Numero 11 del 2026
Titolo: ATTUALITÀ- Tre pennellate di un quadro chiamato autonomia
Autore: Alessio Tommasoli
Articolo:
Siglato un accordo tra Uber, Uici e Fispic per la mobilità
Benessere, salute, lavoro, sport, relazioni e passioni: una serie di pennellate, ben definite, che compongono il dipinto di un'esistenza. Ma un pennello è solo un oggetto inerte se non può muoversi, se non riceve una spinta verso la tela sulla quale creare un quadro chiamato autonomia.
Un quadro che UICI, FISPIC e UBER, unendosi, stanno cercando di realizzare: tre realtà che, come tre artisti con in mano ciascuno un pennello, stringono un accordo per dipingere il quadro di vita delle persone con disabilità visiva, dandogli la possibilità di essere liberi, come solo chi si muove senza ostacoli può essere.
Perché Uber, la famosissima azienda di trasporti internazionale, mette a disposizione risorse e cuore per sviluppare un'azione di sostegno a due delle principali attività della sfera umana, lo sport e il lavoro: attraverso un accordo, Uber offre ai soci Uici delle corse agevolate per raggiungere i luoghi di sport e di lavoro. Proprio come avviene già da qualche tempo con la Fispic.
Un sostegno che non si limita alla sola agevolazione, ma si allarga a un miglioramento costante dell'accessibilità della propria app e alla formazione del proprio personale, in modo che sappia accogliere le persone con una disabilità visiva: "Formare i driver significa prendersi cura dei rapporti umani e personali, preoccupandosi di insegnare loro come comportarsi con ciechi e ipovedenti che salgono a bordo, per superare quelle indecisioni e quelle difficoltà relazionali che molto spesso vanno a influire negativamente sul servizio stesso", afferma il Presidente nazionale dell'UICI Mario Barbuto, padrone di casa nella conferenza stampa che presenta questo progetto, chiamato, senza troppi giri di parole, "Più autonomia, meno barriere".
"L'auspicio", conclude Barbuto prima di lasciare la parola al rappresentante dell'azienda di trasporto, "è che altri operatori del trasporto pubblico possano prendere esempio da questo atto di civiltà compiuto da Uber".
Un atto che trova la propria origine in una convinzione: "Crediamo fermamente che l'autonomia di muoversi sia un fondamento di libertà", dice Davide Archetti, Direttore Generale di Uber per l'Europa del Sud, "anche la libertà economica, perché le persone devono muoversi in relazione alla disponibilità delle loro tasche".
La libertà, d'altronde, è un concetto rispetto al quale Uber sembra aver ben chiaro un punto, soprattutto quando questa si riferisce a persone con una disabilità: niente su di noi senza di noi.
"Si tratta di una formazione in cui le persone con disabilità visiva sono parte attiva", spiega Archetti, "perché partecipano direttamente ad essa, come anche nel cercare di rendere la app sempre totalmente accessibile a qualsiasi esigenza".
Non sembra un caso, allora, che Uber compaia come sponsor delle Paralimpiadi, oltre che delle Olimpiadi, dimostrando di comprendere perfettamente l'importanza del legame tra autonomia e sport, in una traiettoria che disegna, appunto, lo spazio quotidiano della libertà.
"Il progetto con Uber è nato per dare agli atleti l'opportunità di spostarsi con meno difficoltà", dice Andrea Cesolini, rappresentante della Fispic, "unendo lo sport con le esigenze della vita di tutti i giorni, ed è stato il primo passo, determinante, per capire quanto fosse importante estendere l'accordo coinvolgendo anche l'Unione".
Perché lo sport non è semplicemente un hobby, ma è benessere e quindi parte della vita, come ricorda Paolo Dongdong Camanni, bronzo europeo di judo paralimpico: "La libertà di movimento, come la libertà di andare ad allenarsi, è il fondamento di una vittoria che non è soltanto sportiva, ma esistenziale".
Una libertà che spesso, però, è limitata dalla stessa città in cui si vive. Come avviene a Roma: "Una città complessa che sconta un ritardo normativo, derivato da norme datate che parlano ancora di abbattimento barriere architettoniche", ammette Giovanni Zannola, presidente della III Commissione Capitolina Permanente - Mobilità di Roma Capitale.
"Ma la sfida è passare alla progettazione universale", continua Zannola, "a quell'Universal Design che stanno già seguendo tutte le città europee, rimodellando il paradigma per portare avanti un cambiamento che coinvolga l'intero paese".
Una sfida che può trovare uno slancio importante proprio da questo accordo tra Uber, Uici e Fispic, come una serie di pennellate capaci di dare finalmente inizio a quel quadro chiamato autonomia, ancora lontano dall'essere completato, ma non più impossibile.