Numero 9 del 2026
Titolo: SALUTE E BENESSERE- Dalla ricerca alla pratica clinica quotidiana
Autore: Andrea Cusumano
Articolo:
Un collirio per la presbiopia
Per milioni di persone la presbiopia rappresenta uno dei cambiamenti visivi più comuni tra quelli legati all'età. Dopo i 40-45 anni consultare lo smartphone, leggere un menu al ristorante o controllare la scadenza di un prodotto al supermercato diventa progressivamente più difficile. Nella maggior parte dei casi il problema viene risolto con l'adozione di occhiali da lettura, una soluzione apparentemente semplice ma a cui molti faticano ad abituarsi.
Recentemente, la ricerca ha aperto una nuova possibilità: utilizzare colliri in grado di migliorare temporaneamente la visione per vicino. Tra questi c'è Qlosi, contenente pilocarpina allo 0,4%, approvato negli Stati Uniti per il trattamento della presbiopia negli adulti.
La pilocarpina non restituisce al cristallino l'elasticità - e quindi la capacità di accomodazione - persa con l'età, ma restringe la pupilla (miosi) producendo un effetto ottico che aumenta la profondità di fuoco dell'occhio e migliora la nitidezza della visione per vicino.
L'efficacia e la sicurezza della pilocarpina allo 0,4% sono state dimostrate in uno studio clinico di fase 3, randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo, denominato GEMINI 1. Questo trial, pubblicato nel 2023 sulla rivista JAMA Ophthalmology, ha coinvolto 323 adulti tra i 40 e i 55 anni affetti da presbiopia, assegnati in modo casuale a due gruppi: uno ha ricevuto il collirio a base di pilocarpina 0,4% e l'altro un collirio placebo, in entrambi i casi da instillare una volta al giorno per 30 giorni.
I risultati hanno dimostrato che una quota significativamente maggiore di persone trattate con pilocarpina ha ottenuto un miglioramento clinicamente rilevante nella capacità di leggere da vicino rispetto al gruppo placebo, con comparsa dell'effetto entro 20-30 minuti dall'instillazione del collirio e una durata di diverse ore. Questo beneficio non ha alterato significativamente la visione per lontano.
Per quanto riguarda la sicurezza, gli effetti indesiderati sono stati per lo più lievi o moderati: il più frequente è stato il mal di testa, seguito da arrossamento oculare e lieve fastidio dopo l'instillazione. Non sono emersi problemi di sicurezza inattesi durante il periodo di osservazione.
Gli autori hanno concluso che la pilocarpina allo 0,4% rappresenta un'opzione terapeutica efficace e generalmente ben tollerata per migliorare temporaneamente la visione per vicino negli adulti con presbiopia. Anche se l'efficacia del collirio è temporanea e varia da individuo a individuo, questo rappresenta una delle novità più interessanti nel trattamento della presbiopia degli ultimi anni.
Un'ulteriore ricerca, presentata al recente congresso annuale dell'American Optometric Association, nel giugno del 2026, si è posta una domanda diversa: cosa succede quando questo tipo di trattamento viene introdotto nella normale attività di uno studio optometrico?
Lo studio, denominato Presbyopia Pathway Implementation Pilot (PPIP), ha coinvolto otto centri optometrici statunitensi e 111 persone con presbiopia interessate a provare il trattamento. Tutti i partecipanti hanno ricevuto un kit iniziale con il collirio, istruzioni dettagliate e un periodo di adattamento di una settimana prima della valutazione successiva.
L'obiettivo non era verificare se il farmaco funzionasse - aspetto già studiato in precedenza dallo studio clinico GEMINI 1 - quanto capire se il trattamento con la pilocarpina allo 0.4% potesse essere introdotto mediante un percorso strutturato e integrato efficacemente nella pratica clinica quotidiana degli studi optometrici senza creare difficoltà organizzative.
I ricercatori hanno valutato aspetti come il numero di nuovi pazienti, l'individuazione di nuove patologie oculari, il ricorso agli esami diagnostici e l'impatto sull'attività professionale. I risultati sono stati incoraggianti per tutti gli aspetti presi in esame, raggiungendo o superando i valori di riferimento definiti per ciascuno di essi. In particolare, vi è stato un maggiore ricorso all'imaging retinico ultra-grandangolare, un esame che consente di osservare una porzione molto ampia della retina e che può contribuire a individuare eventuali patologie oculari anche in pazienti che si presentano semplicemente per un problema di visione da vicino.
Anche il gradimento dei pazienti è apparso positivo. Tra coloro che hanno completato il follow-up, circa sette persone su dieci hanno espresso un livello di soddisfazione elevato e una percentuale analoga ha dichiarato di aver raggiunto gli obiettivi che si era prefissata all'inizio del trattamento. Gli autori sottolineano tuttavia che un elemento fondamentale rimane la corretta selezione dei candidati e una chiara spiegazione di ciò che il collirio può e non può fare, così da evitare aspettative irrealistiche che potrebbero tradursi in delusione.
Un aspetto curioso emerso dallo studio riguarda il timore, diffuso tra alcuni professionisti, che l'introduzione dei colliri per la presbiopia possa ridurre la vendita di occhiali. I dati raccolti non sembrano confermare questa ipotesi: molti pazienti hanno infatti continuato ad acquistare lenti e montature, suggerendo che le due soluzioni possano convivere come risposte diverse a esigenze diverse di una stessa persona.
Naturalmente questi risultati vanno interpretati con prudenza. Lo studio è stato presentato sotto forma di poster scientifico e non rappresenta un confronto tra collirio, placebo o altre terapie. Inoltre il numero di partecipanti è relativamente limitato e il periodo di osservazione è stato breve. Saranno quindi necessari studi più ampi e con un follow-up più lungo per confermare queste prime osservazioni.
Questi risultati suggeriscono che i colliri per la presbiopia potrebbero trovare un ruolo sempre più importante nella pratica clinica quotidiana. Non sostituiranno gli occhiali in tutti i casi e non sono adatti a ogni paziente, ma potrebbero diventare un'opzione aggiuntiva per chi desidera una maggiore libertà nelle attività quotidiane.
La ricerca continua a offrire nuove possibilità anche per un disturbo comune come la presbiopia. Come spesso accade in medicina, non esiste una soluzione valida per tutti. Disporre di nuove opzioni terapeutiche permette però di personalizzare sempre di più il trattamento, scegliendo insieme allo specialista la soluzione più adatta alle esigenze di ciascuna persona.