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Corriere dei Ciechi

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Numero 9 del 2026

Titolo: SALUTE E BENESSERE- Prevenire, riabilitare, partecipare

Autore: AA.VV.


Articolo:
8 settembre Giornata Mondiale della fisioterapia World PT Day 2026: la partecipazione professionale dei fisioterapisti ciechi e ipovedenti

L'8 settembre si celebra il World PT Day, ovvero la Giornata mondiale della fisioterapia, promossa dalla World Physiotherapy (WP). In Italia, AIFI, Associazione Italiana di Fisioterapia, membro ufficiale della WP, contribuisce alla campagna traducendo in italiano i materiali ufficiali della WP e favorendo il trasferimento delle conoscenze scientifiche verso la pratica professionale, l'informazione ai cittadini e il confronto con le istituzioni.
La ricorrenza offre anche l'occasione per riflettere su una storia professionale ancora attuale. Per molte persone cieche e ipovedenti, la fisioterapia in Italia è stata più di uno sbocco lavorativo: ha significato formazione sanitaria, autonomia economica e possibilità di mettere competenze cliniche al servizio delle persone.
Nel 2026 il World PT Day è dedicato alle malattie cardiovascolari e all'ictus. Il messaggio della campagna riguarda la prevenzione, la gestione delle condizioni croniche e il recupero dopo un evento cerebrovascolare acuto. In questi ambiti, attività fisica ed esercizio rappresentano componenti rilevanti della prevenzione e della riabilitazione, all'interno di programmi personalizzati, costruiti insieme alla persona sulla base della valutazione clinica e degli obiettivi condivisi.
Nelle persone con malattie cardiovascolari, l'intervento fisioterapico può migliorare la capacità cardiorespiratoria, aumentare in sicurezza il livello di attività fisica e sostenere la gestione dei fattori di rischio. Dopo un ictus, l'intervento fisioterapico include la pratica ripetuta e progressiva di attività funzionali, come i trasferimenti, il cammino e le attività manuali, insieme a esercizi per equilibrio, forza e resistenza. Scelta e dosaggio sono adattati alla fase del recupero e agli obiettivi della persona.
Le conseguenze dell'ictus possono interessare le funzioni sensori-motorie, cognitive, uditive e anche visive, con compromissione dei movimenti oculari, del campo visivo, della percezione e dell'attenzione visuospaziale. Questo può determinare difficoltà nell'orientamento, nella mobilità e nelle attività quotidiane. Sono quindi necessarie una valutazione precoce e una presa in carico interprofessionale.
Nell'ottica del modello bio-psico-sociale, il recupero non coincide soltanto con il miglioramento di una funzione: richiede di tornare a partecipare alla vita familiare, sociale e lavorativa, anche attraverso strategie nuove. Recuperare il cammino può consentire di uscire di casa o tornare al lavoro; recuperare l'uso funzionale della mano può permettere di vestirsi o preparare un pasto. In presenza di disturbi visivi o visuospaziali, il lavoro su equilibrio, orientamento e strategie di mobilità può favorire spostamenti più sicuri. Il fisioterapista è dunque un facilitatore nella gestione del cambiamento.
La disabilità, in questa prospettiva, non può essere letta soltanto attraverso la compromissione di una funzione. La partecipazione dipende anche dall'interazione con l'ambiente, dalla sua accessibilità, dalle tecnologie disponibili e dalla possibilità di adottare modalità differenti per raggiungere lo stesso risultato.
Questo principio vale sia per chi riceve fisioterapia sia per chi la esercita.
Tra i fisioterapisti vi sono professioniste e professionisti ciechi e ipovedenti, che possono ricorrere a strategie diverse da quelle adottate da colleghe e colleghi vedenti per raggiungere il medesimo obiettivo: apportare salute e favorire la riacquisizione delle abilità compromesse.
La valutazione fisioterapica non si limita all'osservazione visiva, ma integra anamnesi, valutazione manuale, analisi del movimento e test funzionali. Il tatto permette, a chi vede e a chi non vede, di rilevare aspetti clinici fondamentali per lo studio e il trattamento della persona; la comunicazione aiuta a comprenderne sintomi, fatica e priorità. La competenza non coincide con un'unica modalità sensoriale: il deficit visivo non determina automaticamente un "tatto migliore", perché l'esperienza professionale nasce da formazione, pratica, ragionamento clinico e confronto.
La laurea in Fisioterapia e il continuo aggiornamento sono indispensabili, ma non sempre sufficienti. Tecnologie accessibili e modalità assistive consentono alle fisioterapiste e ai fisioterapisti ciechi e ipovedenti di consultare la documentazione sanitaria, scrivere e sottoscrivere i referti in autonomia. Se un professionista autonomo nella valutazione e nel trattamento incontra un ostacolo in una piattaforma non accessibile, il problema riguarda lo strumento di lavoro, non la capacità clinica.
Un adattamento ragionevole non riduce gli standard né modifica le responsabilità professionali: permette di svolgere la stessa attività in autonomia. Per questo serve continuità tra università, servizi sanitari, datori di lavoro, Ordini, associazioni e supporto informatico. L'inclusione dei servizi rivolti alle persone con esiti di ictus deve trovare corrispondenza anche negli ambienti di lavoro delle fisioterapiste e dei fisioterapisti ciechi e ipovedenti.
Nel proprio ambito associativo, AIFI può promuovere il confronto con le istituzioni affinché i percorsi formativi siano accessibili e favorire la partecipazione di colleghe e colleghi ciechi e ipovedenti ai gruppi di interesse specialistico, alle attività scientifiche e alla ricerca.
Il World PT Day rappresenta un'opportunità per promuovere l'abbattimento delle barriere che possono ostacolare l'espressione delle capacità delle persone che ricevono cure riabilitative e delle fisioterapiste e dei fisioterapisti ciechi e ipovedenti. Rendere accessibili percorsi formativi, ambienti di lavoro e attività scientifiche contribuisce a costruire una fisioterapia realmente inclusiva.

Silvia Bargeri, Alfio Pulvirenti, Valentina Redaelli e Giacomo Rossettini, per AIFI - Associazione Italiana di Fisioterapia

BIBLIOGRAFIA
World Physiotherapy. World PT Day 2026: cardiovascular disease and stroke. London: World Physiotherapy; 2026.
Associazione Italiana di Fisioterapia. Materiali italiani per il World PT Day 2026. AIFI; 2026. Disponibile all'indirizzo: https://aifi.net/world-pt-day-2026-disponibili-i-materiali-ufficiali-in-italiano/
Alt Murphy M, Muñoz-Novoa M, Heremans C, et al. European Stroke Organisation guideline on motor rehabilitation. Eur Stroke J. 2025;10(4):1160-1188. doi:10.1177/23969873251338142.
Rowe FJ, Hepworth LR, Coco-Martin MB, et al. European Stroke Organisation guideline on visual impairment in stroke. Eur Stroke J. 2025;10(4):1087-1159. doi:10.1177/23969873251314693.
Atkinson K, Owen Hutchinson J. Transition from higher education to National Health Service for visually impaired physiotherapists: an interpretative phenomenological exploration. Br J Vis Impair. 2013;31(1):32-46. doi:10.1177/0264619612466101.
Pulvirenti A. L'accesso degli studenti non vedenti alla formazione universitaria in fisioterapia [tesi di laurea specialistica]. Corso di Laurea Specialistica in Scienze delle Professioni Sanitarie della Riabilitazione. Roma: Sapienza Università di Roma; a.a. 2011–2012



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