenti e di rispondere in modo efficace ai bisogni educativi contemporanei. La sua efficacia risiede nella capacità di coniugare semplicità operativa e profondità pedagogica: dare voce agli studenti, responsabilizzarli e coinvolgerli attivamente nei processi di insegnamento-apprendimento.
In conclusione nel contesto educativo sempre più orientato verso l'inclusione e la personalizzazione dei percorsi, esperienze come la DDAD rappresentano modelli concreti e replicabili. La trasformazione, anche temporanea, dello studente in docente costituisce un potente strumento di empowerment, in grado di promuovere partecipazione, consapevolezza e responsabilità.
Quando tale approccio si sviluppa in un ambiente realmente inclusivo, in cui anche la disabilità visiva trova pieno riconoscimento, l'educazione si configura come esperienza autenticamente condivisa, capace di superare barriere e generare valore per l'intera comunità scolastica.