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Corriere dei Ciechi

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Numero 9 del 2026

Titolo: MONDO DIGITALE- Intelligenza artificiale e disabilità visiva

Autore: Dario Lombardi e Luigi Traetta


Articolo:
Una nuova alleanza per la scuola e per l'autonomia

L'intelligenza artificiale sta trasformando radicalmente la nostra percezione del mondo, influenzando in modo significativo anche l'esperienza quotidiana degli studenti. Nel campo della disabilità visiva, i risvolti pratici sono ormai evidenti: l'evoluzione tecnologica ha superato i classici programmi di sintesi vocale e gli ingranditori di testo, introducendo sistemi multimodali evoluti in grado di descrivere l'ambiente circostante, spiegare un problema di matematica o persino assistere l'utente durante l'attività motoria.

In classe: capire, non solo leggere
L'integrazione dell'intelligenza artificiale generativa ha introdotto una svolta evolutiva rispetto ai tradizionali strumenti compensativi per studenti non vedenti, storicamente limitati alla pura conversione dei contenuti tra formati testuali, audio e Braille. Grazie ai modelli linguistici multimodali, applicativi come Be My AI e Seeing AI abilitano oggi una vera e propria attività di interpretazione: le immagini vengono analizzate e descritte nel dettaglio, permettendo di comprendere grafici scientifici o figure geometriche che uno screen reader tradizionale non sarebbe mai in grado di restituire (Bendel, 2024).
Nonostante l'indubbia efficacia, è opportuno evidenziare che tali sistemi presentano ancora margini di errore nelle descrizioni, imperfezioni che gli utenti con disabilità visiva imparano progressivamente a identificare e verificare (Misfitting With AI, 2024). In parallelo, soluzioni hardware indossabili come OrCam MyEye Pro integrano queste funzionalità direttamente negli occhiali, offrendo la capacità di elaborare testi, oggetti e volti anche in modalità offline, con un impatto positivo misurato sulla lettura e sul riconoscimento facciale (Amore et al., 2023).
Queste innovazioni garantiscono agli studenti la possibilità di gestire in autonomia un numero significativamente maggiore di attività didattiche quotidiane, come lo studio di schemi alla lavagna tramite fotografie, la semplificazione di formule matematiche o la consultazione di riassunti personalizzati. Tale progresso rappresenta un prezioso ampliamento dell'autonomia personale, destinato ad affiancarsi armoniosamente alla mediazione imprescindibile garantita dall'insegnante di sostegno e dall'assistente alla comunicazione.

Occhiali smart: l'IA esce dallo smartphone
Il passaggio dell'intelligenza artificiale dagli smartphone ai dispositivi hardware indossabili direttamente sul viso rappresenta l'indicazione più netta di questa evoluzione (Waisberg et al., 2024). In questo contesto, i modelli Ray-Ban Meta e Oakley Meta si sono affermati come gli occhiali smart maggiormente diffusi grazie al loro eccellente rapporto qualità-prezzo.
Questi nuovi supporti integrano soluzioni software quali Meta AI e l'applicazione Be My Eyes, grazie alle quali sono in grado di illustrare uno scenario, effettuare la lettura di un testo o avviare una videochiamata sulla base di un semplice comando vocale dell'utente, come ad esempio: "Descrivi cosa c'è intorno a me".
Più sperimentali, ma già mostrati sui palcoscenici della tecnologia internazionale, i Lumen Glasses (EIT, 2025) si propongono come alternativa hi-tech al cane guida: usano sei telecamere per percepire la profondità e un'IA addestrata a distinguere un marciapiede sicuro da un ostacolo pericoloso, guidando l'utente non solo a voce ma tramite degli impulsi tattili sulla testa che indicano quando e dove girare.
Analogamente funzionano gli occhiali iSee, pensati per mappare lo spazio e segnalare ostacoli fino a quattro metri di distanza.
L'applicazione di simili dispositivi nel contesto scolastico garantisce allo studente di entrare in un'aula nuova o in una palestra con maggiore autonomia, senza ricorrere al continuo supporto di docenti e compagni.

Il nodo cruciale: la formazione dei docenti
Nessun dispositivo, per quanto all'avanguardia, può rendersi utile in totale autonomia. Le indagini relative all'introduzione dell'IA generativa tra gli insegnanti di sostegno confermano che fattori quali la formazione pregressa, l'attitudine individuale verso la tecnologia e il sostegno da parte delle istituzioni sono determinanti per definire la regolarità e il livello qualitativo del suo utilizzo (Naatz & Ruppar, 2026).
Questa dinamica interessa da vicino chi opera quotidianamente nell'ambiente scolastico: i docenti di sostegno si trovano a dover padroneggiare strumenti in continua evoluzione, di cui va verificata costantemente l'affidabilità, data la possibilità di errori o omissioni nelle descrizioni delle immagini, al fine di includerli armoniosamente in un piano didattico focalizzato sulla centralità dell'alunno e non sulla tecnologia stessa (Wang et al., 2025).
Serve una formazione continua, costruita non su "come si usa l'app" ma su come trasformare l'IA generativa in un tutor supplementare per l'esercitazione autonoma, senza sostituire il pensiero critico dello studente.
Esperienze pratiche di uso dell'IA generativa per costruire materiali didattici su misura per studenti con disabilità confermano il potenziale, ma raccomandano un utilizzo guidato e critico da parte del docente (van Garderen et al., 2025). Le linee guida ministeriali sull'IA a scuola indicano già questa direzione; per la disabilità visiva serve un passo ulteriore: percorsi pensati insieme a chi la disabilità la vive, con il coinvolgimento di associazioni come l'UICI.

Un'opportunità da accompagnare, non da subire
Il vero pericolo risiede nel divario socio-economico e formativo: da un lato, la disparità tra chi ha la possibilità di acquistare tecnologie da migliaia di euro e chi ne rimane escluso; dall'altro, lo scollamento tra gli istituti scolastici che investono nell'aggiornamento e quelli che restano indietro.
L'IA generativa si prospetta come una risorsa concreta per promuovere l'inclusione a scuola e l'autonomia dei ragazzi con disabilità visiva, ma costituisce pur sempre un mezzo: il suo reale valore è strettamente subordinato alla mediazione didattica che la accompagna e a una decisione, prima culturale e poi tecnica, volta a co-progettare l'accessibilità insieme ai diretti interessati, superando la logica del mero adattamento tardivo del dispositivo alle loro necessità.

BOX
Muoversi, correre, giocare
Il capitolo forse meno raccontato riguarda l'attività fisica. Il bastone bianco resta lo strumento simbolo dell'autonomia, ma sta cambiando pelle: dispositivi come WeWalk o UltraCane aggiungono sensori a ultrasuoni e indicazioni vocali per riconoscere ostacoli quando si cammina o quando si va a fare sport all'aperto, con un'efficacia già misurata sperimentalmente rispetto al solo bastone bianco (Pittet et al., 2026).
Il caso più radicale è Glide, dell'azienda Glidance: non un bastone da far oscillare, ma un dispositivo dotato di ruote e di sensori avanzati che funziona in modo simile alla guida autonoma delle auto. Mappa lo spazio circostante, calcola in tempo reale un percorso sicuro ed evita gli ostacoli guidando attivamente la mano dell'utente, il tutto senza bisogno di connessione internet: un'evoluzione che ricorda da vicino il comportamento di un cane guida (ITU, 2025).
Sul fronte sportivo agonistico, il progetto europeo BLINDTRACK ha dimostrato che una tecnologia di guida basata su sensori e algoritmi predittivi può permettere a un atleta non vedente di correre su una pista di atletica in autonomia, senza bisogno di una guida umana, grazie a una cintura che trasmette la direzione tramite vibrazioni (Kemeth et al., 2015). Per la scuola questo apre una possibilità concreta: portare lo studente con disabilità visiva a partecipare all'ora di educazione fisica in modo più attivo, non solo come osservatore.

Bibliografia
Amore, F., et al. (2023). Efficacy and patients' satisfaction with the ORCAM MyEye device among visually impaired people: A multicenter study. Journal of Medical Systems. https://doi.org/10.1007/s10916-023-01908-5
Bendel, O. (2024). How can generative AI enhance the well-being of blind? arXiv. https://arxiv.org/abs/2402.07919
European Institute of Innovation and Technology (EIT). (2025, September 18). President von der Leyen showcases .Lumen's AI glasses for the visually impaired at State of the Union. EIT. https://www.eit.europa.eu/news-events/news/president-von-der-leyen-showcases-lumens-ai-glasses-visually-impaired-state-union
Kemeth, F., Hafenecker, S., Jakab, Á., Varga, M., Csielka, T., & Couronné, S. (2015). Guiding system for visually impaired running on a track. In J. Cabri, J. Barreiros, & P. Pezarat Correia (Eds.), Sports science research and technology support (icSPORTS 2014, CCIS vol. 556, pp. 78–89). Springer. https://doi.org/10.1007/978-3-319-25249-0_6
International Telecommunication Union (ITU). (2025). Meet Glidance, the US startup reinventing assistive technology with Glide.
Misfitting with AI: How blind people verify and contest AI errors. (2024). In Proceedings of the 26th International ACM SIGACCESS Conference on Computers and Accessibility (ASSETS '24). https://doi.org/10.1145/3663548.3675659
Naatz, A. J., & Ruppar, A. (2026). Special education teachers' use of generative artificial intelligence (AI): An exploratory survey of frequency and factors influencing adoption. Journal of Special Education Technology. https://doi.org/10.1177/01626434251379800
Pittet CE, Ortega EV, Fabien M, Wallace MT, Gori M, Murray MM. Efficacy of electronic travel aids for the blind and visually impaired during wayfinding. Sci Rep. 2026 Jan 28;16(1):6423. doi: 10.1038/s41598-026-37578-9. PMID: 41606072; PMCID: PMC12909938.
van Garderen, D., Lannin, J., Rodrigues, J., Smith, C. M., & Shahale, F. V. (2025). Using generative AI to create scaffolded instructional resources for students with disabilities. Intervention in School and Clinic.
Waisberg, E., Ong, J., Masalkhi, M., Zaman, N., Sarker, P., Lee, A. G., & Tavakkoli, A. (2024). Meta smart glasses—large language models and the future for assistive glasses for individuals with vision impairments. Eye, 38(6), 1036–1038.
Wang, M., Tlili, A., Khribi, M. K., Lo, C. K., & Huang, R. (2025). Generative artificial intelligence in special education: A systematic review through the lens of the mediated-action model. https://doi.org/10.1177/02666669251335655



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