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Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ETS - APS

 

Corriere dei Ciechi

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Numero 11 del 2026

Titolo: ATTUALITÀ- "Luce" sugli oratori

Autore: Vania Vorcelli


Articolo:
Inizia a Bologna un percorso che faciliterà l'inclusione nelle attività dei centri parrocchiali dei ragazzi con disabilità visiva.

Nella sede dell’Istituto dei ciechi "Francesco Cavazza", si è tenuta la prima giornata formativa per operatori dell’Aspi, l’Associazione nazionale San Paolo Italia, cui fanno capo più di 1.500 oratori in tutto il Paese. Luoghi deputati all’accoglienza di tutti, ma che talvolta mancavano delle competenze necessarie a consentire l’accesso a giovani non vedenti o ipovedenti. Per questo, la sollecitazione arrivata dall’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (Uici) è stata subito raccolta, dando il la a un progetto che oggi compie il primo passo. "L’idea di fondo è aprire strutture importantissime, di comunità, di socializzazione, come sono gli oratori, a persone non vedenti o ipovedenti, a ragazzi che magari oggi fanno più fatica a frequentarli, da un lato per il timore delle famiglie, dall’altro per il senso di smarrimento dei gestori dell’oratorio davanti a una possibilità di questo tipo. Noi vogliamo realizzare le condizioni perché, invece, questa comunità possa crescere anche con la presenza di persone non vedenti e ipovedenti", spiega il presidente nazionale di Uici, Mario Barbuto. "Segnalazioni dalle famiglie ne abbiamo avute molte, ma ancora di più delle difficoltà segnalate, delle quali cerchiamo di tenere conto, per noi è importante svolgere un ruolo propulsivo, facendo qualcosa di più perché la comunità si possa allargare e possa saper condividere le proprie giornate anche con persone che presentano delle disabilità. Credo non si sia mai realizzata un’esperienza del genere, è la prima sicuramente: confidiamo che possa essere anche seguita da altre iniziative analoghe", sottolinea Barbuto.
"È importantissimo che il mondo degli oratori partecipi a questa iniziativa: il mondo dell’oratorio, che per definizione deve essere accogliente, non può escludere nessuno. L’associazione Uici ci permette di fare entrare negli oratori una conoscenza che non c’era e consentirà ai ragazzi con disabilità di venire il prossimo anno nei nostri oratori sapendo che c’è qualcuno che li sa accogliere", assicura il presidente dell’Anspi, Giuseppe Dessì. "A Bologna ci sono ragazzi che vengono da tutta Italia, da circa 50 oratori presi da tutte le regioni: sono dei pionieri, perché quello che vedranno e impareranno dovranno trasmetterlo ad altri educatori, innescando un processo virtuoso di trasmissione delle conoscenze acquisite oggi".
"Anspi ha 250.000 tesserati, 1.500 parrocchie. Parliamo di numeri enormi: si tratta di una comunità importante dove si aggregano le persone al di là del credo", ricorda Dessì, sottolineando come l’associazione abbia spinto molto negli ultimi 14 anni sulla formazione degli animatori, investendo 1,3 milioni di euro. "Con questa giornata inizia un percorso che ha una grande sfida difronte, quella di riuscire a fare in modo che in almeno una sessantina di oratori in Italia si possano ospitare dei ragazzini e delle ragazzine cieche e ipovedenti durante l’attività estiva del prossimo anno. È una sfida non semplice, perché, purtroppo, rispetto alla disabilità visiva, nel mondo degli oratori c’è tanta diffidenza rispetto a cosa si possa fare in determinate situazioni. L’avventura che iniziamo insieme a Uici può essere l’occasione di riuscire a rendere, invece, ordinaria questa presenza", aggiunge Mauro Bignami, referente del progetto "Luce" per Anspi.
Dunque, via ai laboratori, che spaziano dai temi dell’orientamento, all’utilizzo degli strumenti informatici, fino alla conoscenza delle patologie visive e all’organizzazione di giochi e attività di animazione fruibili per tutti. Il primo passo, spiega la psicologa Nadia Massimiano, è liberarsi dei preconcetti e acquisire delle conoscenze basate sulla realtà: i ragazzi "sono arrivati qui con un’aspettativa, con un’idea, con un bagaglio sulla disabilità visiva e oggi iniziano per la prima volta a fare esperienza". A guidarli, gli esperti dell’Uici, come Giovanni Cellucci. "Vorremmo mostrare ai nostri ospiti come fa una persona cieca o un ipovedente a fare una ricerca in internet, ad andare su un social network, a rispondere o a scrivere una mail", spiega.
"Nel laboratorio sulla vista scopriremo in maniera semplice il funzionamento dell’occhio, della nostra vista per comprendere meglio le condizioni di ipovisione. Parleremo anche di prevenzione perché ogni occasione è buona per accorgersi magari di segni o sintomi meritevoli di una visita oculistica", osserva Federico Bartolomei.
"Nel laboratorio su giochi e animazione si impara cosa significa nominare una parola che ha a che fare con l’immaginazione, fare emergere un’immagine mentale e su quella poi andare a fare esercizi di sensorialità", dettaglia Fabio Fornasari.
"Quella di oggi è una giornata importantissima perché stiamo facendo cultura su temi che sono conosciuti solo da poche persone. Non conoscenza vuol dire paura e paura vuol dire non accoglienza. Abbiamo voluto chiamare questo progetto "Luce" proprio per diffondere un semino luminoso che possa aprire le porte degli oratori alle persone con disabilità visiva che molto spesso vengono escluse", conclude Linda Legname, vicepresidente Uici e coordinatrice del progetto "Luce".
(Progetto realizzato con il finanziamento ministeriale concesso per l’anno 2025 ai sensi dell’art. 72, primo comma, del D.Lgs. n. 117/2017 e s.m.i.)



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