Numero 11 del 2026
Titolo: ATTUALITÀ- Cane guida, una legge per riconoscere il diritto alla libertà e all'autonomia
Autore: Redazionale
Articolo:
Una proposta per abbattere le barriere culturali e contrastare le discriminazioni
Un cane guida non è soltanto un compagno fedele. Per una persona cieca o ipovedente rappresenta autonomia, sicurezza, libertà di movimento e possibilità di partecipare pienamente alla vita sociale. È da questa consapevolezza che nasce la proposta di legge per istituire ufficialmente il 16 ottobre la Giornata nazionale del cane guida, presentata a Roma dall'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (Uici), in occasione della ventunesima edizione della ricorrenza.
L'iniziativa, articolata in quattro articoli, porta le firme dei deputati Davide Faraone (Italia Viva), Marco Furfaro (Partito Democratico), Marta Schifone (Fratelli d'Italia), Paolo Emilio Russo (Forza Italia) e Massimiliano Panizzut (Lega). Un sostegno trasversale che testimonia la volontà di affrontare un tema capace di superare le appartenenze politiche: il riconoscimento concreto dei diritti delle persone con disabilità visiva.
Da oltre vent'anni l'Uici celebra il 16 ottobre il valore dei cani guida. L'obiettivo della proposta è ora inserire questa ricorrenza nel calendario civile della Repubblica, trasformandola in un appuntamento annuale dedicato all'informazione, alla sensibilizzazione e alla promozione dell'accessibilità.
«Respingere un cane guida significa respingere la persona che gli è legata e quindi discriminarla», ha sottolineato il presidente nazionale dell'Uici, Mario Barbuto. Il suo appello è rivolto soprattutto a chi continua a considerare questi animali una presenza indesiderata nei locali pubblici, nei servizi e sui mezzi di trasporto.
Le norme, in realtà, esistono da decenni. La legge 37 del 1974, successivamente modificata nel 1988 e nel 2006, riconosce alle persone cieche il diritto di accedere con il proprio cane guida ai mezzi di trasporto pubblico e agli esercizi aperti al pubblico, prevedendo sanzioni per chi ostacola tale diritto. Eppure, nella quotidianità, persistono rifiuti, resistenze e comportamenti discriminatori.
«Non vogliamo fare soltanto un discorso di punizione o di violazione della normativa», ha precisato Barbuto. L'obiettivo è intervenire sulle barriere culturali, spesso più difficili da abbattere di quelle architettoniche. Perché il cane guida consente di andare al lavoro, viaggiare, utilizzare i trasporti e vivere la propria quotidianità con maggiore indipendenza. Ma rappresenta anche una relazione profonda, costruita sulla fiducia reciproca.
Una battaglia di civiltà che unisce la politica
Il carattere bipartisan della proposta è stato ribadito dai parlamentari intervenuti. Marta Schifone, Massimiliano Panizzut e Paolo Emilio Russo hanno definito l'iniziativa una «proposta di legge di civiltà», evidenziando la necessità di rimuovere gli ostacoli che impediscono l'accesso dei cani guida nei luoghi pubblici.
Per Marco Furfaro, deputato del Pd, gli episodi di discriminazione sono ancora troppo frequenti. Il riconoscimento istituzionale della Giornata servirebbe quindi a rafforzare il lavoro educativo svolto quotidianamente dalle associazioni, coinvolgendo scuole, istituzioni e cittadini.
Davide Faraone, capogruppo di Italia Viva-Casa Riformista, ha assicurato l'impegno a portare avanti l'iter parlamentare. La sua è anche una testimonianza personale: la madre, non vedente, ha intrapreso un percorso di autonomia insieme al cane guida Cake. Un'esperienza che, ha raccontato, gli ha permesso di conoscere da vicino il valore dell'addestramento e il rapporto speciale che si sviluppa tra la persona e l'animale.
A richiamare l'attenzione sulla distanza tra diritti riconosciuti e diritti effettivamente esercitati è stato anche Maurizio Borgo, presidente dell'Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità. «La barriera invisibile e più difficile da superare è la barriera culturale», ha osservato, ricordando che garantire l'accesso a un cane guida non significa semplicemente rispettare una formalità, ma permettere a una persona di vivere pienamente la propria vita.
La testimonianza di Camanni: «Peggy è molto più di un'amica»
Tra le voci più significative della giornata quella di Paolo Dongdong Camanni, judoka paralimpico della Nazionale italiana Fispic e del gruppo sportivo Fiamme Gialle. Nato nel 2003, cieco dalla nascita a causa di un retinoblastoma bilaterale, Camanni ha raccontato il rapporto con Peggy, il cane guida che lo accompagna dal 2022.
Peggy è al suo fianco durante gli allenamenti, le competizioni, i ritiri sportivi e i viaggi. Insieme condividono anche un sogno: visitare trenta Paesi.
Ma la loro quotidianità non è priva di ostacoli. Camanni ha denunciato episodi di esclusione, soprattutto nell'accesso ai taxi e ad alcuni servizi. Una testimonianza che restituisce il significato concreto della proposta: il cane guida non è un privilegio, ma una risorsa fondamentale per esercitare un diritto.
Dall'addestramento alla fiducia: il lavoro delle scuole
Dietro ogni cane guida c'è un percorso complesso, che richiede tempo, professionalità e investimenti. In Italia una delle esperienze storiche più importanti è quella della Scuola nazionale cani guida per ciechi di Scandicci, in Toscana, nata nel 1929. A questa si affianca, tra le altre realtà, la scuola del Centro Helen Keller di Messina.
Massimo Russo, della scuola messinese, ha illustrato le diverse fasi della formazione. L'addestramento tecnico dura circa sei mesi e comincia generalmente quando il cane ha raggiunto un anno di età. Prima, però, è fondamentale il lavoro delle famiglie affidatarie, i cosiddetti puppy walker, che accompagnano i cuccioli nella socializzazione e li preparano ad affrontare ambienti diversi.
La preparazione prosegue nelle strade cittadine, tra attraversamenti, rumori, ostacoli e imprevisti. Anche la persona che riceverà il cane deve seguire uno specifico percorso di orientamento e mobilità.
«Si chiama cane guida, ma non è lui a guidare», ha chiarito Russo, spiegando che è la persona a conoscere il percorso e a decidere la direzione, mentre il cane contribuisce a rendere gli spostamenti più sicuri.
La formazione comporta inoltre costi importanti. Al Centro Helen Keller il percorso è gratuito per i residenti in Sicilia grazie al sostegno regionale, mentre per chi proviene da altre regioni è previsto un contributo di 700 euro per corso, vitto e alloggio. Una cifra che, ha precisato Russo, non copre i costi effettivi sostenuti dalla scuola.
Una giornata per cambiare la cultura dell'accessibilità
La presentazione della proposta si è conclusa con una passeggiata di sensibilizzazione nel centro di Roma, da via Borgognona alla Galleria Alberto Sordi. Cani guida e conduttori hanno attraversato insieme le strade della Capitale, accompagnati da palloncini colorati e dagli slogan «Diritti in movimento, col cane guida dappertutto» e «Cani guida e libertà».
Un'iniziativa dal forte valore simbolico, che ha riportato l'attenzione sulla necessità di tradurre i principi dell'inclusione in comportamenti quotidiani.
L'istituzione della Giornata nazionale non risolverebbe automaticamente le discriminazioni, né sostituirebbe l'applicazione delle norme già esistenti. Potrebbe però rappresentare uno strumento permanente di educazione civica, capace di coinvolgere istituzioni, scuole, operatori dei servizi e cittadini.
Perché il vero traguardo non è soltanto dedicare una data del calendario ai cani guida, ma costruire una società nella quale nessuna persona cieca o ipovedente debba più scegliere tra la propria autonomia e il diritto di entrare in un luogo pubblico.
La libertà di movimento non può fermarsi davanti a una porta chiusa.