Numero 1 del 2001
Titolo: Tiflologia per l’integrazione ha compiuto dieci anni
Autore: Redazionale
Articolo:
Molto tempo è passato da quando, incoraggiato dalle pressanti richieste di numerosi insegnanti di sostegno e, a dire il vero, anche di molti operatori dell’Unione Italiana Ciechi, proposi alla Direzione Nazionale il progetto per la pubblicazione di una rivista specializzata nei problemi dell’educazione dei ciechi e degli ipovedenti.
Mi ero proposto l’obiettivo, non facile da raggiungere, di colmare, per quanto possibile, un vuoto insostenibile nella tiflologia italiana, venutosi a creare all’inizio degli anni Sessanta, con la cessazione della pubblicazione di “Luce con luce”, da parte dell’Istituto “Romagnoli”. Ovviamente, senza pretendere di raggiungere gli stessi livelli, non fosse altro che per la connotazione artigianale della redazione e della gestione di “Tiflologia per l’integrazione”.
Secondo le indicazioni della Direzione Nazionale dell’Unione Italiana Ciechi, alla rivista era stato assegnato il compito di fornire informazioni sulle nuove pubblicazioni, sul materiale speciale ludico e didattico, sulle iniziative nel settore dell’educazione dei ciechi, degli ipovedenti e dei pluriminorati. La rivista si sarebbe dovuta proporre come punto di incontro tra tutti coloro (professionisti, operatori della scuola e degli enti locali, genitori) che, per qualunque ragione, fossero stati interessati ai problemi dell’educazione e della formazione professionale dei ciechi e degli ipovedenti e che avessero voluto dare il loro contributo di studio e di azione alla miglior riuscita del processo formativo di questi ragazzi.
Ovviamente, le difficoltà non sono mancate: prima fra tutte, la necessità di lavorare senza disporre di una équipe stabile di redattori. Benché il materiale per la pubblicazione, in certi momenti, sia risultato addirittura abbondante, la mancanza di unità di stile e l’eterogeneità di livello qualitativo talvolta riscontrabili nella rivista affonda le sue radici proprio in tale determinante carenza.
Dal redattore agli articolisti, tutti coloro che hanno dato vita a “Tiflologia per l’integrazione” hanno sempre lavorato gratuitamente. Ciò nonostante, si può affermare, senza finte modestie, che, con il passar degli anni, è aumentata la quantità, è migliorata la qualità dei contenuti e la rivista è cresciuta sul piano della tecnica e della professionalità.
Nei trascorsi dieci anni, non sono mancati esiti positivi:
- per la prima volta, sono state unite, a supporto di un unico progetto, l’Unione Italiana dei Ciechi, la Federazione Nazionale della Istituzioni Pro Ciechi e la Biblioteca Italiana per i Ciechi, secondo una prassi che si è poi consolidata, anche in rapporto a successive attività;
- tutte le rubriche fisse, dal momento in cui sono entrate a far parte della rivista, non si sono più interrotte;
- le più autorevoli riviste internazionali in materia di tiflologia, particolarmente nell’ultima parte del decennio, hanno ripetutamente citato “Tiflologia per l’integrazione”, accogliendone anche articoli;
- numerosi studenti hanno scritto sia alla redazione della rivista, sia al centro di Documentazione Tiflologica della Biblioteca Italiana per i Ciechi o per richiedere articoli utili al loro lavoro o per segnalare di aver trovato nella rivista, accolta dalle biblioteche universitarie, materiale interessante per la elaborazione della loro tesi di laurea.
Benché, con il passare degli anni, “Tiflologia per l’integrazione” abbia progredito rispetto ai suoi modestissimi inizi, ancora molta strada rimane da percorrere, perché possiamo offrire ai nostri lettori il prodotto di qualità che abbiamo nei nostri pensieri; ma se è vero che non siamo in grado di fare fin d’ora molte promesse, è certo, tuttavia, che non verrà mai meno il nostro impegno in questa direzione.
Dopo essere stati sostenuti per dieci anni, non possiamo esimerci dall’esternare la gratitudine, anzitutto, verso gli editori, per la fiducia che ci hanno accordato e continuano ad accordarci; verso tutti coloro che ci hanno cortesemente inviato i loro scritti, fin dal lontano 1990, consentendoci di non mancare mai all’appuntamento trimestrale con i nostri lettori, evitando le improvvise e spesso prolungate pause che caratterizzano la vita di non poche pubblicazioni periodiche di questo settore.
Ma il grazie più sentito va a tutti i nostri lettori i quali costituiscono la ragion d’essere della rivista. I loro incoraggiamenti, i loro suggerimenti, ma anche le loro critiche sono stati l’incentivo più sicuro a farci continuare nella nostra opera e a non mollare, anche nei momenti più difficili, che pure ci sono stati, e che, grazie a loro, abbiamo potuto superare.
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