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Corriere dei Ciechi

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Numero 9 del 2026

Titolo: ATTIVITA' INTERNAZIONALI- Il diritto di costruire il proprio futuro

Autore: Patrizia Cegna


Articolo:
In occasione della Giornata Internazionale della Gioventù 2026, il Forum Europeo della disabilità (EDF) lancia un nuovo Manifesto sui diritti dei giovani con disabilità

Il 12 agosto 2026 si è celebrata la Giornata Internazionale della Gioventù, istituita dall'ONU nel 1999 per portare al centro del dibattito internazionale i diritti, le condizioni di vita e la partecipazione delle nuove generazioni. Il tema di quest'anno, "Contesti diversi, aspirazioni comuni" ("Different Contexts, Common Aspirations"), parte da una constatazione semplice: i giovani vivono realtà molto diverse, ma condividono aspirazioni fondamentali, come istruzione di qualità, lavoro dignitoso, benessere, opportunità e la possibilità di partecipare alle decisioni che riguardano il loro futuro.
Un messaggio che riguarda da vicino anche l'Italia, dove le opportunità cambiano in base al territorio, alla condizione economica e sociale e al percorso formativo. In particolare riguarda i giovani con disabilità, che alle difficoltà comuni si trovano spesso ad aggiungere ostacoli specifici nell'accesso all'istruzione, al lavoro, ai servizi e alla vita sociale.
Proprio il 12 agosto l'EDF ha pubblicato "The Right to Shape Our Future" (https://www.edf-feph.org/content/uploads/2026/08/The-right-to-shape-our-future-EDF-Manifesto-on-the-right-of-young-persons-with-disabilities.docx), il suo secondo manifesto sui diritti dei giovani con disabilità. Il documento è il risultato del lavoro del Comitato Giovani dell'EDF e di una consultazione condotta nel 2025, alla quale hanno partecipato cittadini di Stati membri dell'UE, tra cui l'Italia, e di altri Paesi. Le loro esperienze hanno contribuito a individuare le priorità su cui intervenire.
Già il titolo, "Il diritto di dare forma al nostro futuro", esprime con chiarezza la prospettiva del manifesto. Non si parla soltanto di assistenza o di inclusione in programmi progettati da altri, ma della possibilità concreta di scegliere, partecipare e incidere sulle decisioni che riguardano la propria vita.
Il primo pilastro è il diritto di vivere in una società giusta e accessibile. Per l'EDF, tale diritto è fondamentale e, oltre agli spazi e agli edifici pubblici, riguarda casa, trasporti, servizi, informazione, tecnologie e comunicazione. Il Forum richiama anche il concetto di "disability tax", cioè il costo aggiuntivo che può ricadere sulle persone con disabilità per affrontare spese legate, per esempio, all'alloggio, ai trasporti o all'assistenza, in un ambiente che spesso non è stato progettato pensando alla loro autonomia. L'accessibilità diventa così anche una questione economica e di uguaglianza delle opportunità.
Il secondo pilastro riguarda il diritto di costruire il proprio futuro. In questo percorso, istruzione e lavoro sono strettamente collegati. Ogni giovane dovrebbe poter scegliere il proprio percorso formativo e professionale sulla base delle proprie capacità e aspirazioni, senza essere indirizzato verso percorsi separati o limitato dalla mancanza di accomodamenti adeguati. La questione non riguarda soltanto la scuola: fruire di un'istruzione poco inclusiva aumenta il rischio di restare indietro e di sprecare competenze e talenti che andrebbero a beneficio della società.
Il manifesto richiama inoltre la "poverty trap", il rischio che l'ingresso nel lavoro comporti la perdita di sostegni essenziali, rendendo economicamente difficile proprio quel percorso verso l'autonomia che dovrebbe essere incoraggiato.
Il problema legato al lavoro dei giovani è particolarmente evidente nel contesto italiano. Nel 2024 soltanto il 40,3% dei giovani tra 15 e 29 anni partecipava al mercato del lavoro, contro il 55,9% della media europea. Per le persone con disabilità il divario occupazionale resta ancora più ampio. Alle difficoltà generali di ingresso e permanenza nel mercato del lavoro si sommano, infatti, barriere legate all'accessibilità, alla formazione e all'organizzazione dei luoghi di lavoro.
Il terzo pilastro è il diritto alla cittadinanza attiva. Qui il principio "Nothing about us without us", "Nulla su di noi senza di noi", assume un significato concreto: le politiche rivolte ai giovani con disabilità devono essere costruite con la loro partecipazione, non semplicemente per loro.
Questo vale non solo per l'informazione - perché i contenuti non accessibili escludono dalla discussione pubblica - ma anche per la rappresentazione: quando le persone con disabilità vengono raccontate soprattutto come destinatari di assistenza o come eccezioni da celebrare, si alimentano stereotipi che finiscono per condizionare anche il modo in cui vengono percepite nella società. Per questo il manifesto chiede una maggiore presenza delle persone con disabilità nei luoghi in cui si formano opinioni e decisioni: istituzioni e parlamenti, ma anche redazioni, università e spazi culturali. Non si tratta di una questione puramente simbolica. Una rappresentanza più ampia è una condizione per una partecipazione democratica realmente inclusiva.
Il tema della Giornata Internazionale della Gioventù 2026 ci fa riflettere sulla necessità di riconoscere che, pur vivendo in contesti diversi, tutti i giovani manifestano analoghe aspirazioni, pertanto è impensabile lasciare alcuni di loro ai margini dei processi decisionali che riguardano il loro stesso futuro. Riconoscere i "contesti diversi" significa prendere atto delle differenze e delle barriere che esistono. Parlare di "aspirazioni comuni" significa, invece, evitare che quelle differenze diventino una giustificazione per non garantire pieni diritti e opportunità.
Il messaggio centrale del manifesto dell'EDF è inequivocabile: il futuro dei giovani con disabilità non deve essere deciso da altri, ma progettato autonomamente e sviluppato nella piena consapevolezza delle proprie scelte. La sfida per le istituzioni europee e italiane è pertanto tradurre questo principio in misure concrete: infrastrutture accessibili, servizi realmente fruibili, sistemi educativi inclusivi, lavoro di qualità, sostegni che non penalizzino l'autonomia, informazione accessibile e spazi di partecipazione nei quali la voce dei giovani con disabilità abbia un peso effettivo.
Con "The Right to Shape Our Future", i giovani con disabilità hanno messo nero su bianco il tipo di futuro che vogliono e, soprattutto, quale ruolo intendono avere nel costruirlo. Ora spetta alle istituzioni la responsabilità di ascoltare la loro voce e trasformarla in politiche capaci di riconoscerne pienamente il valore.



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